Nella strana guerra fra Russia e Ucraina, lo schieramento dell’ammiraglio Gorshkov da parte di Vladimir Putin nelle acque europee è stato a lungo atteso come i Tartari di Buzzati.

Dove si trova la Gorshov?

Il varo, previsto da molti in queste ore, e strombazzato da numerosi media, tuttavia, non trova ancora riscontro nelle fonti ufficiale della Difesa russa sebbene, da alcune settimane, ne era stato annunciato il completamento dei preparativi per il combattimento. Lo aveva confermato lo scorso 28 dicembre l’ufficio stampa della Flotta del Nord russa: “La fase finale dell’addestramento è stata elaborata durante l’uscita di controllo nel Mare di Barents, in cui l’equipaggio della nave ha svolto compiti per diversi giorni”, aveva precisato l’ufficio stampa. Durante le esercitazioni, sono stati controllati il funzionamento di tutti i sistemi e meccanismi della nave, nonché le sue caratteristiche di manovra a varie velocità. E’ stata prestata anche una particolare attenzione ai procedimenti tattici e metodi di utilizzo delle armi della nave. In precedenza, il presidente russo Putin aveva osservato che la fregata Ammiraglio Gorshkov è attrezzata con i più moderni sistemi missilistici ipersonici Zircon “che non hanno analoghi al mondo”.

Ciò che, dunque, era certo sino a poche settimane fa è che il super progetto di Putin si sarebbe realizzato nel gennaio 2023.

Le poche fonti di cui disponiamo

Le fonti aperte indipendenti sul web ne annunciano, invece, il varo imminente. Più di qualcuno, infatti, ha legato il dispiegamento odierno della petroliera di classe Kaliningradneft della flotta settentrionale Kama in partenza da Murmansk come una possibile traccia dell’imminente dispiegamento della Gorshkov. L’ultima fregata multiruolo della Marina russa aveva iniziato la sua seconda fase di prove in mare lo scorso dicembre. I test avevano riguardato prove di manovrabilità, delle capacità di navigazione e della propulsione della nave presso il cantiere navale Severnaya Verf di San Pietroburgo.

La seconda fase avrebbe convalidato i sistemi di controllo della fregata, l’artiglieria, i sistemi missilistici antiaerei, le comunicazioni e le apparecchiature di guerra elettronica, secondo il ministero della Difesa russo. Tutti i test sarebbero stati monitorati dal centro di controllo del comando di servizio. I risultati, poi, consegnati al comandante in capo della Marina russa, ammiraglio Nikolai Evmenov prima di intraprendere qualsiasi altra decisione.

Se gli organi di stampa ufficiali russi mantengono ancora lo stretto riserbo, l’unica notizia a suo modo recente di cui disponiamo viene dalla TASS ed è di tre giorni fa. Nel comunicato dell’agenzia russa si ribadisce che la Admiral Gorshkov, armata di missili ipersonici Tsirkon, guiderà la task force della Marina russa nel Mar Mediterraneo nel 2023, secondo una presunta “fonte vicina al ministero della Difesa russo”. “L’ammiraglio Gorshkov dovrebbe iniziare il suo servizio di combattimento in mare nel gennaio 2023. Svolgerà i suoi compiti di combattimento nel Mar Mediterraneo, con a bordo i missili ipersonici Tsirkon”, ha dichiarato la fonte, aggiungendo che sarà la prima missione di questo tipo nella storia della flotta russa. Le informazioni, ancora dopo tre giorni, devono ancora essere confermate ufficialmente.

Lo scattare del nuovo anno, dunque, più che prove provate, giustificherebbe il tanto rumore e gli annunci senza fondamento che si stanno moltiplicando. Il 28 dicembre, il servizio stampa della Flotta del Nord aveva confermato che la fregata ammiraglio della flotta dell’Unione Sovietica Gorshkov, al comando del capitano di primo grado Igor Krokhmal, aveva completato i preparativi per un viaggio a lunga distanza. A dicembre, la nave è arrivata alla base principale della Flotta del Nord a Severomorsk dopo la manutenzione programmata presso la base di Kronstadt.

I temibili Zircon

Il programma fa parte del Progetto 22350 della Marina russa per sviluppare navi da guerra in mare in grado di ingaggiare minacce come navi di superficie e sottomarini. Il progetto è stato lanciato negli anni Novanta per sostituire le vecchie navi dell’era sovietica, comprese le fregate di classe Neustrashimyy e Krivak. La ragione che porta a temere così tanto la discesa in campo di un gigante del mare come questo è la sua dotazione, gli Zircon, ordigni ipersonici noti anche come 3M-22 Zircon o 3M-22 Tsirkon, progettati per neutralizzare unita’ navali maggiori tra cui portaerei, incrociatori e cacciatorpedinieri. Armi hi-tech, dunque, progettate dalla NPO Mashinostroyeniya per conto del Ministero della difesa russo per battere le difese delle portaerei americane, mai schierate finora su un’unità operativa.

Se l’annuncio di Putin relativo allo schieramento dei missili ipersonici risale al 21 dicembre scorso, le notizie dei test risalgono almeno al maggio 2022, al volgere del quarto mese di guerra in Ucraina. Il missile era stato lanciato dalla fregata Ammiraglio Gorchkov dal Mare di Barents verso il Mar Bianco, entrambi nel Mar Glaciale Artico. Il lancio di prova del 28 maggio scorso era stato circondato dal mistero: la stessa TASS era stata parca di informazione, fornendo qualche trafiletto succinto qui e lì. In precedenza, una fonte della TASS aveva affermato che l’NPO Mashinostroyeniya, lo sviluppatore del missile, stava attualmente lavorando su un sistema costiero utile a dare una nuova destinazione d’uso ai missili Tsirkon. Le specifiche precise del missile erano state invece classificate sin da subito.
Gli Zirkon possono viaggiare a una velocità vicina a Mach 9 (circa 11mila chilometri orari), ad altitudini comprese fra i 30 e i 40 km, dove l’aria è più rarefatta e l’attrito inferiore. Il primo collaudo dello Zircon risale al 2020. Il presidente russo Vladimir Putin, nel presentare il missile, aveva definito il test “un grande evento nella storia del Paese” . Il lancio fu effettuato nel gennaio 2020 dalla fregata Admiral Gorshkov nel Mare di Barents, durante il quale il missile centrò un bersaglio a oltre 500 chilometri di distanza negli Urali settentrionali. Uno dei test più impressionanti fu quello del 4 ottobre 2021, con il lancio avvenuto da un sottomarino K-560 Severodvinsk di classe Yasen. Per via di queste sue caratteristiche gli Zircon sarebbero invulnerabili ai sistemi anti-aerei in uso sulle unità navali delle forze armate occidentali, poichè il lasso di tempo fra rilevamento e reazione sarebbe insufficiente per scatenare una reazione tempestiva.