Si sono svolte con successo le esercitazioni della forza navale russa nel Mar Nero. Ad assistervi era anche il capo del Cremlino, Vladimir Putin, che ha valutato “positivamente” l’operato nella Marina russa, oggetto di grande investimento per la Federazione.

Alle manovre navali hanno preso parte numerose unità della Flotta del Nord e della Flotta del Mar Nero, tra quali si contavano almeno 30 unità navali e 40 velivoli delle Forze aerospaziali. Grande assente è stato l’incrociatore portaeromabili Admiral Kuznetsov, nave ammiraglia della Flotta del Nord, costretta a rimanere in cantiere per terminare gli ulteriormente prolungati lavori di manutenzione a seguito dell’incendio che ha colpito la nave. Tuttavia il capo di Stato russo Vladimir Putin ha tenuto a precisare di fronte alla stampa come le manovre siano state efficaci e soddisfacenti, e come sia stato “raggiunto l’obiettivo desiderato”. A questo, Putin ha poi aggiunto i suoi ringraziamenti ufficiali: “Voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione e alla realizzazione delle esercitazioni odierne, e complimentarmi per i risultati ottenuti”, sottolineando la professionalità del personale e l’affidabilità dei mezzi e delle attrezzature utilizzati durante le manovre. Lo hanno riferito sia l’agenzia di stampa Interfax, che Tass.

Durante le manovre sono stati effettuati diversi lanci di missili dall’incrociatore missilistico Maresciallo Ustinov, che, stando alle informazioni diffuse, avrebbe lanciato insieme ad altri vettori navali di superficie e da alcune unità sottomarine diversi missili da crociera Kalibr; mentre alcuni cacciabombardieri Mig-31 hanno portato a termine il lancio di missili balistici ipersonici aviolanciabili Kinzhal. Entrambi armamenti a raggio intermedio, sfornati di recente dall’industria bellica di Mosca, sono considerati tra i primi colpi dell’arsenale di Mosca ad essere impieganti in un eventuale conflitto convenzionale. Nello svolgersi dell’esercitazione, sono comparsi anche i temuti bombardieri strategici Tu-95, mostrando come le grandi manovre siano state anche un’occasione per saggiare la collaborazione tra le forze mare e quelle dell’aria in un sistema interforze che per la dottrina russa diventa ogni anno sempre più fondamentale. Nei diversi scacchieri bellici in cui è coinvolta la forza militare russa, Putin considera fondamentale la perfetta armonia dei reparti, consapevole che la forza navale, aerea e terrestre (compreso anche il cyberwarfare) non possano avere tra loro gap importanti.

Al termine delle operazioni il presidente russo ha preso parte a un incontro con funzionari militari a Sebastopoli in Crimea, affermando come: “La marina sia sempre stata una componente chiave della difesa nazionale”, e tenendo a sottolineare che è ferma intenzione: “Mantenere e rafforzare lo status della potenza navale”. È vero infatti che la Russia, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, ha investito molte delle sue risorse per riportare la sua celeberrima flotta ai vecchi fasti della Guerra Fredda; progettando e sviluppando principalmente nuove classi di sottomarini di tutti i tipi, e cercando, nel contempo, di trovare una via per dotarsi al pari delle altre potenze di nuove portaerei, possibilmente a propulsione nucleare. Tassello mancante che porterebbe la marina di Mosca a diventare una vera propria potenza dei mari.

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