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L’assalto all’Ucraina non si ferma. La cosiddetta “operazione militare speciale” di Vladimir Putin prosegue dal fronte meridionale e orientale, ma in questa mattinata i media locali riferiscono di sirene antiaeree attive in tutto il Paese. Se sul campo di battaglia tutto si concentra tra la controffensiva ucraina a Kharkhiv e l’avanzata dei russi a est per avere il pieno controllo del Donbass, è sul piano diplomatico che si gioca un altro scontro molto importante, dal momento che è nelle cancellerie mondiali che si deciderà la fine del conflitto e la ridefinizione della geopolitica europea.

Per l’Alleanza Atlantica, il conflitto sta entrando in quella che viene definita una “fase decisiva”. Il segretario generale Jens Stoltenberg ha parlato di settimane che potranno essere un vero spartiacque nel futuro della guerra, superando quindi anche la fatidica data del 9 maggio sognata dal Cremlino. Dall’Occidente sono in arrivo rifornimenti a Kiev che potrebbero aiutare le forze ucraine a contrattaccare almeno sul fronte nord-orientale. E dalla Russia arrivano avvertimenti molto chiari: la Duma ha accusato gli Stati Uniti di partecipare “in modo diretto” alla guerra. “Non solo con la fornitura di armi e attrezzature, ma anche con il coordinamento e lo sviluppo delle operazioni militari”, ha detto il presidente Vyacheslav Volodin. Una scelta di parole che non va sottovalutata perché significa di fatto coinvolgere Washington come avversario sul campo e non più come fattore esterno, per quanto decisivo, del conflitto.


🔴 La diretta:


Ore 22:43 | Nuove allerte aeree nell’est dell’Ucraina

Il rumore delle sirene di allarme aereo ha nuovamente iniziato a fare capolino nelle regioni orientali dell’Ucraina. Gli allarmi sono stati diramati, poco prima dello scoccare della mezzanotte del 9 maggio seguendo il fuso orario di Kiev, negli oblast di Donetsk e Lugansk. Sirene attive anche a Kharkiv. Poco prima l’allerta è scattata a Odessa e Mykolaiv.


Ore 22:12 | Onu: “Più di 170 evacuati da Mariupol sono arrivati a Zaporizhzhia”

“Un totale di 174 civili sono arrivati in otto autobus a Zaporizhzhia, in questa grande città del sud-est dell’Ucraina, dall’inferno di Mariupol”: lo ha scritto su Twitter il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite per l’Ucraina, Osnat Lubrani. Tra questi, almeno 40 sono i civili usciti dalle acciaierie Azovstal.


Ore 21:25 | Colpito cimitero ebraico a Hlukhiv

Un raid ha colpito un cimitero ebraico nella cittadina di Hlukhiv, nel nord dell’Ucraina e in particolare all’interno del territorio dell’oblast di Sumy. Lo hanno denunciato le autorità locali. Nel pomeriggio un allarme aereo era scattato anche nella regione attorno Sumy.


Ore 21:22 | Governatore Lugansk: “Sotto la scuola di Bilohorivka sono morte 60 persone”

“Sotto le macerie della scuola di Bilohorivka sono morte 60 persone”. Lo ha dichiarato in un’intervista televisiva il governatore dell’oblast di Lugansk, Serhiy Haidai. Ssgomberare le macerie è impossibile, perché ci sono continui attacchi – ha aggiunto – Vorrei sperare che ci siano delle persone vive lì sotto, ma bisogna dire che la scuola è stata distrutta con il colpo diretto di una bomba aerea. E quando una bomba aerea esplode genera delle temperature molto alte. Nella scuola c’erano 90 persone, 27 delle quali sono vive con ferite di varia gravità”.


Ore 20:56 | Zelensky riceve il premier canadese Trudeau

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha ricevuto presso la sede della presidenza il primo ministro canadese Justin Trudeau. “Il Canada è tra i leader nel sostenere l’Ucraina nella lotta per la propria libertà – ha dichiarato Zelensky – Il fatto che il primo ministro canadese Justin Trudeau sia oggi accanto al popolo ucraino significa molto per noi. Credo che con sforzi congiunti saremo in grado di superare tutte le sfide”.


