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Oggi è il giorno della vittoria in Russia, data in cui si commemora la sconfitta della Germania nazista e la firma della resa avvenuta il 9 maggio 1945 in un sobborgo di Berlino. Un momento cruciale allora come oggi: da giorni molti analisti hanno pronosticato, in occasione dei festeggiamenti, un importante discorso del presidente russo Vladimir Putin sull’andamento delle operazioni militari in Ucraina. A Mosca le cerimonie stanno andando avanti: quando nella capitale russa erano le 11:15 (le 9:15 in Italia), è iniziato il discorso di Putin, il quale ha definito la Nato come fonte di “minacce inammissibili” contro la Russia. Successivamente si è svolta la parata e il presidente russo è andato a rendere omaggio al monumento del milite ignoto.



Sul campo di battaglia intanto c’è da registrare l’incremento dei combattimenti nel Donbass. Raid aerei e allerte per nuove incursioni missilistiche hanno scandito anche le ultime ore. Bombardamenti sono stati segnalati negli oblast di Lugansk e Donetsk, in particolare a Kramatorsk. Occhi puntati anche su Severodonetsk, città strategica in mano ucraina ma oramai quasi del tutto circondata dai russi. Raid su Kharkiv, qui dove invece al contrario la controffensiva ucraina ha fatto indietreggiare le truppe di Mosca. Da segnalare la conferma della morte di 60 persone nella scuola di Bilohorivka, nell’oblast di Lugansk. Il raid è avvenuto tra sabato e domenica, nella scorsa notte il presidente Zelensky ha confermato il tragico bilancio delle vittime. Condanna su quanto accaduto è stata espressa dall’Onu.

A causa di un radi avvenuto ad Odessa, il presidente del Consiglio europeo che era in vista nella città ucraina è stato costretto ad entrare all’interno di un rifugio. Il presidente Volodymyr Zelensky ha ringraziato Michel anche per il coraggio dimostrato. Oggi è stata anche la giornata in cui il Cancelliere tedesco Scholz ha operato una vera e propria svolta di narrativa in merito alle armi fornite agli ucraini. Il Bundeskanzler ha affermato che Putin non lascia altra scelta. Qualche novità, in queste ore, è arrivata anche dal fronte diplomatico, con l’apertura di Emmanuel Macron nei confronti di una Comunità politica europea che possa comprendere anche l’Ucraina. Sarebbe diversa dall’Ue ma contenente le nazioni che aspirano a diventare parte dell’Ue.

In serata, Ukraine Now ha riportato il ripristino dei bombardamenti sull’acciaieria di Azovstal. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, in serata, ha firmato un provvedimento che consentirà agli ucraini di ricevere armi con maggiore velocità. Il provvedimento ricorda molto quanto disposto dagli Usa nel 1941 per supportare le armate europee contro Adolf Hitler.


🔴 La diretta:


Ore 22:07 | “Forti esplosioni ad Odessa”

Fonti ucraine, stando quanto ripercorso dall’Ansa, hanno riportato forti esplosioni ad Odessa, una delle città chiave della guerra scatenata in Ucraina da Vladimir Putin. Possibile dunque che sia in corso l’ennesimo attacco da parte delle forze russe. Le persone udite dai cittadini e dalle persone che si trovano sul luogo sono almeno tre. Si sarebbe trattato di un attacco sferrato attraverso missili Kinzhal.


Ore 21:58 | Zelensky ringrazia Biden per la legge sulle armi

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato Joe Biden per aver sottoscritto la legge che consentirà alle forze ucraine di ricevere armi con maggiore velocità. “Insieme vinceremo”, ha fatto sapere il leader di Kiev.


Ore 21:31 | Ora Biden firma un provvedimento simile ad uno già usato contro Hitler

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha firmato una legge che è simile ad un provvedimento sottoscritto nel 1941 che gli Stati Uniti hanno utilizzato per contrastare Adolf Hitler. Si tratta di una legge che serve ad accelerare l’inoltro di armi alle forze ucraine. Ai tempi della Seconda Guerra Mondiale, la legge associata venne utilizzata per rifornire i militari del Regno Unito nella guerra contro il dittatore nazista. A riportarlo è l’Ansa. “La guerra di Putin ha portato distruzione in Europa e ha minato il futuro di prosperità e sicurezza”, aveva detto il presidente americano oggi, celebrando la Festa dell’Europa.


