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Oggi, presso il cantiere navale di Cherbourg alla presenza del presidente Macron e del ministro della Difesa Florence Parly, è stato varato il Suffren, il primo nuovo sottomarino da attacco a propulsione nucleare (Ssn) della classe Barracuda costruito dal colosso Naval Group, che recentemente ha firmato un importante accordo di joint venture con Fincantieri.

Il sottomarino è il primo di una classe di sei unità che andranno lentamente a sostituire i vecchi classe Rubis, costruiti tra il 1976 ed il 1990 ed in servizio sin dal 1983. Secondo i piani originali della Marine Nationale i sei battelli avrebbero dovuto essere completati tutti entro il 2027 con cadenza biennale a partire dal 2017, ma ritardi hanno posticipato il varo del Suffren di due anni, e quindi è plausibile che tutto il programma ne accumulerà di ulteriori: le ultime stime prevedono l’ingresso in servizio delle ultime due unità (il Rubis e il Casabianca) nel 2030.

Per quanto riguarda il Suffren, invece, l’ingresso in servizio nella Marine Nationale è previsto entro il primo trimestre del 2020, dopo che l’unità avrà terminato il proprio ciclo di prove in mare.

Il progetto dei Barracuda risale al 1998 quando il Ministero della Difesa lanciò il Bipt (Barracuda Integrated Project Team) di cui facevano parte la Délégation Générale pour l’Armament (DGA), la DCN (vecchia designazione dei cantieri Naval Group), per quanto riguarda la responsabilità del design della piattaforma, Technicatome, che ha gestito la costruzione del reattore nucleare, e la Cea, la commissione per l’energia atomica. Gli studi di fattibilità sono stati conclusi nel 2002 e il programma è entrato nella sua fase di definizione finale alle fine dello stesso anno. L’assegnazione del contratto di produzione alla DCN e all’Areva (per il reattore) risale al dicembre del 2006.

Le caratteristiche del Suffren, il predatore della Marina francese

Il nuovo sottomarino è lungo 99,5 metri per 8,8 di diametro con un dislocamento di 5300 tonnellate a pieno carico in immersione e di 4650 in superficie. I Barracuda saranno unità più veloci e silenziosi rispetto ai precedenti Rubis grazie ad un nuovo disegno del gruppo propulsore e ad un reattore nucleare (denominato K-15) da 50 Mw, derivato a quello montato sulla portaerei Charles de Gaulle o sui sottomarini classe Le Triomphant, che spingerà i battelli ad una velocità che si stima sia superiore a 25 nodi (alcune fonti riportano una velocità massima di 27 nodi).

La profondità operativa è di circa 300/350 metri, sconosciuta per il momento quella di schiacciamento. L’equipaggio sarà composto da 65 marinai e ufficiali composti da uomini e donne: una novità per la Marine Nationale è infatti l’aver predisposto i battelli classe Barracuda per poter ospitare le donne. Grazie alle maggiori dimensioni rispetto alla classe precedente (26 metri di più) i Barracuda potranno operare con maggior comfort per l’equipaggio quindi saranno possibili crociere più lunghe: sino a 70 giorni.

La propulsione, come avviene sulle unità moderne, è “ibrida” e consiste in due gruppi di turbine, turboalternatori e motori elettrici: sostanzialmente il reattore fornisce potenza alle turbine che alimentano i motori elettrici che sono collegati all’albero dell’elica.

I Barracuda saranno dotati di siluri pesanti F21 da 534 millimetri oltre a quelli normali, per un numero complessivo di 20 pezzi, inoltre sarà in grado di lanciare missili antinave SM39 Exocet ed il missile da crociera MdCN (già Scalp Naval) capace di una gittata di mille chilometri, una delle novità per i sottomarini francesi da attacco. Oltre alla possibilità di trasportare mine, i Barracuda potranno fungere da vascello appoggio per unità di incursori di marina: all’interno vi è spazio supplementare per 10 operatori e lo stesso sottomarino può agganciare, sullo scafo, un contenitore cilindrico che può contenere mezzi d’assalto speciali.

Una curiosa innovazione che si vedrà a partire dai Barracuda è la sparizione del classico periscopio: i nuovi sottomarini avranno un albero optronico con sensori Ir e ottici che permetteranno di vedere le immagini a 360 gradi su qualsiasi schermo del battello.

I nuovi vascelli hanno in dotazione il dispensatore di inganni Canto-S facente parte del sistema di contromisure Nemesi, mentre avranno una serie di sonar attivi/passivi ad apertura sintetica a prua (Ums 3000), lungo le fiancate e a cavo filante rimorchiato, oltre che il sistema Seaclear pensato esclusivamente per scoprire le mine ed ostacoli sommersi della Thales. I sistemi di comunicazione con la superficie – del tipo Link 11 e 16 – sono provvisti dalla SAGEM che fornisce anche i sistemi da attcco tipo Aom (Attack Optronic Mast) della Serie 30 e Sop (Search Optronic Mast) serie 30.

Il futuro della Marine Nationale

Il Suffren, come detto, sarà il capostipite della nuova generazione di Ssn francesi che dovrà restare in servizio sino al 2060. La seconda unità, il Duguay-Trouin impostato nel 2009, insieme alla terza, il Tourville impostato nel 2011, saranno consegnati alla flotta entro il 2025, gli altri tre, De Grasse, Rubis e Casabianca (quest’ultimo non ancora impostato) nel 2030, quindi con 3 anni di ritardo rispetto ai piani originari della Marine Nationale.

È logico, tuttavia, supporre che vi saranno ulteriori ritardi a fronte di quello già accumulato dal Suffren.

Dato questo intenso programma di costruzioni navali sarà molto difficile che l’ambizioso progetto, sempre di Naval Group, per un nuovo sottomarino da attacco, l’Smx-31, visto alla fiera Euronaval dello scorso ottobre, resterà solamente un bellissimo ed avveniristico progetto di un sottomarino senza falsatorre e ispirato, nel disegno, al re dei cetacei di profondità: il capodoglio.

L’Smx-31, nei progetti di Naval Group, dovrebbe essere un sottomarino totalmente stealth, a propulsione elettrica, dal profilo particolare essendo privo di vela sostituita da una “gobba” che ricorda vagamente il dorso di una tartaruga. Nei disegni il sottomarino dovrà portare 46 siluri, un numero imprecisato di diversi missili da crociera, antinave e antiaerei, nonché avere un hangar per il rilascio di Uuv (Unmanned Underwater Vehicle) e addirittura Uav che verrebbero lanciati in aria tramite speciali capsule restando in immersione.

Le dimensioni sarebbero di 70 metri per 13,8 di diametro con un dislocamento di 3400 tonnellate in immersione, un po’ più piccolo quindi dei Barracuda. Avrebbe una velocità di 20 nodi e dovrebbe raggiungere una profondità operativa di 250 metri. Avrebbe 20 uomini di equipaggio, fattore che fa dedurre, quindi, l’elevatissima automazione del battello. Un’unità veramente avveniristica che, se fosse costruita con una suite di armamenti minore, potrebbe essere la perfetta piattaforma per operazioni speciali e di spionaggio, non andandosi pertanto a sovrapporre al compito dei Barracuda.