Ore 20:48 | Leader ceceno Kadyrov annuncia conquista di Popasna

Il presidente della repubblica russa di Cecenia, Ramzan Kadyrov, ha dichiarato che le forze russe e filorusse, tra cui probabilmente anche quelle cecene, hanno definitivamente conquistato la città di Popasna: “Amici – ha annunciato Kadyrov su Telegram – il mio caro fratello Daniil Martynov mi ha appena riferito delle informazioni operative e le condivido con voi: la città di Popasna, nella repubblica popolare di Lugansk, è stata completamente liberata dagli invasori ucraini”. Popasna è una località strategica per via della sua posizione: da qui i russi potrebbero iniziare l’accerchiamento del Donbass occidentale.


Ore 20:17 | Palazzo Chigi: “Siamo preoccupati per il protrarsi del conflitto”

“La videoconferenza del G7 ha offerto l’occasione per commemorare la fine della seconda guerra mondiale e la liberazione dalle sue atrocità. I leader hanno riaffermato l’unità dei Paesi G7 nel condannare l’aggressione ingiustificata da parte della Federazione Russa nei confronti dell’Ucraina, che ha riportato l’Europa agli orrori del secondo conflitto mondiale”. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi.

“I leader – prosegue il comunicato – hanno condiviso la viva preoccupazione per il prolungarsi delle ostilità e la necessità di mantenere alta attraverso le sanzioni la pressione sul Cremlino”.


Ore 19:06 | Conclusioni finali del vertice G7: “Putin non deve vincere la guerra”

“Restiamo uniti nella nostra decisione che il presidente Putin non deve vincere questa guerra contro l’Ucraina. Lo dobbiamo alla memoria di quelli che hanno combattuto per la libertà nella Seconda guerra mondiale, continuare a combattere per essa oggi, per il popolo dell’Ucraina, dell’Europa e della comunità globale”: è questo il passaggio principale della dichiarazione finale dei leader del G7 che hanno partecipato alla riunione video di questo pomeriggio.


Ore 18:46 | Washington: “Sanzioni contro le tre principali emittenti russe”

Gli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni contro le tre principali emittenti televisive russe: Channel One, Russia, One, Ntv. “Stiamo sanzionando – si legge in una dichiarazione resa ai media Usa da un funzionario statunitense che ha seguito la videoconferenza dei leader del G7 – le tre principali emittenti televisive in Russia: Channel One, Russia, One, Ntv. Queste sono tutte stazioni di proprietà dello stato o controllate dallo stato o di proprietà di uno dei più stretti alleati di Putin. Sono anche tra i più seguiti in Russia”.


Ore 18:42 | Segnalati raid su Odessa

Nuovi raid hanno colpito Odessa e la sua regione circostante. Lo si legge in diversi media ucraini, i quali riportano testimonianze locali. L’episodio più grave si è avuto a Nova Dofinivka, località ad est di Odessa. Per tutto il pomeriggio nella zona sono state avvertite le sirene di allerta aerea.


Ore 18:39 | Incaricata d’affari dell’ambasciata Usa in Ucraina è tornata a Kiev

“L’incaricata d’affari Usa per l’Ucraina Kristina Kvien e il suo team sono tornati a Kiev oggi”. L’annuncio è stato dato sul canale Twitter dell’ambasciata Usa in Ucraina. “Appena arrivati a Kiev – si legge – Felici di essere tornati nel giorno della vittoria in Europa. Gloria all’Ucraina!”.


Ore 18:35 | G7, Usa: “Impegnati per l’embargo sul petrolio russo”. Zelensky: “Putin riempie suo popolo di vergogna”

“I Paesi del G7 si sono impegnati a fermare l’import del petrolio russo”: lo si legge in un comunicato della Casa Bianca dopo la videoconferenza tra i leader del G7. All’incontro ha partecipato anche il presidente ucraino Zelensky: “Il nostro obiettivo è il totale ritiro delle truppe russe dal nostro Paese”, ha dichiarato. Il presidente ucraino ha lanciato accuse contro Putin, affermando che “le sue azioni stanno ricoprendo di vergogna l’intero suo popolo”.