Ore 21:10 | Il Pentagono replica a Putin: “Solo spacconate e bugie”

Il Pentagono ha deciso di replicare alle parole pronunciate da Vladimir Putin durante la ricorrenza di oggi, ossia il giorno della vittoria. “Abbiamo sentito le stesse spacconate, le stesse falsità, le stesse bugie, in termini di retorica, che abbiamo sentito dall’inizio”, ha detto John Kirby, che è il portavoce del Pentagono. Poi la stoccata sulla “denazificazione”: “Le dichiarazioni di Putin che in Ucraina ci sono i nazisti sono ridicole. In Ucraina ci sono gli ucraini”, ha aggiunto Kirby. E ancora: “Abbiamo indicazioni che gli ucraini sono stati portati dall’Ucraina alla Russia contro la loro volontà”. Kirby ha anche parlato di “crimini di guerra”.


Ore 20:53| Incontro Von der Leyen-Orban sul tema delle sanzioni alla Russia

Si è svolto in queste ore l’incontro la presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ed il presidente ungherese Viktor Orban in merito alle sanzioni comminate dall’Unione europea alla Russia. Il summit ha avuto luogo all’interno di un monastero carmelitano. Stando a quanto trapelato dall’Adnkronos, la presidente avrebbe parlato di una riunione “utile”, aggiungendo pure come siano stati fatti “progressi”. Il convitato di pietra di questo summit non può che essere la questione energetica che investe l’intero Vecchio continente. L’Ungheria, stando a quanto appreso in tarda serata, si è dichiarata di nuovo contraria al sesto pacchetto di sanzioni.


Ore 20: 45| Secondo gli ucraini, sono iniziati di nuovo i bombardamenti su Azovstal

Secondo quanto trapelato da alcune fonti ucraine, sarebbe ripresa l’offensiva contro l’acciaieria di Azovstal. In linea teorica, ad impedire la ripresa dell’offensdiva ci sarebbe un cessate il fuoco. Lo Stato Maggiore ucraino, stando a quanto riportato dall’agenzia Nova, ha anche aggiornato sul resto delle zone interessate in queste ore da un aumento delle ostilità: “Il nemico sta cercando di migliorare la situazione tattica, conquistare la città e creare condizioni favorevoli per l’ulteriore sviluppo delle operazioni offensive verso gli insediamenti di Liman e Severodonetsk”. La fonte originaria dell’aggiornamento sulla ripresa dei bombardamenti sull’acciaieria è il canale ucraino Ukraine Now.


Ore 19:50 | Il primo ministro ucraino posta la foto con Charles Michel nel rifugio di Odessa

Il premier ucraino Shmyhal ha postato su Twitter una foto che lo ritrae accanto a Charles Michel, all’interno di un rifugio di Odessa. Oggi il presidente del Consiglio europeo si trova in visita nella città ucraina che è stata tuttavia interessata da un attacco missilistico. Per questo motivo, pure Michel è stato costretto a ricorrere ad un rifugio, il luogo in cui si è svolta una parte del summit.

 

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Ore 19:30 | Il Ministro degli Esteri della Polonia condanna l’aggressione all’ambasciatore russo

“I diplomatici godono di una protezione speciale, indipendentemente dalle politiche perseguite dai governi che rappresentano”. Questo – come riportato da Repubblica – è il commento del ministro degli Esteri polacco su quanto accaduto questa mattina a Varsavia, dove un ambasciatore russo è stato insultato, durante una cerimonia di commemorazione delle vittime della Seconda Guerra Mondiale. Zbigniew Rau ha così voluto prendere posizione sull’accaduto che ha coinvolto Sergej Andreev, il diplomatico che è stato oggetto di una contestazione tramite cui è anche stato ricoperto di vernice rossa.


