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Un dialogo segreto tra i generali russi e ucraini per scongiurare il rischio di una guerra totale. A maggior ragione all’indomani dell’annuncio della Finlandia, ormai pronta a chiedere l’adesione alla Nato – così come potrebbe fare la Svezia – e alle conseguenti minacce del Cremlino. Nelle ultime ore l’arma della diplomazia si sarebbe attivata, seppur in forme non convenzionali e ben lontane dalla luce dei riflettori.

In generale, il clima si è fatto incandescente anche per via di alcune dichiarazioni di fuoco rilasciate prima da Boris Johnson e poi da Volodymyr Zelensky. Il primo ministro britannico si è sostanzialmente proposto di offrire ad Helsinki e Stoccolma un possibile ombrello protettivo, militare s’intende, nel periodo che intercorrerebbe tra l’eventuale richiesta di adesione all’Alleanza Atlantica da parte dei due Paesi scandinavi e l’effettivo ingresso.

Zelensky ha invece rivendicato l’integrità territoriale dell’Ucraina e fatto capire di non esser disposto ad accettare un compromesso con la Russia per quel che riguarda l’indipendenza di Kiev. Insomma, sul tavolo ci sarebbe materiale a sufficienza per dare vita ad una pericolosissima escalation che andrebbe a peggiorare una situazione già tesa.



L’arma diplomatica

Se all’apparenza Ucraina e Russia non sembrerebbero avere alcuna intenzione di trattare, almeno non in questa fase, da dietro le quinte ci sono da segnalare interessanti movimenti diplomatici. Lo ha sottolineato Repubblica, che ha portato l’attenzione sul dialogo segreto che sarebbe in corso tra i generali dei due opposti schieramenti.

È questo il sottile filo di speranza che potrebbe far tirare un sospiro di sollievo alla comunità internazionale. Più che un filo, in realtà, siamo di fronte ad una linea di comunicazione che, seppur a intermittenza, sta iniziando a collegare Mosca a Kiev.

In fin dei conti i due Paesi coinvolti nel conflitto hanno una storia comune alle spalle, così come avevano un passato condiviso, appunto, i generali russi e ucraini. Già, perché fino al 1991 le scuole di guerra riunivano entrambi dietro agli stessi banchi. Oggi molte di quelle amicizie si sono impolverate ma sarebbero riuscite a resistere al passare del tempo. E ricordi del genere rappresenterebbero il carburante diplomatico necessario a far partire un dialogo vitale.

In altre parole, starebbe prendendo forma una modalità comunicativa non formale che starebbe mettendo in contatto Mosca, Kiev e, indirettamente, pure Washington, visto che gli americani hanno fin qui agito spalla a spalla con il governo di Zelensky.

Dal grano alla guerra

Quanto è efficace questa singolare diplomazia? È ancora presto per dirlo. Possiamo però soppesare la risposta sulla base di due imminenti segnali.

Il primo è un test che riguarda un’ingente quantità di grano bloccata a Odessa. Nel caso in cui le parti riuscissero, sempre da dietro le quinte, a intavolare una trattativa per consentire al carico di lasciare la città, allora vorrebbe dire che russi e ucraini avrebbero trovato una specie di tregua militare, una tregua per lo meno “di scopo”. Anche perché senza un coordinamento militare milioni di tonnellate di cereali finirebbero in fumo.

L’altro indizio riguarda il campo di battaglia, dove lo scenario viene descritto come in fase di stallo. Né Mosca né Kiev riescono a compiere passi in avanti, e questo comporta diverse trappole da evitare, dal prolungamento del conflitto al rischio di incidenti (non solo in Ucraina) che tutti teoricamente  vorrebbero evitare. Ecco perché la suddetta linea di comunicazione tra gli alti ufficiali potrebbe rivelarsi efficace ed efficiente. Se non altro per scacciare i fantasmi di guerre totali e nucleari.

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