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Guerra

La Royal Navy fa rotta a Oriente: cambio di strategia globale

La marina britannica traccia la sua nuova rotta verso Oriente. Dopo quasi mezzo secolo cambiano i piani della politica estera del Regno Unito. Attraversato lo Stretto di Suez, le navi da guerra che sventolano l’Union Jack adesso puntano verso il...

La marina britannica traccia la sua nuova rotta verso Oriente. Dopo quasi mezzo secolo cambiano i piani della politica estera del Regno Unito. Attraversato lo Stretto di Suez, le navi da guerra che sventolano l’Union Jack adesso puntano verso il Pacifico, per prendere parte a missioni di rilievo internazionale e proiettare il ruolo di potenza della Nazione che sta per lasciare l’Unione europea. La prima unità da battaglia reduce da una lunga traversata rimarrà schierata in Bahrein.

La prima unità della Royal Navy a cui è stata affidata una missione di pattugliamento di così vasta portata è la fregataHMS Montrose, vascello classe Type 23 specializzato nella guerra anti-sommergibile salpato per un viaggio che la marina di Sua Maestà non intraprendeva da quasi 50 anni, con un termine che diverrà impiego stabile nella regione mediorientale. Sotto il comando di Conor O’Neill, l’unità ha dato la caccia ai contrabbandieri della droga nei Caraibi, ha supportato la sorveglianza per il rispetto delle sanzioni imposte alla Corea del Nord, e dopo aver aver attraversato l’Atlantico e il Canale di Panama, ha puntato verso l’Oceano Pacifico, soltanto a Singapore e a Tokyo.

L’obiettivo più delicato era il pattugliamento nelle acque del Mar Cinese Meridionale, il tratto di mare più “caldo” da qualche anno a questa parte a causa delle rivendicazioni di Pechino sulle “acquee ancestrali” che di fatto appartengono ad altri Paesi della regione. La rotta della Montrose simboleggia un cambio di strategia per il Regno Unito, che per la prima volta in 50 anni ha incrociato a est di Suez per “affermare” la sua capacità nello scacchiere globale e anticipare la posizione del Regno Unito nel post Brexit.

“Stiamo portando avanti una nuova politica che 1968 che si era fermata a Suez”, ha dichiarato il segretario della difesa Gavin Williamson in un’intervista, “Sarà questa la linea della Gran Bretagna nel post Brexit”. Lo stesso varrà per il viaggio inaugurale dell’ammiraglia della flotta, la portaerei Hms Queen Elizabeth che trasporterà una gruppo imbarcato di aerei da guerra anglo-americani e farà immediatamente rotta per il Mar Cinese, dove l’Occidente è impegnato a “testare” le rivendicazioni territoriali della Cina e a garantire la libertà di navigazione nei mari internazionali. La Montrose invece si baserà in modo permanente nel Bahrain, 1.400 miglia nautiche a est di Suez, e questo significherà essere la prima volta dal 1968 in cui il Regno Unito decide di schierare una nave da guerra in questa posizione dello scacchiere globale.

L’Hms Montrose, è armata con missili anti-nave Harpoon, capaci di distruggere unità di superficie a 80 miglia nautiche di distanza, raggiungendo una velocità di 0,9 mach, missili Seawolf e una combinazione di siluri e cariche di profondità per distruggere unità sommergibili. Trasporta un elicottero “Wildcat” per operazioni anti-pirateria e di supporto/attacco rivolto a bersagli di minore tonnellaggio.

“Il Regno Unito è sempre stato un attore globale” ha dichiarato al Times il comandante O ‘Neill. “Se affermi di essere la marina di una potenza globale, devi essere presente nel globo. Questo ha un senso, si economicamente che politicamente.”

Il segretario della Difesa Gavin Williamson ha sempre annunciato nelle ultime occasioni che il Regno Unito si prepara ad ogni evenienza e che farà la sua parte contro ogni minaccia di portata globale. Tra le prime minacce compare sempre la Cina, che provoca Taiwan e cerca il confronto nel Mar Cinese meridionale con chiunque le si opponga lì dove continua a militarizzare atolli e avamposti. Al confronto di questo tipo di minaccia però, gli ultimi interventi militari ai quali ha preso parte la potenza britannica – la guerra delle Falkland, l’Iraq e l’Afghanistan – sono delle “scaramucce”. E studiosi militari e analisti non sono davvero convinti che la Royal Navy porterebbe battaglia oltremare come ha fatto per quasi tre secoli, quando era la marina più potente nel mondo. Oggi di fatto si troverebbe a doversi scontrare con un avversario (la Marina Cinese, ndr) che possiede un naviglio superiore in numero di 10 a 1; e che vara il totale della sua flotta ogni anno. Solo accanto all’alleato americano potrebbe esserci battaglia.

“Nessuno può credere davvero” che nel caso di un “vero conflitto”, la Royal Navy poterebbe la guerra alla Cina “a migliaia di miglia di casa”, ha affermato il professore Kerry Brown, dovete di studi cinesi al King’s London College. Speriamo di non dover confutare questa tesi.





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