Un’immagine della videoconferenza tra i leader del G7

Ore 18:27 | Il cantante irlandese Bono in visita nella regione di Kiev

Bono Vox, leader della storica band irlandese degli U2 e volto molto popolare anche in Ucraina, si è recato a Kiev. Qui ha tenuto un piccolo concerto in una delle stazioni della metropolitana usata coma rifugio antiaereo e, successivamente, ha raggiunto le località di Irpin, Bucha e Borodyanka, le zone cioè tristemente famose per il ritrovamento di fosse comuni. Bono sarebbe arrivato in Ucraina su richiesta del presidente Zelensky. I due dovrebbero incontrarsi nelle prossime ore.

Bono Vox durante l’improvvisato concerto nella metropolitana di Kiev

Ore 18:13 | Tre morti a causa dei bombardamenti nella regione di Kharkiv

I raid condotti nel pomeriggio a Bohodukhiv hanno causato almeno tre vittime. A riferirlo sono state fonti militari di Kharkiv, seconda città ucraina e capoluogo della regione in cui si trova la località colpita. Cinque i feriti al momento segnalati.


Ore 18:04 | Raid nella regione di Sumy

“C’è stato un attacco missilistico sul territorio del distretto di Shostka”. A comunicarlo su Telegram è stato il governatore della regione di Sumy, Dmytro Zhyvytskyy. Shostka si trova infatti all’interno del territorio dell’oblast di Sumy, nel nord dell’Ucraina. Al momento del raid stavano risuonando le sirene antiaeree.


Ore 17:54 | Zelensky collegato in videoconferenza con i leader del G7

In corso l’incontro dei capi di governo dei Paesi del G7. L’incontro si sta svolgendo in videoconferenza e al vertice sta partecipando anche il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “Discuteremo – si legge in una nota della Casa Bianca – degli ultimi sviluppi nella guerra della Russia contro l’Ucraina, dell’impatto globale della guerra di Putin, del sostegno all’Ucraina e al futuro del Paese, per una risposta collettiva all’insegna dell’unità del G7, compreso il ricorso a sanzioni senza precedenti per imporre gravi costi a Putin”.


Ore 17:12 | Nuove esplosioni a ovest di Kharkiv

Fonti locali hanno riportato la notizia di esplosioni molto violente nella località di Bohodukhiv, a ovest di Kharkiv. Forse diversi missili hanno centrato alcuni obiettivi nella zona. Non si hanno informazioni al momento su eventuali persone coinvolte. Nell’oblast di Kharkiv da alcune ore sono attive le sirene antiaeree.


Ore 17:06 | Londra: “Per bombardamento contro scuola a Lugansk, Putin dovrà rispondere di crimini di guerra”

Liz Truss, ministro degli Esteri britannico, ha lanciato su Twitter nuove accuse contro la Russia: “Sono inorridita dal bombardamento russo di una scuola a Lugansk, in Ucraina – ha dichiarato – che ha provocato la morte di persone innocenti che cercavano riparo dai bombardamenti russi. Prendere di mira i civili e le infrastrutture civili equivale a crimini di guerra. Garantiremo che il regime di Putin sia ritenuto responsabile”.


