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Il Ministero della Difesa della Federazione Russa alla manifestazione “Army-2019” – la fiera internazionale degli armamenti che si tiene a Mosca – ha firmato un contratto per l’acquisto di 76 aerei da combattimento Su-57, il nuovo caccia stealth di quinta generazione che rappresenta la risposta russa ai caccia F-22 ed F-35 americani.

L’annuncio è stato dato oggi dal media Zvezda TV che riporta anche che le prime consegne del velivolo dovrebbero cominciare entro la fine dell’anno in corso.

Dopo ritardi e rinvii sembra quindi che il Su-57 entrerà a far parte delle Vks (Vozdušno-Kosmičeskie Sily), le Forze Aerospaziali Russe, a quasi due anni dalla data che si era prefissata il Cremlino:  a gennaio del 2016 Viktor Bondarev, comandante delle Forze Aeree russe, ha rilasciato una dichiarazione secondo la quale il Su-57 sarebbe entrato in produzione di serie nel 2017, ma il programma è stato afflitto da problemi tecnici e di finanziamento.

Un caccia invisibile dalla lunga gestazione

L’idea russa di un caccia stealth ha origine nel periodo della Guerra Fredda, tra gli anni ’70 e ’80, ma è solo nel 2002 quando il bureau di progettazione Sukhoi vinse la gara per l’assegnazione del progetto Pak Fa (Perspektivnyi Aviatsionnyi Kompleks Frontovoy Aviatsii) che si pongono le basi reali del nuovo velivolo russo di quinta generazione.

Il primo volo del T-50 (così si chiamava allora il prototipo) è stato effettuato il 29 gennaio del 2010, dopo quasi un anno di ritardo rispetto a quanto originariamente preventivato. Ulteriori ritardi accumulati, soprattutto per quanto riguarda il propulsore, e la razionalizzazione delle spese per la Difesa, che è possibile ascrivere al regime di sanzioni internazionali a cui è sottoposta Mosca dal 2014, hanno portato a una prima decisione del Ministero della Difesa, nel luglio del 2018, di non avviare la produzione in massa del Su-57. Allora si era stabilito che la Vks potesse disporre solo di 12 velivoli che sarebbero stati consegnati nel 2019 (decisione del febbraio 2018).

Oggi quest’ordine per 76 esemplari – tutti costruiti presso lo stabilimento di Komsomolsk sull’Amur dalla Napo (Novosibirsk Aircraft Production) – rappresenta il primo passo concreto di Mosca per dotarsi del nuovo caccia invisibile.

Ci siamo già occupati in modo esaustivo delle caratteristiche tecniche del Sukhoi Su-57, ma ci preme ricordare che, paragonato agli americani F-35 ed F-22, il caccia russo non ha lo stesso livello di invisibilità radar avendo i progettisti scelto per una soluzione stealth non spinta, animati dalla convinzione che la stealthness è subordinata ai progressi nel campo dei dispositivi di scoperta avversari, pertanto sono giunti ad un compromesso che garantisce un certo grado di furtività e, parallelamente, una buona linea aerodinamica che non penalizza eccessivamente le prestazioni del velivolo.

L’aeronautica russa però non si rinnova

Non sappiamo se il Cremlino preveda di effettuare un secondo ordine di velivoli in futuro, però questi 76 esemplari non rivoluzioneranno la Vks sebbene faranno da “palestra” per equipaggi di volo e di terra.

Lo scopo originario del programma Pak, che comprende anche bombardieri, aerei da trasporto e caccia intercettori, ed in particolare della parte rivolta ai cacciabombardieri (Fa) che ha generato il Su-57, era quella di rivoluzionare la flotta di velivoli dell’aeronautica russa dotandola di macchine di ultima generazione che andassero a sostituire i caccia ereditati dai progetti precedenti, tutti nati negli anni ’70, come i Su-27, 35 e Mig-29.

Già il programma di acquisto originario, datato 2016, che prevedeva 150 Su-57 poteva sembrare sottodimensionato per le esigenze di Mosca, a maggior ragione quest’ordine per 76 velivoli risulta essere solo un piccolo passo verso una modernizzazione che, probabilmente, non avverrà mai, almeno utilizzando questo velivolo di Sukhoi.

Il Su-57 ha accumulato troppi ritardi in confronto ai suoi diretti avversari di quinta generazione – l’F-22 è in servizio da più di un decennio e l’F-35 affluisce ai reparti di volo in modo sempre più consistente – pertanto, considerati i ratei di produzione, è presumibile che la Vks avrà in linea i suoi 76 caccia non prima del 2025/2027, periodo in cui si cominceranno a vedere i primi embrioni di caccia di sesta generazione in Occidente, considerando gli ordini e le specifiche emanate in questi anni. È ragionevole supporre che al Cremlino siano a conoscenza di questo problema e che pertanto, anche in considerazione dei progetti russi per i caccia di sesta generazione, abbiano deciso di non avviare la produzione su vasta scala del Su-57 che avrebbe una tempistica troppo lunga e sottrarrebbe fondi vitali per i progetti futuri.