Ore 19:06 | L’Onu si riunisce giovedì per affrontare il tema dei crimini di guerra

Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani si riunirà in via straordinaria durante la giornata di giovedì. L’argomento trattato sarà quello dei “crimini di guerra” che potrebbero essere stati compiuti dall’esercito russo nel contesto della guerra in Ucraina. La convocazione del summit ha trovato il pieno sostegno dell’Ucraina ma anche quello degli Stati Uniti e del Regno Unito. Vedremo quali saranno gli esiti della riunione e come e se si intenderà procedere in termini formali. “L’attuale situazione richiede l’attenzione urgente del Consiglio alla luce delle recenti notizie di crimini di guerra e violazioni su larga scala nella città di Bucha e in altre aree liberate del paese e delle notizie di vittime di massa nella città di Mariupol”, ha fatto presente l’ambasciatore ucraino presso l’Onu Yevheniia Filipenko.


Ore 18:30 | “Fonti Cnn”: Biden avrebbe chiesto lo stop alle fughe d’informazioni d’intelligence

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden avrebbe domandato lo stop ufficiale a quelle che vengono ritenute “fughe di notizie” relative all’attività d’intelligence in merito al conflitto in Ucraina. A riportarlo è anche l’agenzia Nova che cita “fonti Cnn”.


Ore 18:11 | Il premier Shmyhal annuncia il rientro di un milione di ucraini nelle ultime settimane

Gli ucraini stanno tornando in patria. Questo è il succo del messaggio del premier Shmyhal che ha annunciato il rientro di un milione di suoi connazionali solo nell’arco nel corso di questo ultimo periodo. “Circa 1 milione di persone è già tornato in Ucraina nelle ultime settimane. Il flusso di ritorno è ora maggiore del deflusso dall’Ucraina”, ha detto, durante un’intervista rilasciata a Tvp, emittente polacca. 


Ore 17:40 | Biden verso l’eliminazione dei dazi all’Ucraina sull’acciaio

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden sta per eliminare, almeno per un anno, i dazi sull’acciaio che erano stati imposti all’Ucraina dalla presidenza di Donald Trump. A riferirlo è il New York Times, secondo quanto ripercorso dall’Ansa.


Ore 17:00 | Il governatore di Luhansk smentisce la resa nella Regione

Il governatore di Luhansk continua a smentire che le difese ucraine abbiano sostanzialmente smesso di operare all’interno della Regione. Stando a quanto riportato dall’agenzia Nova, gli ucraini avrebbero mantenuto le posizioni a Rubizhne e a Voevodivka. Anche Severodonetsk sarebbe tuttora difesa con successo.


Ore 16:38 | Ritiro ucraino da Popasna ma “nessuno sfondamento”

Gli ucraini si sono ritirati da Popasna ma questa mossa non avrebbe comportamento un’avanzata definitiva da parte delle truppe russe. “I nostri difensori stanno mantenendo le loro nuove posizioni fortificate. Non ci sono sfondamenti. Spero che la situazione cambi presto a nostro favore. I rinforzi sono già arrivati”. A dirlo è stato il capo dell’amministrazione regionale del Lugansk via Telegram. La città ha subito bombardamenti sin dall’inizio del conflitto scatenato da Vladimir Putin.


Ore 16:10 | Scholz sull’invio di armi: “Putin non ci lascia altra scelta”

Il Cancelliere tedesco Olaf Scholz ha dichiarato durante un evento di un sindacato teutonico che Putin non consente altra scelta se non l’invio di armi all’Ucraina. Putin, per Scholz, ha violato “il principio dell’inviolabilità dei confini in Europa per il suo progetto di rivincita di un impero russo. Accettare questo – ha aggiunto il Bundeskanzler – significherebbe non solo piantare in asso le vittime, ma anche rafforzare il suo aggressore nella sua azione criminali”.


Ore 15:55 | Sergej Andreev, ambasciatore russo, è stato vittima di una contestazione a Varsavia

Sergej Andreev, ambiasciatore russo, è stato vittima di una contestazione mentre era in visita a Varsavia ed i russi, che hanno inviato una formale contestazione, parlano di connivenza con i “teppisti-neonazisti”. La Russia ha deciso di protestare in via formale. L’aggettivo che viene utilizzato nel comunicato ufficiale e riferito alla protesta è “risoluta”. L’ambasciatore è stato cosparso di vernice rossa mentre era intento a deporre fiori in memoria delle vittime sovietiche della Seconda Guerra Mondiale.


