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La soffiata è stata diffusa dal direttore del Servizio di intelligence estero russo, Sergej Narjshkin (lo stesso Sergej umiliato in pubblico da Vladimir Putin lo scorso 26 febbraio, durante un meeting tra il presidente russo e il suo Stato Maggiore). La Polonia, in accordo con gli Stati Uniti, starebbe lavorando a non meglio specificati piani per stabilire il controllo sui suoi “possedimenti storici” in Ucraina, nell’ovest del Paese.

Secondo quanto riportato da Ria Novosti, che ha citato Narjshkin, la prima fase di questa ipotetica riunificazione dovrebbe consistere nell’ingresso delle truppe polacche nelle regioni occidentali dell’Ucraina con il pretesto di “proteggerle dall’aggressione russa”. Le modalità dell’imminente missione sarebbero in discussione con l’amministrazione del presidente statunitense Joe Biden.

“Secondo accordi preliminari, si terrà senza un mandato della Nato, ma con la partecipazione di Stati volontari”, ha sostenuto Narjshkin. Non sappiamo se tutto questo si tratti di pura disinformazione (come è molto probabile che lo sia) o se le informazioni diffuse dai servizi russi, che sostengono di aver ricevuto notizie sui presunti piani di Varsavia e Washington per stabilire uno stretto controllo politico-militare della Polonia in Ucraina, abbiano qualche tipo di fondamento.

Il presunto piano della Polonia in Ucraina

In attesa di confutare l’indiscrezione, Narjshkin ha spiegato che potrebbe andare in scena un tentativo di ripetere il “patto” storico per la Polonia andato in scena dopo la Prima Guerra Mondiale, quando l’Occidente, rappresentato dall’Intesa, in un primo momento riconobbe il diritto di Varsavia di occupare parte dell’Ucraina per proteggere la popolazione dalla “minaccia bolscevica”, salvo poi consentire l’inclusione di questi territori nello stato polacco.

“Le missioni di combattimento prioritarie dell’esercito polacco includeranno la graduale intercettazione del controllo sulle strutture strategiche ivi situate da parte della Guardia nazionale ucraina”, ha aggiunto il direttore del Servizio di intelligence estero.

Secondo la stessa intelligence, i servizi segreti polacchi starebbero inoltre cercando rappresentanti negoziabili dell’élite ucraina per formare un contrappeso “democratico” ai nazionalisti. Varsavia prevede che il consolidamento dell’Ucraina a ovest con un alto grado di probabilità porterà a una scissione nel paese e la Polonia riceverà il controllo sui territori occupati dai “peacekeeper“, ha concluso Narjshkin.



La replica polacca: “Disinformazione”

Il fatto che il Servizio di intelligence estero russo si sia limitato a diffondere la notizia senza pubblicare alcuna prova a sostegno delle indiscrezioni rende tutto molto sospetto e nebuloso. Dalla Polonia, il coordinatore dei servizi speciali di Varsavia, Stanislaw Zaryn, ha bollato l’intera ricostruzione di Narjshkin come pura disinformazione, probabilmente pensata per creare sfiducia tra i partner occidentali a sostegno di Kiev.

“Sergey Naryshkin continua l’operazione di informazione russa contro Polonia e Stati Uniti. Il capo dell’intelligence russa sta diffondendo insinuazioni contro Polonia e Stati Uniti, convincendo falsamente che entrambi i paesi stanno preparando un’annessione polacca dell’Ucraina occidentale”, ha commentato Zaryn. “Le bugie sui presunti piani della Polonia di attaccare l’Ucraina occidentale si ripetono da diversi anni. La campagna è stata particolarmente intensificata dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina”, ha aggiunto lo stesso Zaryn, sottolineando che lo scopo della propaganda russa consiste nel “promuovere la sfiducia tra Ucraina e Polonia, minare la cooperazione tra Polonia e Ucraina, dipingere l’Occidente come un’entità aggressiva nei confronti della Russia e la Polonia come un Paese “guerrafondaio”, che rappresenta una minaccia per l’intera Nato e l’Europa”.

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