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Guerra

La rivolta di Prigozhin ha mostrato la fragilità dell’aviazione russa

La fragilità dell'aviazione russa nell'intervenire in risposta a uno scenario di crisi è stata palese il 24 giugno

La rivolta di Evgeniy Prigozhin e del gruppo Wagner andata in scena nella giornata del 24 giugno ha mostrato la fragilità dell’aviazione russa nell’intervenire in risposta a uno scenario di crisi imprevedibile e in rapido deterioramento.

L’Aeronautica della Federazione Russa (Vvs, acronimo di Voyenno Vozdushnye Sily) è stata chiamata in causa a contrastare l’avanzata della colonna che il 24 giugno si è messa in marcia da Rostov e Voronez lungo l’autostrada M4 per avvicinarsi a Mosca. Sia per la reticenza di parte del personale aeronautico a colpire militari provenienti dal teatro ucraino, per quanto insubordinato, sia per le debolezze strutturali del contesto operativo tale interdizione non si è manifestata. E, anzi, le Vvs hanno sofferto perdite non secondarie di fronte all’interdizione anti-aerea della Wagner.

L’Institute for the Studies of War, think tank americano che segue da vicino le dinamiche del conflitto russo-ucraino e gli scenari collaterali, ha scritto di aver geolocalizzato nella giornata del 24 giugno “due sistemi di difesa aerea Pantsir-1 che si muovevano attraverso Buturlinovka, a circa 135 km a sud-est della città di Voronez” e che hanno colpito duramente le forze governative che hanno provato a disturbarne l’avanzata.

L’Isw ha confermato e geolocalizzato con le immagini satellitari e le fonti aperte l’abbattimento di almeno sette elicotteri dell’aviazione. Tra questi, quattro elicotteri Mi-8 da trasporto truppe, alcuni dei quali sono stati riconvertiti per la guerra elettronica, e tre da attacco: un Ka-52, già visto con profitto in azione in Ucraina in risposta alla controffensiva, a cui si aggiungono un Mi-35 e un Mi-28. Persi, inoltre, almeno due aerei: i Wagner avrebbero abbattuto un Il-26 da trasporto e, secondo le fonti raccolte dal blogger di Osint Oryx, anche un Il-22.

Lo studioso taiwanese di forze armate Cheng-Wei Lai ha sottolineato, con una punta ironica, che la Wagner ha fatto risparmiare all’Ucraina “molti missili Stinger”. Dichiarazione non secondaria se pensiamo al fatto che le perdite di nove velivoli tra elicotteri e aerei in un solo giorno rappresenterebbero un record negativo per le forze armate di Mosca dal 24 febbraio 2022, giorno dell’invasione dell’Ucraina, ad oggi. Yuriy Ihnat, portavoce dell’aviazione ucraina, ha dichiarato che il suo corpo armato ha osservato da vicino la componente aerea della risposta a Prigozhin, che alla prova dei fatti si è rivelata molto insoddisfacente, sottolineando che i Wagner hanno intrapreso “azioni preventive” per interdire ogni “minaccia dal cielo” ben consci che un’aviazione libera di muoversi indisturbata “può eliminare rapidamente un’intera unità militare in movimento”.

L’assenza di una certezza di supremazia aerea ha reso difficile pensare, al tempo stesso, a manovre militari di terra per interdire la marcia alla colonna che, in fin dei conti, si è ritirata per sopravvenuti cambi di paradigma politico-strategici e non per una massiccia interdizione militare. Il tema è dirimente se si pensa alle lezioni militari che questo impone per il proseguimento della guerra in Ucraina. E lascia evidentemente pensare a un “buco” nella programmazione strategica delle Vvs che si trovano di fatto messe ai margini e costrette ad operare con difficoltà di coordinamento di fronte a una decisa interdizione antiaerea, anche se condotta con forze relativamente modeste. Il Cremlino, nota l’Isw, “ha faticato a trovare una risposta rapida ed efficace ai progressi di Wagner, evidenziando le debolezze della sicurezza interna probabilmente dovute alla sorpresa e all’impatto delle pesanti perdite in Ucraina”.

Certamente, la presenza di truppe della Rosgvardia poco adatte a operazioni multiruolo in patria non ha aiutato. Ma su questo fronte si denota un’ampia e precisa vulnerabilità delle Vvs, che operano di fatto con il fianco scoperto di fronte all’interdizione antiaerea. Si possono pensare a tutte le attenuanti del caso, compreso il fatto che il Cremlino non ha pensato a eliminare l’antiaerea della Wagner per non pregiudicare assetti preziosi, ma certamente nel confronto militare emerso dal pronunciamiento le Vvs sono emerse come le grandi assenti e, forse, le uniche vere sconfitte. Oltre alle forze che hanno sostenuto la quota maggiore di perdite senza incidere sui risultati finali. E un’aeronautica zoppa è una pessima notizia per le volontà di Mosca di spezzare in futuro la resistenza ucraina. Sostenuta da una ben più nutrita forza antiaerea.

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