La geopolitica della corsa allo spazio
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Secondo l’intelligence britannica la Russia avrebbe perso un terzo delle truppe di terra impegnate in Ucraina a febbraio. L’esercito russo, inoltre, dovrebbero fare i conti con capacità compromesse, un morale basso e una ridotta efficacia di combattimento. Queste previsioni, se dovessero rivelarsi esatte, rappresenterebbero un duro colpo per Mosca, adesso concentrata sui quadranti meridionali e orientali del Paese.

In ogni caso, se vuole davvero portare a casa uno straccio di trionfo, il Cremlino necessita di forze fresche per rimpolpare i suoi schieramenti nel Donbass e tentare un’espansione lungo la fascia costiera. Archiviata l’idea di ricorrere ad una mobilitazione generale, Vladimir Putin deve in qualche modo trovare una soluzione. E la soluzione, a quanto pare, sarebbe arrivata grazie a molteplici reclutamenti mascherati portati avanti nella Federazione Russa.

Reclutamenti che, tuttavia, avrebbero originato effetti non desiderati, dando vita a molteplici episodi di malcontento, con episodi di insofferenza – tipo lancio di molotov contro commissariati e centri di arruolamento – sbandierati dalla propaganda di Kiev a proprio favore. Il Corriere della Sera ha sottolineato, non a caso, come Mosca attirerebbe i riservisti nei centri offrendo loro nuovi ingaggi e falsi ruoli di retroguardia (in realtà le nuove leve finiranno tutte in prima fila).

Il reclutamento di Mosca

Il centro studi Institute for the Study of War (ISW) ha confermato le indiscrezioni dell’intelligence di Londra: le forze russe sono probabilmente a corto di uomini. Il punto è che Mosca avrebbe esaurito anche i riservisti pronti per il combattimento, e questo avrebbe costretto il comando militare russo ad amalgamare soldati tra loro ben differenti, ad esempio provenienti da compagnie militari private e milizie per procura. Il risultato? Unità dell’esercito e fanteria navale regolari soltamente all’apparenza.

Qui arriviamo alla propaganda ucraina, da prendere, come sempre, con le pinze. A detta dello Stato Maggiore Ucraino, circa 2.500 riservisti russi si starebbero addestrando negli oblast russi di Belgorod, Voronezh e Rostov, pronti per essere spediti al fronte. Secondo Kiev è però improbabile che quel numero di riservisti possa dare vita ad una forza sufficiente per ricostituire le unità russe, che in certe aree avrebbero perso fino al 20% del personale.



Indizi e indiscrezioni

Secondo quanto riferito da ISW, le compagnie militari private russe stanno formando unità combinate con elementi aviotrasportati; si tratterebbe di un chiaro indizio che confermerebbe significative perdite di manovalanza tra le fila di Mosca.

In generale, ha continuato il centro studi, il mescolamento delle unità aviotrasportate d’élite con mercenari è “scioccante” e sarebbe l’indicazione più chiara di come la Russia abbia “esaurito le sue riserve di manodopera disponibili per il combattimento”.

L’810a brigata di fanteria navale delle guardie russe starebbe inoltre ricevendo personale da altre unità della flotta del Mar Nero, compresi i membri dell’equipaggio della nave della marina ma, anche in questo caso, è improbabile che le unità di nuova formazione o raggruppate risultino efficaci in combattimento.

A corto di uomini

Da altre fonti di intelligence, questa volta ucraina, emerge un aspetto tanto interessante quanto curioso. La Russia starebbe creando nuove unità con personale appena mobilitato. Attenzione però, perché si tratterebbe di soldati non solo poco motivati per combattere ma anche dotati di una formazione insufficiente per risultare efficaci sul campo di battaglia.

Un’altra notizia che confermerebbe la delicata situazione di Mosca in termini di uomini è la seguente: le forze russe, a causa della mancanza di riserve nazionali, avrebbero schierato nuovi coscritti dagli insediamenti occupati negli oblast di Donetsk e Luhansk per mantenere una flebile offensiva intorno alla città di Kharkiv.

Da segnalare, infine, i circa 600 miliziani partiti dalla Cecenia per supportare l’esercito di Putin e le voci (non confermate) dei trasferimenti in Ucraina sia dei possibili militari russi in Siria, sia di mercenari libici, siriani ed etiopi.

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