In guerra spesso si guarda ai fronti vicini alle grandi città. E si pensa che un conflitto si decida in base al controllo sui centri più importanti. A volte però le battaglie decisive hanno luogo in località conosciute soltanto a livello locale in tempo di pace. Izyum, cittadina di 50mila abitanti nell’oblast di Kharkiv, ne è un esempio. Mentre il mondo guarda a Kiev, alla stessa Kharkiv, a Mariupol e a Odessa, per capire verso quale direzione andrà l’attuale conflitto in Ucraina è proprio a Izyum invece che si stanno concentrando gli occhi di militari e analisti. La svolta della guerra potrebbe passare da qui.

L’importanza strategica di Izyum

Non è la prima volta per la verità che la cittadina diventa oggetto principale della mappe militari. Nel maggio del 1942 questo territorio è stato protagonista della battaglia passata poi alla storia come “battaglia di Kharkiv-Izyum”, dove i tedeschi sono riusciti a sconfiggere provvisoriamente l’armata rossa. In tempo di pace però Izyum è nota per l’uva passa, talmente radicata nell’economia e nella cultura locale da essere rappresentata nello stemma del comune. Uva passa e fragole costituiscono gli elementi economici, sociali e paesaggistici di quella che non a caso è soprannominata “la città dolce d’Ucraina”. Oggi però il territorio deve confrontarsi con quanto di più amaro può derivare da una guerra. Molti abitanti hanno preferito andar via, sono scesi nella vicina Lozova da cui hanno poi preso i treni (ancora funzionanti) diretti verso Dnipro e verso l’ovest dell’Ucraina. Il paesaggio è adesso caratterizzato dai fumi degli incendi dei bombardamenti e dai continui rumori dei colpi di artiglieria sparati da russi e ucraini.

Per Mosca prendere Izyum è fondamentale. Altrettanto lo è per Kiev preservarne il controllo. La città, prima di chiamarsi solo Izyum, in passato aveva anche un altro nome, cioè Scliach Izyumski, termine che in russo vuol dire “passaggio di Izyum”. A spiegarlo all’inviato del Corriere Andrea Nicastro è stato un capitano dell’esercito ucraino che ha lasciato gli studi in storia per andare in guerra: “Lo Zar Mikhail – si legge nelle sue dichiarazioni – ha fatto erigere qui una fortezza nel 1600″. Alle spalle di Izym scorre infatti il fiume Seversky Donetsk, mentre a est c’è l’importante bacino del fiume Oskol. Questo ha fatto del territorio storicamente un punto di transito e di passaggio, ma anche un punto di confine. Quando lo Zar Mikhail ha fatto erigere la fortezza, i fiumi in questione costituivano i confini naturali tra l’Impero Russo e le province sotto l’influenza dei Tatari di Crimea. Izyum anche oggi è sia un passaggio che una potenziale linea rossa.

Qui inizia e finisce il Donbass. La città dell’uva passa si trova politicamente nell’oblast di Kharkiv ma, al tempo stesso, è vicina all’oblast di Lugansk e quindi alla regione russofona rivendicata dai separatisti filorussi. Se i russi dovessero sfondare da queste parti, avrebbero accesso al Donbass e potrebbero velocemente espandersi verso sud. In tal modo inizierebbe il vero assedio al Donbass, con Mosca pronta a entrare da Izyum da un lato e risalire da Mariupol dal versante meridionale. Per questo quindi si combatte aspramente. Mercoledì l’esercito russo ha rivendicato la conquista della città, il giorno dopo però gli ucraini hanno fatto sapere di averne ripreso parzialmente il controllo. Lo scontro è duro proprio perché forse decisivo. Kiev ha difeso molte città ucraine, ma se non dovesse riuscire a difendere Izyum, i fiumi alle sue spalle verrebbero oltrepassati e l’intera parte orientale del Paese quindi sarebbe facilmente minacciata.

La morsa a tenaglia di Mosca

Izyum anche se non ancora al centro della narrativa mediatica, è comunque nel mirino delle forze di intelligence che stanno osservando l’evoluzione della guerra. Nelle scorse ore fonti del Ministero della Difesa britannico hanno lanciato l’allarme proprio sul progetto russo di chiudere in una sacca orientale l’esercito ucraino. A riportarlo è stato il Kyiv Indipendent. Basta guardare una cartina per rendersene conto. I russi stanno lasciando il lavoro sul centro di Mariupol, difesa dai nazionalisti ucraini del Battaglione Azov, ai ceceni e ai separatisti. Le proprie truppe invece hanno già puntato verso nord, pressando dall’entroterra degli oblast di Zaporizhzhia. Sfruttando anche la pressione dei separatisti di Donetsk da est, le forze di Mosca potrebbero puntare a risalire verso l’oblast di Dnipro.

Contemporaneamente, se Izyum dovesse essere definitivamente conquistata, punterebbero da nord a ricongiungersi con le forze in risalita da Mariupol. In questo modo il Donbass sarebbe circondato e le difese ucraine in questa zona isolate dal resto del Paese. Città importanti del Donbass in mano a Kiev come Severodonetsk, Slovjansk e Kramatorsk risulterebbero assediate. Ed è forse questo il principale obiettivo del Cremlino. Nei giorni scorsi il portavoce del ministero della Difesa russo ha chiarito che l’operazione militare speciale, termine usato dal 24 febbraio per non parlare ufficialmente di guerra, ha nella “liberazione” del Donbass il perno della propria missione.

Prima di Kharkiv e della stessa Kiev, i russi puntano quindi su Izyum. Puntano cioè su quel passaggio tra est e ovest, tra Kharkiv e Lugansk, tra l’Ucraina fedele a Kiev e quella invece in mano separatista che la Russia vuole conquistare e che, contestualmente, gli ucraini non vogliono assolutamente perdere.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.