Ore 17:01 | Ambasciatore italiani in Ucraina: “Putin pensava che russofoni fossero russofili”

“Putin si era illuso che la maggior parte degli ucraini russofoni fossero ancora russofili”. A dirlo, nella trasmissione “Mezz’ora in più” su Raitre, è stato Pier Francesco Zazo, ambasciatore italiano a Kiev.  “In venti anni ci sono stati tanti elementi che hanno portato l’Ucraina nel loro cuore. Ora è montato un astio nei confronti dei russi – ha proseguito il diplomatico – Gli ucraini spesso l’hanno detto, e credo sia giusto, che la guerra in Donbass nel 2014 ha rappresentato un fatto traumatico. Mi dicono spesso: sì la Russia avrà vinto a livello militare, ha acquisito il 7% del territorio dell’Ucraina, ma ha perso definitivamente il cuore degli ucraini. Mentre vent’anni fa nelle regioni orientali si parlava solo russo, oggi i giovani parlano anche l’ucraino. Lo stesso Zelensky, che è un russofono, ha imparato. Ci sono state leggi per la promozione della lingua ucraina molto critiche per i russi. É nata una chiesa ortodossa autocefala ucraina che si è staccata dal patriarcato di Mosca, sono tanti gli elementi che hanno staccato con il passato, tuttavia i legami sono ancora forti: un quarto degli ucraini ha parenti in Russia. Ciò dimostra la follia di questa guerra”.


Ore 16:32 | Kirill: “La Russia non vuole far del male a nessuno”

“La Russia non vuol fare male a nessuno, non vuole invadere e occupare le terre di nessuno, non vuole togliere risorse a nessuno, come invece fanno i Paesi più ricchi e potenti del mondo, occupando economicamente i Paesi deboli e senza aiuto. Noi non abbiamo bisogno di questo, siamo autosufficienti”. Sono queste le parole pronunciate dal patriarca Kirill, a capo della Chiesa ortodossa di Mosca, nella predica della messa alla vigilia della Giornata della Vittoria.

“Dobbiamo consolidare tutte le nostre forze, sia spirituali che materiali – ha proseguito Kirill, così come riportato da Interfax – in modo che nessuno invada le nostre sacre frontiere. E le mie parole non sono quello che i nostri oppositori vorrebbero descrivere come un altro discorso militarista del patriarca, perché questo non ha senso”.


Ore 16:14 | Olena Zelenska a Jill Biden: “Sua visita un atto molto coraggioso”

“La visita in Ucraina di Jill Biden è un atto molto coraggioso”. Lo ha dichiarato la moglie del presidente ucraino. Olena Zelenska, rivolto alla alla first lady Usa. “Capiamo cosa significa per la first lady Usa venire qui – ha dichiarato – durante una guerra quando ogni giorno sono in corso azioni militari, dove le sirene suonano ogni giorno, anche oggi. Tutti noi sentiamo il vostro sostegno e la leadership del presidente Usa. Il vostro amore e sostegno durante questo giorno così importante e simbolico per noi”.


Ore 16:06 | Visita a sorpresa del premier canadese Trudeau a Irpin

Markushin Alexander, sindaco di Irpin, ha annunciato di aver ricevuto il premier canadese Justin Trudeau nella sua città. Irpin è uno dei sobborghi a nord di Kiev dove si è maggiormente combattuto: “Trudeau – si legge nelle dichiarazione del primo cittadino – ha voluto vedere con i suoi occhi gli orrori dei russi. E, naturalmente, è rimasto scioccato”. Il sindaco ha diffuso anche alcune foto della visita di Trudeau.


Ore 15:34 | Jill Biden a sorpresa incontra la moglie di Zelensky in Ucraina

La first lady Usa Jill Biden si è recata a Uzhgorod, città ucraina a pochi passi dal confine slovacco, in cui ha incontrato Olena Zelenska, moglie del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Le due fist lady hanno tenuto un colloquio in un edificio scolastico del centro di Uzhgorod. A confermarlo sono stati anche giornalisti Usa. Jill Biden ha iniziato giovedì il suo viaggio nell’Europa dell’est, la visita in Ucraina non era stata annunciata.


Ore 15:12 | Niente accordo Ue su nuove sanzioni

Fumata nera dal Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati presso l’Ue. La riunione è terminata poco fa e, come sottolineato dall’agenzia Ansa, fonti europee hanno fatto sapere che anche oggi un accordo unanime sul pacchetto non è stato trovato e né tantomeno approvato.


