Stati Uniti e Unione europea considerano il conflitto tra Ucraina e Russia un evento di interesse globale. Oltre all’Occidente, pochi altri Paesi hanno però la stessa percezione della suddetta guerra. Numerosi governi asiatici, africani e dell’America Latina guardano alla diatriba russo-ucraina come ad un fatto regionale, valutando l’intera vicenda alla stregua di un nodo spinoso nelle mani solo ed esclusivamente di Bruxelles (a limite anche di Washington).

Queste nazioni – che una volta avremmo inserito nel gruppo dei Paesi non allineati – più che alle conseguenze geopolitiche della guerra in Ucraina sono interessate alle implicazioni economiche, intese come aumento del costo di determinate materie prime o delle esportazioni.

Siamo insomma di fronte ad un grado di coinvolgimento troppo basso per poter sperare di attirare l’interesse dell’intero pianeta sull’asse Kiev-Mosca. Persino agli occhi della Cina, più volte evocata nelle vesti di mediatrice, il conflitto ucraino risulta essere lontanissimo dai propri affari interni, che coincidono semmai con la questione taiwanese, le dispute territoriali lungo il confine indiano e con un’economia da monitorare con attenzione.

Gli interessi della Cina

Se, come detto, è vero che per la Cina la guerra in Ucraina non sembrerebbe essere così importante, è altrettanto vero che Pechino non può disinteressarsi completamente del conflitto. Innanzitutto perché il Dragone studia per essere accettato come potenza globale, e quindi non può ignorare eventi del genere, seppur distanti migliaia e migliaia di chilometri dai propri confini e dalle proprie tradizionali aree di influenza.

Poi perché, non va dimenticato, la Russia è diventata un partner fondamentale della Repubblica Popolare Cinese. E non solo per questioni economiche, ma anche nell’ottica di creare un argine per bilanciare il reticolo di alleanze che gli Usa hanno rafforzato negli ultimi mesi.

Ciò nonostante, la Cina è rimasta più fredda di quanto si sarebbero aspettati molti commentatori per quanto riguarda il suo coinvolgimento nel dossier ucraino. Un esempio? Al Forum mondiale per la pace (Wpf), tenutosi di recente a Pechino, l’Ucraina era stata invece relegata ai margini dell’evento, con ospiti russi a parlare del tema e – pare – nessun ucraino invitato.

Qual è, allora, il vero pensiero della Cina sulla guerra in Ucraina? Ebbene, nonostante oltre la Muraglia il dibattito sulla questione sia vivace – più di quanto ci si potrebbe aspettare – i cinesi la pensano in modo molto diverso dall’Occidente.

Una guerra per procura

Come ha sottolineato Politico in un lungo articolo, per la Cina la guerra in Ucraina non è così importante. Pechino la analizza ricorrendo ad una lente d’insieme. Ne uscirebbe l’immagine, non di una guerra catastrofica che sta rimodellando l’ordine globale, bensì di un conflitto per procura tra Cina e Stati Uniti.

Molti esperti e analisti cinesi credono infatti che Washington stia usando il conflitto tra Kiev e Mosca per cercare di accerchiare la Cina. Un’ulteriore conferma a questa ipotesi deriverebbe dal fatto che Giappone e Corea del Sud avrebbero imposto sanzioni alla Russia come risultato della pressione occidentale, e che entrambi siano stati invitati a prendere parte ai vertici della Nato.

Seguendo la stessa logica, secondo diversi intellettuali cinesi gli europei sarebbero stati convinti assumere posizioni più dure nei confronti della Cina. Tuttavia, questi stessi pensatori troverebbero conforto nel fatto che Washington non sarebbe riuscita a convincere il resto del mondo ad unirsi alla sua causa. In effetti, a differenza della Guerra Fredda l’Occidente ha avuto scarso successo nel mobilitare le nazioni in via di sviluppo per sostenere la causa dell’Ucraina.

Non è un caso che conquistare questi Paesi non allineati e sfruttare la debolezza della reputazione degli Usa siano diventati due obiettivi chiave della politica estera cinese. Detto altrimenti, la guerra in Ucraina rappresenterebbe agli occhi della Cina una sorta di guerra per procura combattuta contro gli Stati Uniti: Washington vorrebbe contenere la “minaccia cinese”, Pechino sarebbe invece in prima nel dimostrare al resto del mondo il fallimento della strategia statunitense. Certo è, spiegano da oltre la Muraglia, che il conflitto in Ucraina non dovrebbe aver reso la guerra a Taiwan né più né meno probabile. La linea ufficiale è che “l’Ucraina non è Taiwan”. Gli studiosi cinesi stanno però osservando il conflitto ucraino da vicino.