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Il traffico a Kiev è regolare, non ci sono ingorghi per le strade né all’interno del perimetro urbano e né nelle grandi arterie attorno la capitale ucraina. Segno di una situazione ancora tutto sommato calma e di un sabato di febbraio che scorre normalmente, senza grandi clamori nella vita delle persone. La vera frenesia in questo momento sta coinvolgendo i palazzi che ospitano le ambasciate straniere. Il personale diplomatico è in fuga dall’Ucraina.



Le ultime vere novità parlano di un “rompete le righe” generale ordinato da molte cancellerie occidentali e non solo. Il personale non essenziale, con familiari al seguito, a partire da venerdì è stato pregato, dai vari governi di appartenenza, a recarsi negli aeroporti di Kiev e ritornare quanto prima a casa. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, intanto ha convocato una riunione di coordinamento all’unita dì crisi della Farnesina.

Dagli Usa alla Germania, chi ha ordinato la grande fuga da Kiev

La situazione è precipitata, dicono fonti ucraine, a partire da venerdì sera. Da quando cioè dalla Casa Bianca il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan ha parlato di un’invasione russa dell’Ucraina a partire già dalla prossima settimana. Gli Stati Uniti, i quali già avevano ordinato un parziale ritiro del proprio personale dall’ambasciata di Kiev, hanno annunciato nella notte tra venerdì e sabato la chiusura della sede diplomatica nella capitale ucraina: “La persistente minaccia di un’azione militare – si legge in una nota del dipartimento di Stato – hanno imposto questa misura che riguarda soprattutto il personale non essenziale”. A partire dalla giornata di domenica, l’ambasciata Usa manterrà solo una piccola rappresentanza consolare a Leopoli. Non è un caso: si tratta della città più vicina al confine polacco e dove movimenti e partiti filo occidentali hanno maggior presa. Anche il Regno Unito è sulla stessa lunghezza d’onda di Washington. Londra non solo sta ritirando il personale diplomatico, ma anche i militari presenti in Ucraina: “Entro domenica – ha dichiarato il sottosegretario alla Difesa James Heappey a Bbc Radio – tutti i nostro soldati andranno via dal Paese. Se lì ci sarà una guerra, non ci saranno truppe britanniche”.

Ad aggiungersi alla lista di Paesi che stanno evacuando il proprio personale diplomatico da Kiev sono anche Israele, Kuwait e Australia. Nelle ultime ore si è aggiunta la Germania. Il ministero degli Esteri tedesco ha annunciato il ridimensionamento del personale in ambasciata, ma ha anche diramato un’allerta per i propri concittadini ancora presenti nel Paese. L’Ucraina non viene più considerata zona sicura ed è stato emanato l’invito a lasciare il suo territorio. Inoltre, come si legge sul sito del ministero degli Esteri tedesco, i viaggi verso l’Ucraina sono “fortemente sconsigliati”. I voli non sono sospesi, ma i tedeschi sono invitati a non salire a bordo degli arei con destinazione Kiev. Nelle ultime ore, sul fronte europeo, anche la Spagna si è aggiunta al coro di Paesi che hanno invitato i propri cittadini a lasciare l’Ucraina.

Farnesina: “Italiani lascino l’Ucraina”

Per quanto riguarda l’Italia, una novità importante è arrivata poco dopo le 14:00, a seguito di una riunione di emergenza tenuta alla Farnesina alla presenza, tra gli altri, del ministro degli Esteri Luigi Di Maio. In un primo momento si era parlato dell’invito rivolto ai connazionali presenti nel Paese di rendersi rintracciabili e registrarsi sul sito del ministero. Successivamente però, all’interno dell’apposita sezione “Viaggiare Sicuri” del sito della Farnesina, è apparso un nuovo avviso relativo all’Ucraina: “In considerazione dell’attuale situazione – si legge – in via precauzionale, si invitano i connazionali a lasciare temporaneamente il paese con i mezzi commerciali disponibili. Considerata, inoltre, la situazione di incertezza ai confini, si raccomanda di posticipare tutti i viaggi non essenziali verso l’Ucraina e di mantenersi costantemente aggiornati sui mezzi d’informazione e su questo sito”. Secondo i dati del ministero, sarebbero circa 2.000 gli italiani attualmente presenti in Ucraina. In gran parte sono concentrati nell’area della capitale Kiev.

Poco dopo le 14:30 è stato lo stesso Luigi Di Maio a rendere nota la posizione di Roma in merito la permanenza del suo personale diplomatico. In particolare, si legge in una nota dell’Agi, il titolare della Farnesina avrebbe ordinato l’evacuazione del personale non essenziale. Questo di intesa con tutti gli altri ministri degli Esteri della zona Ue. Quindi, a partire dalle prossime ore, tutte le ambasciate europee ridurranno il numero delle persone presenti all’interno degli uffici.

Mosca: “Dagli Usa solo isteria, vogliono la guerra”

Venerdì sera si è parlato anche di un’evacuazione del personale diplomatico russo. Un ulteriore segnale di un certo aumento della tensione. Da Mosca però hanno smentito: “Non stiamo evacuando nessuno – ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova – Stiamo solo ottimizzando il personale perché temiamo provocazioni da parte di Kiev e di Paesi terzi. Ma la nostra ambasciata e i nostri consolati rimangono aperti”. Secondo i vertici della diplomazia russa, la grande fuga decretata dai Paesi occidentali da Kiev altro non sarebbe che un pretesto per alimentare tensione: “L’isteria della Casa Bianca dice tutto – ha proseguito Zakharova – gli angloamericani vogliono una guerra”. A fargli eco è stato da Washington l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov: “Non ci sono prove di invasione imminente – ha dichiarato – si cerca solo di arrecare ancora più tensione”.



Le autorità ucraina da parte loro predicano calma. Nelle settimane precedenti, alla notizia di un primo ridimensionamento del personale delle ambasciate di alcuni Paesi occidentali, il governo di Kiev non ha nascosto una certa irritazione. Lo stesso presidente Zelensky ha visto in queste mosse la possibilità di un ulteriore grave aumento della tensione. “Invitiamo a mantenere la calma – hanno fatto sapere tramite una nota dal ministero degli Esteri ucraino – stiamo in contatto con i nostri alleati 24 ore su 24 per provare a ridurre la tensione”.

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