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Nuove tensioni stanno scuotendo il Medio Oriente. Non si tratta questa volta di minacce tra Iran e Stati Uniti o della guerra in Siria: il nuovo focolaio è il confine tra Israele e Libano.

Nella giornata di domenica (1 settembre), si sono registrati scambi di fuoco tra i due Paesi. Al mattino, un drone israeliano avrebbe fatto incursione all’interno dello spazio aereo libanese, sganciando materiale incendiario in una pineta nei pressi delle Fattorie di She’ba – un’area agricola al confine con Israele -. Con l’obiettivo – secondo l’agenzia di stampa libanese National News Agency (Nna) – di prevenire un’eventuale imboscata dal Libano, nella zona di frontiera.

Stando alla versione di Israele, invece, “le fiamme sarebbero state il risultato di alcune operazioni” – non meglio specificate – “delle Forze di difesa israeliane vicino alla Linea Blu”, la linea di demarcazione che stabilisce il confine tra il Libano e Israele (fissato nel giugno 2000), di esclusiva competenza delle Nazioni Unite.

Qualunque sia stata l’effettiva dinamica dei fatti, l’incendio ha scatenato la risposta immediata di Hezbollah – organizzazione sciita libanese, sostenuta dall’Iran –. Già la scorsa settimana, infatti, il leader del gruppo, Hassan Nasrallah, aveva imposto una linea rossa a Israele, minacciando che tutti i suoi droni sarebbero stati abbattuti se localizzati all’interno dello spazio aereo libanese.

L’incendio delle Fattorie di She’ba è stato considerato a tutti gli effetti una provocazione. E nel pomeriggio di domenica, il “Partito di Dio” ha lanciato alcuni missili anticarro in territorio israeliano, centrando un carro armato che transitava vicino alla caserma di Avivim – nel nord del Paese, al confine con il Libano -.

Poco dopo, Israele ha vendicato il raid bombardando i siti da cui sarebbero stati lanciati gli attacchi, oltre ad alcuni obiettivi nel sud del Libano, nei pressi della città di confine di Maroun al-Ras.

L’escalation tra Israele e Libano

Lo scambio di attacchi di domenica è solo l’apice di un’escalation di violenza che ha caratterizzato i rapporti tra Israele e Libano nell’ultima settimana.

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 agosto, l’esercito israeliano, in un’offensiva contro basi militari delle milizie alleate della Repubblica Islamica dell’Iran in Siria, aveva colpito due membri di Hezbollah.

Poco più tardi, due droni da ricognizione avevano colpito Beirut, centrando l’ufficio stampa di Hezbollah e, ventiquattro ore dopo, un terzo raid aveva colpito una postazione militare appartenente al Comando Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Israele aveva rivendicato soltanto l’attacco in territorio siriano. Ma, nell’ottica del leader del gruppo, avrebbe dovuto “pagare”  per i raid lanciati la scorsa settimana contro i membri di Hezbollah di stanza in Siria e le loro postazioni in Libano.

Gli scontri tra Israele e Libano sono continuati per tutta la scorsa settimana. Nella giornata di mercoledì (28 agosto), l’Esercito libanese ha aperto il fuoco contro un drone israeliano, che avrebbe violato lo spazio aereo libanese, ad Adaysit, nel sud del Libano, costringendolo a tornare alla base.

L’Iran dietro le tensioni tra Israele e Libano

Almeno dal 2006, anno della seconda guerra israelo-libanese, i rapporti tra Israele e Libano sono apparsi relativamente calmi. Alcuni attriti tra i due Paesi, nell’ultimo periodo, hanno riguardato in particolare i giacimenti di gas naturale scoperti al largo del mar Mediterraneo, la cui proprietà è rivendicata da entrambe le parti.

Tuttavia, vi sarebbe un altro motivo a esacerbare le tensioni tra i due Stati: l’Iran. Hezbollah, infatti, è considerato uno dei principali proxy di Teheran nella regione. Non solo: negli ultimi anni, il “Partito di Dio” è sceso in campo nel conflitto civile siriano al fianco del presidente Bashar Al-Assad, sostenuto anche dall’Iran.

Oltre ad aver affinato le proprie capacità militari durante gli anni di guerra siriana, Hezbollah avrebbe preso parte  a uno specifico programma in funzione anti-israeliana. Un progetto – secondo Jonathan Conricus, portavoce dell’esercito israeliano –  che avrebbe subito una forte accelerazione proprio negli ultimi mesi. Lo stesso intervento di Israele in Siria del 24-25 agosto avrebbe avuto lo scopo di sventare un “imminente attacco con droni da parte dell’Iran” contro Israele.

Israele ne avrebbe recentemente fornito le prove, pubblicando dettagli in merito a un’ampia campagna – sponsorizzata dall’Iran – che punta a fornire a Hezbollah i mezzi per produrre missili a guida di precisione, un’arma in grado di distruggere siti strategici israeliani.

L’escalation degli ultimi giorni tra Libano e Israele, dunque, sarebbe solo l’ultimo dei tasselli di un’altra lotta che si sta combattendo in Medio Oriente: quella tra Israele e Iran.

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