Ore 15:40| Zelensky ha chiesto di riaprire i porti per permettere l’esportazione di grano

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha inoltrato una richiesta via Telegram. Il leader ucraino ha domandato “misure immediate per sbloccare i porti ucraini per permettere le esportazioni di grano”. Sullo sfondo resta la crisi internazionale che potrebbe colpire, sempre sotto il profilo alimentare, numerosi contesti nazionali.


Ore 15:12 | La proposta di Macron: “Creare una comunità politica europea con Ucraina”.

Il presidente della Repubblica francese ha proposto di far sì che l’Ucraina non aderisca semplicemente all’Ue ma faccia parte, con altri Stati candidati a far parte dell’organizzazione sovranazionale, di una “Comunità politica europea”. “Mitterand aveva già aperto a questa riflessione, aprendo a una confederazione europea”, ha fatto presente l’inquilino dell’Eliseo. Macron vorrebbe insomma riorganizzare l’Europa, creando spazi di “cooperazione”. “Siamo chiari – ha argomentato  – l’Unione Europea, dato il suo livello di integrazione e di ambizione, non può essere, a breve termine, l’unico modo di strutturare il continente europeo. Ci sono già più Paesi dei Balcani Occidentali che sono impegnati”.

Al termine della conferenza stampa, Macron ha anche insistito su come l’Europa debba comportarsi come un attore di pace, pur ribadendo la necessità delle sanzioni: “Continueremo ad adottare le sanzioni contro la Russia per fermare la guerra ma agiremo anche responsabilmente per evitare che il conflitto si espanda oltre. La pace va anche costruita portando al tavolo la Russia e l’Ucraina: con quali termini, lo decideranno loro”. L’obiettivo – ha ribadito Macron in virtù della Festa dell’Europa – rimane il “cessate il fuoco”.


Ore 15:08 | Missili su Odessa: il presidente del Consiglio europeo Charles Michel costretto scendere in un rifugio

Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel si trova ad Odessa, dov’è stato costretto a ricorrere ad un rifugio sotterraneo per via di un raid missilistico. Fonti provenienti dall’Unione europea hanno annotato che “i partecipanti hanno dovuto interrompere per rifugiarsi mentre i missili colpivano di nuovo la regione”. “Apprezzo la posizione coraggiosa del presidente del Consiglio Europeo e la sua personale presenza ad Odessa”, ha scritto Volodymyr Zelensky via Telegram.


Ore 15:05 | Un consigliere di Mariupol torna a parlare d’utilizzo d’armi chimiche da parte dei russi: “Dall’11 maggio”

Un consigliere della città di Mariupol è convinto che i russi attaccheranno con armi chimiche a partire dal prossimo undici di maggio. Si parla dell’acciaieria che sta resistendo: “I russi stanno pianificando di utilizzare le armi chimiche sullo stabilimento Azovstal a partire dall’11 maggio”, ha fatto presente, come ripercorso dall’Adnkronos, Oleksandr Lashyn.


Ore 14:03 | Xi Jinping: “Europa viri verso la sua autonomia strategica”

“Cina e Ue sono partner strategici globali e sono un’opportunità l’una per l’altra con interessi comuni che superano di gran lunga le differenze”. Lo si legge nelle dichiarazioni rilasciate dal presidente cinese Xi Jinping in un incontro virtuale, tenuto pochi minuti fa, con cancelliere tedesco Olaf Scholz.

“La Cina – ha proseguito Xi – sostiene l’autonomia strategica dell’Ue. Le relazioni Cina-Ue non sono mirate contro qualcuno, non dipendono né sono controllate da terzi. Si tratta di un consenso strategico a cui entrambe le parti dovrebbero aderire a lungo”.


Ore 13:46 | Von Der Leyen telefona a Zelensky: “Parere adesione Kiev a Ue entro giugno”

“In occasione della Giornata dell’Europa abbiamo discusso il sostegno dell’Ue al cammino europeo dell’Ucraina. In attesa di ricevere le risposte al questionario sull’adesione all’Ue, la Commissione punta a esprimere il proprio parere a giugno”. Lo ha dichiarato su Twitter il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Nel tweet il capo dell’esecutivo europeo ha reso nota inoltre una telefonata avuta con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.


