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Il generale libico Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica noto in Italia per aver sequestrato i pescatori di Mazara del Vallo, avrebbe inviato in Ucraina dei combattenti per combattere al fianco della Russia. A darne notizia sono state le Forze armate ucraine, spiegando in un post su Facebook che il “feldmaresciallo” nordafricano avrebbe stretto un patto con il Cremlino durante una visita a Mosca avvenuta a inizio marzo, promettendo di inviare “volontari” libici in Ucraina “per partecipare alle operazioni di combattimento a fianco del Federazione Russa”. Ma è davvero così? Come riporta l’Agenzia Nova, il comando militare di Bengasi si è affrettato a smentire e il nuovo governo libico parallelo guidato da Fathi Bashagha, sostenuto da Haftar, sta prendendo sempre più le distanze da Mosca. Inoltre, secondo gli esperti contattati da Insideover, è altamente improbabile che i libici possano combattere nell’Europa Orientale.

I dubbi degli esperti

“Dubito fortemente che un solo libico arriverà in Ucraina”, ha spiegato Jalel Harchaoui, ricercatore specializzato in Libia. Diverso potrebbe essere il discorso per i mercenari del gruppo Wanger, alleati di Haftar. “Da parte della Russia, sono inevitabili cambiamenti tattici e piccoli aggiustamenti in Libia sulla scia di un evento drammatico come l’inizio della guerra di Mosca contro l’Ucraina. Ma è importante non confonderli con un cambiamento strategico o una fine effettiva della missione militare russa in Libia. Finora, non c’è motivo tangibile per pensare che siano state apportate grandi modifiche”, ha detto Harchaoui. Tarek Megerisi, analista libico e fellow presso l’European Council on Foreign Relations (Ecfr), è altrettanto scettico sulla possibilità di vedere combattenti libici al fronte ucraino. “È già abbastanza difficile convincere i libici a combattere in Libia. Ma alcuni mercenari del gruppo Wagner se ne sono andati e forse hanno portato con sé siriani e altri”, afferma Megerisi.

Il gruppo Wagner

Secondo l’ultimo rapporto del Panel di esperti delle Nazioni Unite, in Libia vi sarebbero almeno 2.000 uomini della Wagner dotati di sistemi di difesa anti-aerei Pantsir S-1, caccia MiG-29 e soprattutto di bombardieri tattici Su-24, impiegati principalmente per l’attacco al suolo. Il sito web francese Rfi riferisce che i paramilitari russi dispiegati in diverse basi militari nella Libia orientale si sono ritirati dalle loro varie posizioni per riorganizzarsi nelle due basi di Al Jufra e Barak al Shati. “Centinaia di loro sarebbero stati trasportati in Russia per la guerra in Ucraina. Anche i mercenari siriani pro-regime assunti da Wagner per combattere in Libia vengono inviati come rinforzi in Russia”, afferma la testata francese. Ma una fonte diplomatica europea contattata da Insideover spiega che a Mosca non conviene spostare troppi uomini dalle sabbie del deserto libico: Basta fare due calcoli. Wagner ha circa duemila uomini in Libia e i russi, tra feriti e morti, perdono più o meno mille uomini al giorno in Ucraina. Lasciare la Libia sguarnita per durare due giorni in più in Ucraina non avrebbe senso”.

Una guerra per procura

Secondo il presidente dell’Algeria, Abdelmajid Tebboune, in Libia è ancora oggi in corso una guerra per procura, nonostante il cessate il fuoco, che coinvolge diversi Paesi. “Abbiamo la presenza di Wagner, la presenza dei siriani che sono nostri fratelli e sorelle, i turchi, i sudanesi, i mobilitati dal Ciad. Ci sono tre o quattro Paesi in guerra in Libia, una guerra che non è quella dei libici e non ha nulla a che fare con loro”, ha detto Tebboune al segretario di Stato Usa, Anthony Blinken. Il vero rischio, a ben vedere, è quello di uno spillover del conflitto ucraino in Libia, dove un Paese della Nato (la Turchia) e la Russia si sono si sono già scontrate nel 2019-2020.

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