La portaerei americana Uss Ronald Reagan sta incrociando nel Mar Cinese Meridionale per mandare un messaggio chiaro alla Cina, imperterrita nell’intenzione di imporre la propria influenza sulle acque al centro della lunga contesa territoriale che coinvolge diversi paesi della regione. Il vettore, carico di aerei da guerra e tecnologie letali, rappresenta il messaggio politico per eccellenza: la proiezione della potenza di Washington che vuole affermare la “pace” attraverso la “forza” – come recita il motto di questa enorme nave da battaglia.

A bordo del vettore a propulsione nucleare di centomila tonnellate, che trasporta ben settanta cacciabombardieri completamenti armati, sono presenti un gruppo di generali filippini, che assistono al decollo e all’atterraggio degli F/A-18 armati di missili aria-aria e terra-aria. Spinti dalle catapulte e recuperati dal sistema Catobar, questi cacciabombardieri danno prova di cosa potrebbe scatenare una portaerei classe Nimitz se dovesse entrare in azione nelle acque più “calde” dell’Indo-pacifico. Insieme ai caccia, decollano anche gli elicotteri Seahawk, pronti a dare la caccia ai sommergibili avversari se dovesse essere necessario ; mente i missili navali Sea Sparrow custoditi nei lanciatori multipli sono pronti a difenderla da ogni minaccia aerea diretta che superi la bolla difensiva innalzata dalle navi di scorta: quegli incrociatori lanciamissili che navigano in formazione a poche miglia marine dal ponte affollato di marinai, avieri e giornalisti che riportino ciò che Washington vuole “pubblicizzare”.

Secondo l’Ammiraglio Karl Thomas, comandante della Task Force 70 e del Carrier Strike Group 5, il motto della portaerei Reagan sintetizza perfettamente il concetto che gli Stati Uniti vogliono esprimere attraverso la proiezione di potenza rappresentata da unità da battaglia come questa, inviate negli angoli del globo per garantire la sicurezza e la stabilità adeguati a favorire i colloqui diplomatici tra le nazioni rivali – che in questo caso rivendicano tutte quante la propria influenza sulle acque del Mar Cinese. Il motto della Uss Reagan recita: “Peace Through Strength” – la Pace attraverso la forza (N.d.t.) – e questo è ciò che Washington vuole dire al mondo. Sostenendo in questo caso le rivendicazioni di paesi come Vietnam, Filippine, Malesia, Taiwan e Brunei, nei confronti del gigante cinese che forte della seconda flotta da guerra più potente del mondo intende dettare le regole della navigazione nel Mar Cinese.

“Pensiamo solo che la gente dovrebbe seguire il diritto internazionale e la nostra presenza, per garantire che la sicurezza e la stabilità in background affinché queste discussioni abbiano luogo”, ha dichiarato l’Ammiraglio Thomas all’attenzione del gruppo di giornalisti inviati a seguire gli spostamenti della nave in rotta verso il porto di Manila. Il mese scorso la Casa Bianca aveva espresso serie preoccupazione riguardo le “ripetute azioni provocatorie mosse dei confronti delle attività off-shore per la ricerca del petrolio e del gas degli altri stati reclamanti” ordinate da Pechino. Inoltre l’intelligence americana non ha mai smesso di monitorare con preoccupazione la militarizzazione progressiva di tutti quegli avamposti cinesi – tra i quali spiccano le Isole Spratly – che intendono “marcare” il territorio e intimidire le attività navali degli altri paesi che secondo quanto preteso dalla Cina non dovrebbero avvicinarsi, modificando le proprie rotte e piegandosi alle rivendicazioni di Pechino.

La portaerei Ronald Reagan

L’Uss Ronald Reagan, nona portaerei a propulsione nucleare classe Nimitz dell’U.S. Navy schierata nella base navale di Yokosuka, nel Giappone centro orientale. Classificata come Cvn 76 (Aircraft Carrier Nuclear), è spinta da due reattori nucleari A4w che le permettono di raggiungere una velocità di crociera di 30 nodi (55 km/h). Misura oltre 300 metri di lunghezza e ha un dislocamento approssimativo di 97.000 tonnellate. Dotata del sistema per lancio e recupero di aeromobili imbarcati di tipo Catobar (Catapult Assisted Take Off But Arrested Recovery), imbarca il Carrier Air Wing (Cvw) 5, composto da 60+ aeromobili suddivisi in: quattro squadriglie ‘VFA’ di aerei d’attacco multiruolo F/A-18 Hornet o F/A-18  Super Hornet, una squadriglia Vaq per la guerra elettronica di Growler Ea-18, una squadriglia ‘Vaw’ di bimotori turboelica ogni-tempo Hawkeye E-2, una squadriglia Hsc composta da elicotteri da combattimento Sea Hawk MH-60S, una squadriglia Hsm per la guerra antinave/antisommergibile composta da Sea Hawk Mh-60, una squadriglia Vrc per il supporto logistico composta da Greyhound C-2. L’equipaggio conta oltre tremila uomini e donne, tra marinai, avieri specialisti, marines, e personale tecnico.

La Uss Reagan, come tutte le portaerei americane, è accompagnata dal suo Carrier Strike Group composto dagli incrociatore lanciamissili classe Ticonderoga Uss Chancellorsville (Cg 62) e Uss Shiloh (Cg 67), e dai cacciatorpedinieri lanciamissili classe Arleigh Burke Uss Barry (Ddg 52), Usdd Curtis Wilbur (DDG 54), Uss McCampbell (Ddg 85).