Ore 13:34 | Raid su Slovjansk

Almeno un missile russo ha colpito il centro di Slovjansk, strategica località del Donbass non lontana da Kramatorsk all’interno dell’oblast di Donetsk. A renderlo noto sono state sui social le autorità locali, tra cui lo stesso sindaco. Non si esclude la presenza di civili coinvolti nei raid.


Ore 13:11 | Il presidente del consiglio europeo a Odessa

“Sono venuto a celebrare la Giornata dell’Europa a Odessa, la città in cui Pushkin ha detto che puoi sentire l’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente del consiglio europeo Charles Michel, arrivato nelle scorse ore a Odessa. “Oggi qui il popolo ucraino – ha proseguito – protegge i suoi monumenti da proiettili e razzi e la sua libertà dall’aggressione russa. Non siete soli. L’Ue è con voi”. Nel corso della visita Michel ha incontrato anche il premier ucraino Denys Shmyhal. Proprio a Odessa però sono in corso pesanti bombardamenti.


Ore 12:24 | Media ucraini: “Il vice comandante della marina è stato ucciso”

Il colonnello Ihor Bedzai, vice comandante della marina ucraina, è rimasto ucciso durante un’operazione di combattimento. A dirlo sono stati i media ucraini, i quali hanno riportato le dichiarazioni di Taras Chmut, direttore della Come Back Alive Foundation. Bedzai era a bordo di un elicottero Mi-14, quando il mezzo è stato colpito da un missile di un caccia russo.


Ore 11:17 | Negoziati, Mosca: “Dialogo non concluso”

“I negoziati di pace tra Russia e Ucraina non sono chiusi, continuano e si svolgono a distanza.” Lo ha dichiarato il capo della delegazione russa coinvolta nei negoziati con Kiev, Vladimir Medinsky. Il capo negoziatore è intervenuto a margine della parata della Vittoria in Piazza Rossa a Mosca.


Ore 10:48 | Raid su Odessa: russi hanno lanciato dalla Crimea quattro missili Onyx

Le autorità militari di Kiev hanno annunciato un bombardamento subito dalla regione di Odessa con almeno quattro missili Onyx sparati dai russi da una località della Crimea. Lo ha reso noto l’agenzia Ukrinform, secondo cui i vertici dell’esercito ucraino considererebbero l’ipotesi di nuovi raid sulla regione “molto alta”.


Ore 10:44 | Suonano le sirene di allarme aereo a Kiev

Nella capitale ucraina pochi minuti fa sono tornate a risuonare le sirene che annunciano il pericolo di un attacco missilistico contro la città. Le app dei residenti hanno iniziato a segnalare l’allerta, con le autorità che hanno invitato i cittadini a raggiungere i rifugi più vicini.


Ore 10:28 | Mariupol, nuovo assalto contro acciaieria Azovstal

“Le truppe russe hanno ripreso l’assalto all’acciaieria Azovstal di Mariupol”: lo ha scritto su Telegram il consigliere del sindaco dell’amministrazione ucraina della città, Petro Andriushchenko. “Come previsto – si legge nelle dichiarazioni del consigliere riprese dall’agenzia Unian – dopo che un convoglio delle Nazioni Unite ha lasciato la regione di Donetsk, gli occupanti hanno iniziato a prendere d’assalto l’Azovstal. In particolare, hanno tentato senza successo di sfondare il ponte che era la porta per le evacuazioni”.


Ore 10:24 | Putin lascia la Piazza Rossa

Dopo aver pronunciato il suo discorso, il leader del Cremlino si è diretto verso il monumento del milite ignoto. Proseguono le cerimonie del 9 maggio sia a Mosca che nelle altre città russe. Putin dovrebbe continuare la sua giornata nella capitale.


Ore 9:47 | Putin: “Il nostro un intervento preventivo necessario”

Putin ha sottolineato, nel corso del suo discorso, il carattere “preventivo” dell’attacco in Ucraina: “Dovevamo farlo, è stato un atto necessario di un Paese forte, unito e autonomo”. “Gli Usa – ha proseguito Putin – dopo la caduta dell’Unione Sovietica hanno iniziato a parlare di esclusività. Questo umilia non solo il mondo ma i loro stessi satelliti. Noi abbiamo un carattere diverso”.


