Mosca ha un piano per bloccare i satelliti spia di potenze avversarie che orbitano nei cieli della Federazione. Ad annunciarlo è stata l’Agenzia spaziale russa Roscosmos, che ha sviluppato un programma per “bloccare” l’attività potenzialmente ostile di tutti satelliti spia stranieri, rendendoli inservibili e custodendo così le informazioni sensibili che gli “occhi e le orecchie” elettronici dello spazio potrebbero catturare.

A riferirlo è stata l’emittente nazionale Rt, che ha reso noto come gli ingegneri di Roscosmos stiano operando una raccolta di tutti i dati disponibili sui satelliti spia stranieri attualmente conosciuti, per innalzare una rete di contromisure adeguata a schermare lo spazio aereo russo, e blindarlo da questi occhi indiscreti. L’idea è quella di creare un insieme di “dispositivi terrestri” in grado disturbare le loro frequenze, impedendo ai satelliti di funzionare correttamente quando orbitano nei cieli della Russia. Questa rete di stazioni elettroniche si occuperà quindi di “bloccare e prevenire qualsiasi trasmissione di dati” effettuata da satelliti ottici, infrarossi o radar stranieri, e verrà dislocata in posizioni strategiche una volta terminato lo studio dei satelliti che possono essere considerate delle vere e proprie piattaforme di spionaggio, rendendo totalmente “inefficace” la loro attività.

Il programma anti-spionaggio satellitare approvato dal Cremlino, viene reso noto, curiosamente, proprio in concomitanza con una misterioso incidente annunciato dalla Nasa e riguardante un satellite spia segreto russo “esploso nello spazio”. Secondo quando affermato dall’agenzia spaziale americana, infatti, un satellite per lo spionaggio russo si sarebbe letteralmente “disintegrato” nello spazio lo scorso dicembre. Si sarebbe trattato, secondo indiscrezioni non confermate, di uno dei tre satelliti Kosmos-2491: lanciati dall’agenzia spaziale di Mosca nel 2013 e ritirati “ufficialmente” dalla propria missione l’anno successivo. Tuttavia, segnala un ex astronomo della Nasa ancora in contatto con l’agenzia, “verso le 13.13 (Utc) del 23 dicembre 2019”, il satellite in questione avrebbe “cambiato l’orbita” prima di sparire e permettere di catalogare almeno “10 detriti” a lui associabili. “L’improvvisa comparsa suggerisce che il veicolo spaziale senza pilota si è disintegrato in orbita”. Il Cremlino non ha rilasciato dichiarazione a riguardo, ma secondo alcuni esperti americani, si tratterebbe proprio di un satellite spia russo ancora a “lavoro”.

Non sarebbe la prima volta, infatti, che lo “scontro” tra potenze torna a superare i supera i confini della stratosfera, vendendo le parti avverse misurarsi – almeno si fa per dire – nello spazio. Lo spionaggio satellitare era tornato alla ribalta nelle cronache nel 2018, quando il ministero della Difesa francese aveva reso noto l‘incidente del satellite per le comunicazioni militari franco-italiane Athena-Fidus: avvicinato l’anno precedente dal satellite spia russo Louch-Olymp, che voleva “intercettare” comunicazioni sensibili con il suo sofisticato apparato di ricezione. Le preoccupazioni di Mosca, dunque, sembrano essere nient’altro che il rovescio di una medaglia che al Cremlino conoscono bene.