Ore 14:28 | Von der Leyen: “Europa può vincere la sfida”

“Sono convinta e ottimista che la nostra Unione possa anche vincere la sfida posta dalla guerra in Ucraina”. È con queste parole che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è rivolta a tutti i cittadini dell’Ue per la Giornata dell’Europa. “I cittadini europei indicano la strada. Milioni di europei, in tutti gli angoli della nostra Unione e in tutti i ceti sociali, si sono mobilitati per aiutare i loro vicini bisognosi. Milioni di persone hanno aperto le loro porte ai rifugiati ucraini. Altri milioni hanno inviato cibo e vestiti, o fatto una donazione. Più di prima, gli europei si sentono parte di un’unica famiglia europea. Questo riempie il mio cuore di orgoglio. Buon compleanno, Europa. E buona Festa dell’Europa a tutti voi!”


Ore 13:40 | I russi all’assalto dell’acciaieria Azovstal

L’acciaieria Azovstal, a Mariupol, continua a essere al centro dell’assalto russo a est. Il capitano Svyatoslav Kalina Palamar, vicecomandante del battaglione Azov, ha detto in un briefing per la stampa via Zoom dal sito sotto assedio che “le forze russe stanno continuando a bombardare l’area e stanno cercando di assaltare l’impianto”. “Abbiamo ancora provviste, armi, ma tutte le nostre scorte sono limitate, non ne abbiamo ricevute di nuove. Abbiamo ancora acqua, munizioni, armi personali” ha detto Palamar, che ha chiesto aiuto per i militari feriti che devono essere evacuati il prima possibile. Il capitano ha detto di non poter dare informazioni dettagliate sull’evacuazione delle persone: “Non possiamo confermare che tutti i civili siano stati evacuati”.

Un combattente di Azov ha ribadito la linea già affermata dal leader del battaglione nazionalista: “La resa per noi è inaccettabile, non possiamo fare questo regalo così grande al nemico”. Secondo l’intelligence del battaglione, sarebbero “più di 25mila le persone che sono morte a Mariupol, in gran parte civili”.


Ore 12:25 | Media ucraini: “Esplosioni a Odessa e Mikolayv”

Secondo i media ucraini, sarebbero state avvertite delle forti esplosioni nelle città di Odessa e Mikolayv, uno dei fronti più caldi delle operazioni militari russe a sud. Intervistato da AdnKronos, Andrey Vagapov, capo militare dei volontari di Odessa, ha detto che in queste ore sono nel mirino dei russi soprattutto i centri di addestramento, dove, sempre secondo il capo dei combattenti, sarebbero attesi anche italiani. “La Russia ha intensificato i suoi attacchi alla vigilia del 9 maggio”, ha detto Vagapov, che ha confermato la situazione “pericolosa” e le esplosioni. Nella città sul Mar Nero, intanto, è scattato il coprifuoco e “resterà in vigore fino alla mattina del 10 maggio”. Su Telegram, la presidente del consiglio regionale di Mykolaiv, Anna Zamazeeva, ha detto che nell’attacco è morta una persa, mentre nelle ultime 24 ore sono rimasti feriti 27 cittadini di una in modo grave.


Ore 11:40 | Putin celebra gli ucraini per la vittoria sul nazifascismo

Come si legge sul sito del Cremlino, il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato “con i cittadini di Azerbaigian, Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldova, Tagikistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Abkhazia, Ossezia meridionale, Repubblica popolare di Donetsk, Repubblica popolare di Luhansk, nonché con i popoli della Georgia e dell’Ucraina” per il  77esimo anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica. Nel messaggio del leader della Federazione Russa, si legge che “oggi, il dovere comune è prevenire la rinascita del nazismo, che ha portato tante sofferenze a persone di diversi Paesi. È necessario preservare e trasmettere ai posteri la verità sugli eventi degli anni della guerra, i valori spirituali comuni e le tradizioni di amicizia fraterna”. Inoltre, il Cremlino rende noto che nei telegrammi ai vertici delle Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk – quelle riconosciute dal presidente russo a febbraio come atto che ha avviato la cosiddetta “operazione militare speciale” – Putin ha detto che i militari combattono per la liberazione dalla “sporcizia nazista” come i loro antenati.


