SOGNI DI DIVENTARE FOTOREPORTER?
FALLO CON NOI

Ha preso il via oggi, dal porto cinese di Qingdao che si affaccia sul Mar Giallo, la rivista navale per i 70 anni della fondazione della Marina militare cinese, comunemente nota come Pla-Navy.

Il presidente e Segretario Generale del Partito comunista cinese, Xi Jinping, era presente a bordo del cacciatorpediniere Xining, della nuova classe Type 052D, e ha passato in rassegna 32 unità navali diverse battenti bandiera rossa e 39 velivoli della Marina cinese.

Tra i 61 Paesi esteri che hanno inviato una delegazione militare o diplomatica, 13 sono stati presenti con una presenza navale di alto livello, in particolare ricordiamo la Russia, l’India, il Giappone, il Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Filippine e l’Australia.

Tante novità con qualche assenza importante

Prima di analizzare il lato più prettamente politico, sicuramente più  interessante, della parata navale diamo un rapido sguardo a quanto si è visto durante la cerimonia.

Innanzitutto la grande assente, con la delusione di analisti e osservatori occidentali e non, è stata la nuova portaerei totalmente made in China, la Shandong o Type 001A, il cui ingresso in servizio è previsto per il 2020 e che attualmente sta eseguendo dei test in alto mare.

Presente invece la Liaoning, l’attuale portaerei in dotazione alla Marina cinese ma che deriva dalla russa Varyag (classe Admiral Kuznetsov). Presenti anche i nuovi cacciatorpediniere lanciamissili Type 052D come abbiamo avuto modo di dire e i sottomarini lanciamissili balistici Type 094A. Dalle immagini che ci sono pervenute dai media cinesi non abbiamo potuto invece confermare la presenza del nuovo sottomarino Type 095 né della nave da assalto anfibio Type 071.

Tra le nebbie che avvolgevano il Mar Giallo durante la rivista navale è spiccata però la moderna fregata russa Admiral Gorshkov, dell’omonima classe, equipaggiata con i ben noti missili da crociera Kalibr e ha fatto bella mostra di sè anche il cacciatorpedinere lanciamissili dalla linee “stealth” Kolkata, sempre dell’omonima classe di vascelli (project 15A) interamente costruiti in India.

I grandi assenti alla parata navale

Come sempre accade in questi casi a far parlare di sé sono sempre gli assenti, ed in particolare due sono gli attori dello scenario strategico regionale e globale che hanno mancato all’appuntamento per l’anniversario della fondazione della Pla-Navy: il Pakistan e gli Stati Uniti.

Washington e Islamabad hanno infatti rinunciato a inviare il proprio naviglio militare, nonostante l’invito cinese, pur essendo presenti con una delegazione diplomatica, quindi con una rappresentanza di “basso profilo” rispetto ad altri Paesi come la Russia, il Giappone o l’India.

I motivi di questa scelta vanno ricercati principalmente nelle cronache geopolitiche più o meno recenti che vedono protagonisti Pakistan e Stati Uniti a, rispettivamente, India e Cina.

Se la partecipazione ad una rivista navale è un evento che dà prestigio sulla scena internazionale ma è anche un modo per “mostrare bandiera” e dar così risalto al proprio peso internazionale, possiamo provare a intendere la scelta del Pakistan di non inviare unità navali proprio con la volontà di alleggerire ulteriormente la tensione con l’India dopo gli scontri a fuoco e le battaglie aeree che sono avvenuti recentemente nella zona contesa del Kashmir. Scontri armati che hanno avuto il sapore di una vera a propria battaglia come non se ne vedeva dalla guerra del 1971.

Sul fronte opposto risulta chiara la motivazione di Washington: le tensioni per l’espansionismo cinese nell’area del Pacifico, che sta andando oltre la prima cintura di isole che fanno da confine agli specchi d’acqua come il Mar Cinese Meridionale e quello Orientale – sede quest’ultimo ditraffici “poco chiari” che riguardano l’aggiramento delle sanzioni sulla Corea del Nord – sono il motivo principale per la scelta americana di non inviare il proprio naviglio militare a differenza di quanto avvenne, ad esempio, in occasione del sessantennale della Pla-Navy, nel 2009, ovvero quando i rapporti tra Pechino e Washington non erano così tesi come ora.

Per quanto riguarda la presenza di alcuni alleati importanti degli Stati Uniti, come il Giappone o la Corea del Sud, vale molto più il particolare senso dell’onore e del prestigio orientale. Soprattutto in questo periodo storico, in cui in quella parte del mondo le tensioni si sono particolarmente acuite vedendo coinvolti Paesi come il Giappone in modo molto più diretto rispetto ad un passato in cui gli Stati Uniti erano davvero i gendarmi del mondo, si capisce perché Tokyo abbia colto la palla al balzo per “mostrare la bandiera” in acque cinesi durante un evento così importante, anche in considerazione delle dirette minacce cinesi in occasione della trasformazione dei “cacciatorpediniere portaelicotteri” classe Izumo in portaerei de facto.

L’inserimento della Russia

In questo clima di tensioni dove diversi attori regionali e globali sgomitano per cercare di imporre la propria visione strategica si è perfettamente inserita la Russia che ha visto aprirsi lo spiraglio per ritornare attivamente nei mari caldi dell’Estremo Oriente grazie proprio alla contrapposizione tra Stati Uniti e Cina.

Non è un caso, infatti, che la cooperazione militare tra i due Paesi si sia fatta via via più stretta col passare del tempo e con il continuo acuirsi delle tensioni tra Pechino e Washington.

Come se non fosse già abbastanza chiaro dal recente passato, fatto di esercitazioni congiunte di diverso tipo soprattutto aeronavali, subito dopo la manifestazione per l’anniversario della fondazione della Pla-Navy la fregata Admiral Gorshkov procederà proprio nelle acque del Mar Giallo prospicienti la città di Qingdao in manovre navali bilaterali, con unità della Marina cinese, che prendono il nome di Naval Interaction 2019.