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La Russia è davvero interessata ad invadere la Moldavia? C’è il rischio effettivo che questo piccolo Paese, situato lungo il confine occidentale dell’Ucraina, possa trovarsi costretto a fare i conti le truppe del Cremlino? E ancora: qual è il piano – se c’è un piano – di Vladimir Putin in Transnistria? Rispondere a queste domande ci consente di capire che cosa potrebbe succedere da qui alle prossime settimane.

Sia chiaro: da quando è iniziata la guerra in Ucraina ad oggi è pressochĂ© impossibile effettuare analisi senza utilizzare il condizionale, in buona parte per la propaganda incrociata che talvolta plasma la narrazione bellica allontanandola dalla realtĂ , e in parte per la nebulosa strategia russa, spesso indecifrabile. In ogni caso, la preoccupazione che Moldavia e Transnistria possano essere trascinate nella guerra della Russia contro l’Ucraina è sempre piĂą concreta, soprattutto dopo i recenti attacchi misteriosi che hanno scosso l’autoproclamata repubblica filorussa.

Come se la tensione non fosse giĂ  alta, il gruppo di hacker filorussi Killnet, come denunciato dai servizi di sicurezza moldavi, ha recentemente sferrato un cyberattacco contro le infrastrutture del governo moldavo.



Moldavia, Transnistria e Russia

Dal punto di vista geografico, la Moldavia confina con l’Ucraina. Nella sua parte orientale troviamo la citata Transnistria, una piccola regione separatista al centro di avvenimenti potenzialmente pericolosi e collegabili alla guerra in Ucraina.

Tre esplosioni sono state segnalate tra il 25 e il 26 aprile, mentre le forze militari locali hanno riferito di avvistamenti di droni e colpi sparati da un ignoto il 27 aprile. L’Ucraina ha ipotizzato che i raid siano stati effettuati dalla Russia come pretesto – o meglio casus belli – per consentire alle truppe della Transnistria di colpire il territorio ucraino sul fronte sud-ovest.

Per capire meglio le dinamiche che intercorrono tra questi tre soggetti politici, ovvero Russia, Moldavia e Transnistria, partiamo subito con il dire che quest’ultima – ufficialmente chiamata Repubblica Moldava di Pridnestrovia – è una striscia di terra che ospita circa 500mila persone. Si tratta di uno stato separatista non riconosciuto che ha lasciato la Moldavia dopo il crollo dell’Unione Sovietica avvenuto nel 1990.

Il governo della Transnistria è indipendente de facto ma è riconosciuto dalle Nazioni Unite e dalla quasi totalitĂ  degli altri Paesi – ad esclusione della Russia, ad esempio – come parte integrante della Moldavia. Ebbene, se oggi questo lembo di terra è in grado di mantenere la sua indipendenza, lo deve in gran parte al supporto militare fornitole dall’esercito russo stanziato proprio in Transnistria (si parla di circa 1.500 soldati, in aggiunta ai circa 4.500-7mila elementi che compongono l’esercito locale) al gas naturale russo e altri benefit che riceve direttamente da Mosca.

Perché Chisinau trema

Come ha giustamente evidenziato The Conversation, in seguito al crollo dell’Urss, la Russia ha cercato a lungo di mantenere la Moldava nella sua sfera di influenza polica. Militarmente parlando, le truppe russe situate in Transnistria consentono a Mosca di intimidire la Moldavia e, al tempo stesso, spaventare l’Ucraina. Non tanto per l’entitĂ  della minaccia proveniente da questa regione, quanto per l’eventualitĂ  di chiudere il fronte ucraino meridionale collegando la fascia costiera alla suddetta Transnistria.

La Moldavia ha presentato domanda di adesione all’Unione europea nel marzo 2022, ma al momento è fuori dall’Ue così come non fa parte della Nato. In altre parole, il Paese ha tutte le caratteristiche per poter essere considerata una potenziale preda russa. Se attivate, le truppe russe in loco sarebbero in grado di destabilizare l’intera regione e, senza il controllo delle frontiere e del proprio territorio, la Moldavia non potrebbe entrare nell’Ue.

Ultimi appunti per inquadrare definitivamente la questione: la guerra in Ucraina, unita alla presenza delle truppe russe in Transnistria, ha generato un mix letale che non fa dormire sogni tranquilli al governo moldavo. A differenza dell’Ucraina, infatti, la Moldavia ha un esercito debole – e pure piĂą piccolo di quello dei filorussi della Transnistria (circa 6mila soldati) – e risulta essere uno dei Paesi piĂą poveri d’Europa. Dulcis in fundo, il settore energetico moldavo dipende al 100% dal gas russo, e questo rende impossibile consentire ai moldavi di uscire dall’orbita di Mosca nonostante un orientamento politico tendenzialmente europeista. Ecco perchĂ© a Chisinau la Russia fa sempre piĂą paura ogni giorno che passa, in parallelo all’avanzata di Mosca lungo la fascia costiera ucraina.

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