Ore 11:15 | L’accusa di Zelensky: “Russi come i nazisti”

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in occasione della Giornata della Memoria e della Riconciliazione, ha pubblicato un video in bianco e nero con le immagini della guerra in Ucraina che si sovrappongono a quelle della Seconda Guerra Mondiale. “La primavera può essere in bianco e nero? Esiste un febbraio eterno? Le parole d’oro sono svalutate? Sfortunatamente, l’Ucraina conosce le risposte a tutte queste domande. Sfortunatamente, le risposte sono ‘sì'”, così’ inizia il discorso il capo dello Stato. “Durante i due anni di occupazione, i nazisti vi uccisero 10mila civili. In due mesi di occupazione, la Russia ha ucciso 20mila persone” in Ucraina, dice Zelensky. “In Ucraina è stata organizzata una sanguinosa ricostruzione del nazismo. Una ripetizione fanatica di questo regime: delle sue idee, azioni, parole e simboli. Una riproduzione dettagliata, maniacale, delle sue atrocità e un ‘alibi’ che presumibilmente dà uno scopo sacro malvagio. Una ripetizione dei suoi crimini e persino tentativi di superare il ‘maestrò e toglierlo dal piedistallo del più grande male della storia umana. Questo segna un nuovo record mondiale di xenofobia, odio, razzismo e numero di vittime che possono causare”, ha detto il presidente ucraino.


Ore 10:48 | Kuleba al mondo: “Ora tribunale speciale”

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba chiede l’istituzione di un tribunale speciale per l’aggressione russa all’Ucraina un tweet ripreso da Ukrinform. “Abbiamo bisogno di un tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina per chiamare la leadership russa a risponderne. Ieri sono intervenuto alla prima conferenza internazionale su questo tema a Vilnius. Grato agli organizzatori e ribadisco il mio appello a sostenere la creazione del Tribunale”, ha scritto Kuleba su Twitter.


 

Ore 10:10 | Russia: “Abbattuti e aerei e droni ucraini”

“Durante la notte, i sistemi di difesa aerea russi hanno distrutto altri due bombardieri Su-24 ucraini e un elicottero Mi-24 vicino all’Isola dei serpenti, mentre un veicolo aereo senza pilota Bayraktar-TB2 è stato abbattuto vicino alla città di Odessa”. A riferirlo Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo, in un briefing. “In totale, quattro aerei ucraini, quattro elicotteri, di cui tre con truppe da sbarco a bordo, tre veicoli aerei senza pilota Bayraktar-TB2 e una nave d’assalto da sbarco della Marina ucraina sono stati distrutti nell’area nelle ultime 24 ore”, ha continuato il funzionario russo. Sempre secondo Konashenkov, “durante la notte, i missili lanciati ad alta precisione delle forze aerospaziali russe hanno distrutto il posto di comando di una brigata meccanizzata nell’area di Pyatikhatka, nella regione di Kharkiv, e il centro di comunicazione dell’aeroporto militare di Chervonoglinskoye nell’area di Artsyz. Inoltre, una corvetta di classe 1241 della marina ucraina è stata distrutta nell’area di Odessa”.


Ore 9:40 | I russi avanzano a Shandrygolov

Lo Stato maggiore ucraino, secondo i media del Paese, riporta che l’avanzata dell’esercito russo continua nella regione di Donetsk. Le ultime conquiste da parte delle forze di Mosca sono avvenute nella periferia settentrionale di Shandrygolov. Le unità russe hanno preso la strada di Lyman, prossimo obiettivo dei comandi della Federazione. Sempre secondo i rapporti di Kiev, i russi continuano l’assedio della Azovstal, mentre a nord-est, dove è in atto la prima controffensiva ucraina, i soldati di Mosca stanno frenando le truppe ucraine a Slobozhansky.