Ore 9:44 | Putin: “Da Nato minacce inammissibili contro di noi”

Il presidente russo Putin ha terminato il suo discorso tenuto dal palco della Piazza Rossa: “Noi volevamo un accordo con la Nato nel dicembre 2021 – ha detto – ma la Nato non ci ha ascoltato. La Nato ha in mente altri scenari. Vuole attaccarci, vuole militarizzare territori lungo i nostri confini. Queste per la Russia sono minacce inammissibili”.


Ore 9:14 | Putin inizia a parlare

Dopo il saluto del ministro della Difesa Sergej Shoigu, Putin ha preso posto davanti i microfoni sul podio della Piazza Rossa per iniziare il suo discorso.


Ore 9:05 | Putin arrivato nella Piazza Rossa per la parata del 9 maggio

Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato nella zona del palco della Piazza Rossa per assistere alla parata per le celebrazioni del giorno della vittoria. Putin dovrebbe tenere a breve il suo discorso.


Ore 8:40 | Kiev: “Abbiamo ricevuto 32mila appelli da parte di soldati russi dispersi”

Viktor Andrusiv, consigliere del ministero dell’Interno ucraino, ha dichiarato su Ukraine24 che il governo di Kiev ha ricevuto appelli per ricevere informazioni da almeno 32mila famiglie russe che non hanno notizie sui propri cari impiegati come soldati in Ucraina. Lo si legge sul Kyiv Independent.


Ore 8:37 | Intelligence Londra: “Russia ha poche armi ad alta precisione”

“L’offensiva russa sull’Ucraina sta evidenziando carenze nella sua capacità di condurre attacchi di precisione su larga scala”. Lo si legge nell’ultimo rapporto stilato dal ministero della Difesa del Regno Unito, traendo le informazioni dalle attività dei servizi di intelligence. “All’inizio dell’invasione – prosegue il rapporto – la Russia ha pubblicamente promosso la sua capacità di condurre attacchi chirurgici e limitare i danni collaterali, assicurando che le città ucraine sarebbero state quindi risparmiate dai bombardamenti. Tuttavia, dato il protrarsi del conflitto al di là delle aspettative russe, è probabile che le scorte russe di munizioni ad alta di precisione siano state esaurite”.


Ore 7:35 | Tutto pronto a Mosca per la parata del 9 maggio

Le immagini che arrivano dalla capitale russa mostrano gli ultimi preparativi per le celebrazioni del 9 maggio, le quali avranno inizio quando qui saranno le 11:00, mentre in Italia le 9:00. Testimoni parlano di strade blindate e mezzi pronti a sfilare sulla Piazza Rossa.


Ore 7:02 | Condanna dell’Onu per il bombardamento di Bilohorivka

Le Nazioni Unite hanno condannato il raid sulla scuola trasformata in rifugio nella cittadina di Bilohorivka. Il bombardamento ha causato 60 morti: “Questo attacco ci ricorda ancora una volta che in questa guerra, così come in molti altri conflitti, i civili pagano il prezzo maggiore”, ha dichiarato in una nota Stèphane Dujarric, portavoce del segretario generale Onu Antonio Guterres.


Ore 5:15 | Truppe ucraine si ritirano da Popasna

“Le truppe ucraine si sono ritirate dalla città di Popasna, nell’est del Paese”: lo ha fatto sapere il governatore della regione di Lugansk, Serhiy Gaidai. Quanto da lui dichiarato ha quindi confermato la conquista della città da parte dei russi. Ieri era stato il leader ceceno Ramzan Kadyrov a parlare su Telegram dell’arrivo delle truppe russe e filorusse nella strategica località del Donbass.


Ore 2:00 | Zelensky: “Noi parte del mondo libero, Russia perderà”

“Sono sicuro che questa giornata in Ucraina ha dimostrato che siamo già una parte a tutti gli effetti del mondo libero e di un’Europa unita. Questo è un evidente contrasto con la solitudine di Mosca nel male e nell’odio che tutti vedranno domani”: lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymir Zelensky in discorso video pubblicato sul suo canale Telegram. “La Russia – ha proseguito Zelensky – è destinata a perdere. Il male perde sempre”.

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