Il Ministero della Difesa russo ha confermato il prossimo refit dell’incrociatore lanciamissili portaeromobili Admiral Kuznetsov: l’unica unità in forza alla Marina militare russa (Voyenno-morskoy flot Rossii)capace di lanciare e ricevere aeromobili. Secondo fonti russe l’unità tornerà operativa nell’estate del 2021.

Seppur noto alle cronache come un vettore essenzialmente obsoleto, il contratto firmato con la United Shipbuilding Corporation prevede solamente un aggiornamento ‘limitato’ della nave; a fronte di un costo che oscillerà tra i 55 ed i 62 miliardi di rubli (736/829 milioni di euro). I lavori si svolgeranno presso il 35° Centro di Riparazioni Navali della Severodvinsk Zvezdochka a Murmansk. Il refiting si concentrerà sul sistema di propulsione, attraverso la sostituzione del sistema di caldaie con dei moduli più moderni, e sul rimpiazzodel radar di scoperta ed early warning a 4 facce fisse Mars-Passat – nome in codice Nato “Sky Watch” – sistema risalente al periodo sovietico. Altri interventi riguarderanno il ponte di volo: rifacimento sky-jump, sostituzione del sistema d’arresto Stobar –Short Take Off But Arrested Recovery –e del sistema d’illuminazione per i velivoli in appontaggio. Sono discordanti invece le fonti che riportano un aggiornamento dei sistemi d’arma della portaerei, che potrebbe abbandonare il presente sistema a corto-medio raggio Sa-N-9 per essere equipaggiata con sistemi di difesa aerea a breve raggio Pantsir M – versione navale dell’omonimo sistema terrestre ‘S1’ – e con il sistema missilistico a medio raggio S-350E Vityaz/Redut – anch’essa variante navale dell’omonimo sistema terrestre. Sebbene considerata un’unità lanciamissili, non dovrebbe essere dotata dei famigerati missili land-attack Kalibir, mantendo l’attuale batteria di missili antinave Granit.

In forza alla Flotta del Nord, recentemente inviata in missione contro il sedicente Stato Islamico eretto nel Siraq, l’Admiral Kuznetsov – prima unità dell’omonima classe – è stata costruita presso il cantiere di Mykolaiv (oggi Ucraina) a metà degli anni ‘80.  Divenuta operativa nel 1995 a causa dei pesanti tagli di bilancio applicati alla Difesa dopo la caduta dell’Unione Sovietica, l’unità è ritenuta dagli analisti una portaeromobili decisamente ‘antiquata’. È in grado di trasportare un massimo di 52 velivoli ad ala fissa e rotante. Il suo gruppo aereo imbarcato comprende caccia multiruolo imbarcati Su-33 ‘Flanker D’, caccia da superiorità aerea MiG-29K/KUB ed elicotteri Ka-27 e Ka-29. Durante le operazioni svolte in Siria, in ausilio delle forze governative del presidente Bashar al-Assad, l’unità ha ricevuto il battesimo del fuoco.Lanciando 420 strike e distruggendo più di 1.252 obiettivi terroristici in territorio siriano. Ha concluso la sua missione il 6 gennaio 2017 rientrando in Russia il mese seguente. Durante le operazioni ha perso un solo velivolo: un Mig-29K schiantatosi in fase di appontaggio. Il pilota riuscì ad eiettarsi.

La seconda Kuznetsov

La seconda portaerei classe Admiral Kuznetsov, in forza alla Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione con il nominativo di Liaoning, è stata varata nel 1988 e ceduta in seconda battuta alla Plan-Navy. Dotata di un radar ‘Top Plate’, e un armamento analogo all’unità russa, può imbarcare 26 caccia imbarcati Shenyang J-15 – derivazione del progetto Su-33 costruito in appalto dell’azienda cinese Shenyang Aircraft Corporation – e 14 elicotteri Changhe Z-18 J/F  per la guerra anti-sommergibile. Entrata in servizio solo nel 2016, è in forza alla Flotta del Sud, ed è stata recentemente avvistata dai satelliti in una grande esercitazione che ha coinvolto più di 40 unità della marina cinese: una dimostrazione di forza nella regione del Pacifico.