Ore 9:35 | Rasmussen a La Stampa: “Ora embargo al gas”

Anders Fogh Rasmussen, ex premier danese e già segretario generale della Nato, spiega a La Stampa quello che l’Unione europea dovrebbe fare a breve e cosa può accadere sotto il profilo internazionale. L’Ue, dice Rasmussen, “sta per approvare l’embargo petrolifero, ma penso che dovremmo andare oltre, estendendolo al gas. È fattibile. Certo, ci sarà un prezzo da pagare. Ma sarà certamente inferiore rispetto al prezzo di un conflitto prolungato”. Secondo l’ex primo ministro della Danimarca, “l’economia di Mosca è già in declino e se riuscissimo a fermare queste importazioni sarebbe un duro colpo perché farebbero fatica a trovare altri acquirenti. Credo che la stessa Cina sarà molto riluttante”. L’impressione di Rasmussen è che in futuro “il mondo sarà diviso in due blocchi: uno autocratico, guidato dalla Cina, e uno democratico guidato dagli Usa. I Paesi dovranno decidere da che parte stare”.


Ore 9:14 | “10.128 sanzioni contro la Russia”

Il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin, ha riferito che le sanzioni applicate alla Federazione Russia sono 10.128. Di queste, 7.374 sono state imposte dopo l’inizio dell’invasione dell’Ucraina.


Ore 8:35 | Il punto dell’intelligence britannica

I servizi inglesi tornano a parlare della guerra in Ucraina nel tradizionale briefing di aggiornamento. L’esercito russo, spiegano gli 007 di Sua Maestà, è una forza “lenta a rispondere alle battute d’arresto e incapace di modificare il suo approccio sul campo di battaglia”. Per l’intelligence di Londra, “è probabile che questi problemi persistano” vista “la relativa mancanza di esperienza nel comando degli ufficiali” promossi. “Le difficoltà nel comando e controllo (delle operazioni militari), così come le vacillanti prestazioni russe in prima linea, hanno attirato sul campo di battaglia comandanti di alto livello, che probabilmente assumeranno la guida personale delle operazioni”, si legge. “I comandanti russi delegano di rado la guida operativa ai loro sottoposti, che però in tal modo non acquisiscono l’esperienza così importante nel comando. Non è chiaro se la presenza di questi comandanti sul campo di battaglia abbia portato a operazioni più raffinate o diverse. Presupposti imprecisi nei piani ed errori di gestione continuano a minare il progresso russo”.


Ore 8:02 | “2 morti e 60 feriti a Luhansk”

Nuovo attacco russo, questa volta a Bilohorivka, nella regione di Lugansk. Secondo il governatore ucraino, Sergey Gaidai, nel seminterrato della scuola si erano rifugiate circa 90 persone. Gaidai aveva riferito che dopo il bombardamento erano state tratte in salvo circa trenta persone. “Probabilmente 60 persone sono morte sotto le macerie dell’edificio” ha detto su Telegram.


Ore 07.29 | Sirene antiaeree in quasi tutte le regioni dell’Ucraina

Secondo il Kyiv Independent, in quasi tutte le regioni del Paese si sono attivate le sirene antiaeree


Ore 5:18 | I ceceni rivendicano la conquista di Popasna

Secondo quanto riferito dal Guardian, il leader ceceno Ramzan Kadyrov ha detto che le truppe della regione caucasica hanno preso possesso della maggior parte di Popasna, nel nell’oblast di Luhansk.”I combattenti delle forze speciali cecene hanno preso il controllo della maggior parte di Popasna”, si legge su Telegram, “le strade principali e i quartieri centrali del paese sono stati completamente sgomberati”.


Ore 2:35 | Zelensky: “Evacuati 300 civili da Azovstal”

“Sono grato alle squadre del Comitato Internazionale della Croce Rossa e delle Nazioni Unite per averci aiutato a concludere la prima fase della missione di evacuazione. Più di 300 persone sono state messe in salvo, donne e bambini”, ha riferito il presidente ucraino in un messaggio alla nazione.

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