Una” mobilitazione nascosta” per ricostituire le unità militari fin qui perse in Ucraina. La Russia conta di attirare circa 60mila persone per rinforzare le sue truppe dispiegate nello scenario ucraino e sferrare nuovi attacchi nel Paese. La notizia proviene dallo Stato Maggiore delle forze armate di Kiev ed è stata subito diffusa da vari media, incluso Kyiv Independent.
Innanzitutto, la mossa di Mosca lascia presagire che il conflitto sarà, con ogni probabilità, ancora piuttosto lungo. Le immagini dei civili uccisi a Bucha hanno sconvolto il mondo, in generale il bilancio delle vittime è drammatico eppure le ostilità non accennano a fermarsi.
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Il richiamo alle armi della Federazione Russa, unito agli ultimi spostamenti dei contingenti operativi in Ucraina, presuppone che Vladimir Putin possa aver cambiato piano d’azione ma che, in alcun modo, abbia intenzione di porre fine all’operazione militare speciale. Se la pressione dei russi su Kiev e nella parte settentrionale dell’Ucraina sembra alleggerirsi, infatti lo stesso non può dirsi per la parte orientale e meridionale del Paese.
Scendendo nei dettagli, l’ultimo rapporto dell’intelligence britannica, diffuso dal Ministero della Difesa del Regno Unito, ha spiegato che “le forze russe continuano a consolidarsi e riorganizzarsi mentre riorientano la loro offensiva nella regione del Donbass, nell’est dell’Ucraina”. Inoltre, “le truppe russe, compresi i mercenari della compagnia militare privata Wagner, collegata allo stato russo – ha evidenziato l’intelligence di Londra -, vengono spostate nell’area.
Chiamata alle armi
Nel caso in cui le informazioni dovessero essere confermate, per quale motivo la Russia avrebbe mai lanciato una simile mobilitazione? Due sono le risposte più ovvie da dare in assenza di prove inconfutabili.
La prima, come detto, è che i russi intendono proseguire nella loro missione che, inevitabilmente, si è dovuta riadattare alle nuove esigenze operative. La seconda, invece, riguarda lo stato della citata missione. Il fatto di aver arruolato combattenti siriani e altri mercenari e mobilitato nuovi effettivi potrebbe confermare le ipotesi secondo le quali l’esercito russo si troverebbe in difficoltà, soprattutto in alcune aree dell’Ucraina.
Certo è, sostiene il ministero della Difesa ucraino, è che la leadership militare-politica della Russia ha avviato le misure per dare vita ad una “mobilitazione occulta” per portare unità militari negli stati di guerra. Pare che la selezione dei candidati segua criteri precisi e che venga data la precedenza a chi è in possesso di pregresse esperienze di combattimento. Le principali regioni teatro di questa chiamata alle armi risulterebbero essere Krasnodar, Perm, Inguscezia, Kalimikia e repubblica del Daghestan.
Il nuovo piano di Mosca
Il principale fattore motivazionale che spingerebbe le nuove unità a rispondere presente alla mobilitazione sarebbe di origine materiale. C’è, infatti, l’opinione diffusa tra la popolazione russa che i partecipanti alla guerra in Ucraina possano migliorare la propria posizione economica attraverso i cosiddetti “trofei“, ovvero rapine e saccheggi.
“Le Forze Armate della Federazione Russa hanno intenzione di coinvolgere circa 60mila persone durante la mobilitazione”, confermano le autorità di Kiev. Le attrezzature più obsolete presenti in Ucraina, assieme all’invio in Ucraina di nuovi uomini, saranno inoltre sostituire da armi ed equipaggiamento militare più adeguati. Nel frattempo i russi starebbero puntando dritti al Donbass, mentre i loro missili hanno recentemente colpito Odessa e Mykolaiv.
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