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Il bureau di costruzioni navali russo Severnoye ha interrotto lo sviluppo di due importanti progetti: quello per il nuovo cacciatorpediniere classe Lider, e quello per una nuova fregata, un vascello classe Admiral Gorshkov migliorato. La notizia è stata data dall’agenzia stampa Interfax lo scorso 18 aprile, affermando che i cantieri navali hanno dovuto interrompere lo sviluppo delle nuove unità navali per via “di una mancanza di decisione del Ministero della Difesa”.

Il cacciatorpediniere project 23560E Lider (inizialmente conosciuto come Shkval), doveva essere la prima unità di una nuova ambiziosa classe di vascelli d’altura in grado di fornire protezione aerea e capacità di attacco navale e terrestre con tutta una gamma di sistemi missilistici. I Lider, che inizialmente erano stati pensati a propulsione convenzionale, hanno successivamente visto la presenza di un reattore nucleare e conseguentemente il crescere del dislocamento, passato dalle 13mila tonnellate sino quasi alle 19mila, facendone a tutti gli effetti degli incrociatori: le unità di questo tipo della classe Slava hanno un dislocamento di 10mila tonnellate standard, al pari dei Ticonderoga americani. Si pensa che questi nuovi cacciatorpediniere avrebbero dovuto sostituire proprio gli incrociatori classe Slava.

Le fregate del project 22350M sarebbero dovute essere un miglioramento delle Admiral Gorshkov (project 22350). Dotate di uno scafo più grande, il loro dislocamento avrebbe dovuto passare dalle 5400 tonnellate alle 7mila, facendone della unità con una vocazione più “d’altura” rispetto alle precedenti e vedendo un aumento delle dotazioni di armamento: il sistema Vls (Vertical Launch System) avrebbe dovuto passare da uno a 16 pozzi in grado di lanciare missili Kalibr, Oniks e Zirkon a uno a 48. Le Admiral Gorshkov migliorate avrebbero dovuto sostituire nella Flotta Russa i vecchi cacciatorpediniere classe Udaloy e Sovremenny.

Il piano di rinnovo della flotta, facente parte del piano di modernizzazione delle Forze Armate per il periodo 2018-2027, che prende il nome di Gpv 2018-2027, vedeva un finanziamento di 2600 miliardi di rubli per la Voenno-Morskoj Flot per lo sviluppo principalmente della sua componente sottomarina e per le unità di superficie minori (corvette e fregate) con le uniche eccezioni rappresentate, appunto dai progetti delle Super Gorshkov e dei Lider, ora abbandonati.

Dopo aver visto una diminuzione dei fondi rispetto al piano precedente, il Gpv-2020, che destinava alla Vmf 4700 miliardi di rubli, il Cremlino ha dovuto ritoccare ulteriormente le risorse destinate alla cantieristica navale a causa della crisi finanziaria in atto. Il costo di un singolo cacciatorpediniere della classe Lider sarebbe stato, infatti, di circa 100 miliardi di rubli, ritenuto essere da Mosca troppo alto già nel passato recente quando il progetto era stato “messo in attesa”. Ora con l’annuncio dei cantieri Severnoye sembra che queste unità, insieme alle Super Gorshkov, siano state del tutto archiviate, almeno per il momento: non è infatti esclusa la possibilità che entrambi i progetti vengano riesumati in futuro, ma la cantieristica navale russa ha dei tempi molto più lunghi e richiede la formazione di manodopera specializzata che l’interruzione di tali costruzioni navali di ultima generazione potrebbe avere compromesso.

La stessa sorte dei cantieri navali Severnoye sembra appesa a un filo proprio a causa di queste cancellazioni: i cantieri dipendono infatti strettamente dagli ordini del governo russo, e l’eliminazione dei due importanti progetti, potrebbe avere serie conseguenze, almeno nell’immediato futuro, come la stessa compagnia ha reso noto ad Interfax quando ha affermato che i tagli “non consentono di contare su una stabile situazione economica e finanziaria”.

Mosca deve ancora una volta razionalizzare le risorse e ha deciso di indirizzarle verso altri settori della sua Flotta. L’incrociatore classe Kirov Pyotr Velikiy, nave ammiraglia della Flotta Nord, ed i due della classe Slava, il Varyag e il Moskva, andranno in cantiere per refit e modernizzazione: il Cremlino quindi deve aver giudicato meno dispendioso effettuare i miglioramenti sulle sue vecchie unità eredità dell’Unione Sovietica che costruirne di nuove anche se i continui ritardi accumulati nel corso della modernizzazione del secondo Kirov rimasto in linea, l’Admiral Nakhimov, potrebbe ritardare di molto l’ingresso in cantiere del Pyotr Velikiy.

Del resto la cantieristica navale russa è stata pesantemente colpita dalle sanzioni e della implicazioni della crisi ucraina: ancora oggi nei cantieri navali russi le ore/uomo di lavoro per tonnellata di naviglio prodotta sono 3 volte quelle necessarie in un cantiere occidentale, effetto della scarsa modernizzazione e soprattutto della situazione economica e geopolitica. Dall’Ucraina, infatti, arrivavano componenti essenziali per i cantieri russi: basti pensare che per sostituire i prodotti importati da Kiev il Ministero delle Finanze russo aveva stimato una spesa di circa 50 miliardi di rubli, pari a circa 1,4 miliardi di dollari. Cifra che aumenta vertiginosamente a 4,5 miliardi di dollari se si considerano le spese globali per acquistare i sostituti russi dei prodotti ucraini ed europei bloccati dalle sanzioni.

Questa insufficienza di materiali e tecnologie porta con sé, oltre a immaginabili ritardi nelle consegne che non sono stati tamponati nemmeno dall’acquisizione dei cantieri della Crimea – dediti a costruire vascelli di piccolo tonnellaggio – dei problemi di affidabilità che sono risultati evidenti in tutta la loro gravità durante le operazioni effettuate in Mediterraneo Orientale a sostegno della campagna di Siria: la portaerei Kuznetsov ha dimostrato tutti i suoi limiti non solo di ordine meccanico ma anche a livello della stessa capacità della Marina Russa di operare con i velivoli imbarcati ad ala fissa, acquisita praticamente solo di recente. A discolpa bisogna dire che nessuna forza aerea navale imbarcata nasce senza problemi e che se altre marine oggi sono in grado di utilizzare questo strumento in modo efficiente è solo perché hanno alle spalle una lunga tradizione in questo senso, cosa che manca alla Russia.

Mosca deve quindi puntare principalmente sulla sua flotta subacquea, che tradizionalmente ha rappresentato la spina dorsale della Flotta. Nel Gpv resta la costruzione di sottomarini nucleari classe Yasen-M e dei Lada a propulsione diesel-elettrica. Comunque secondo fonti riportate da Jane’s la Marina Russa dovrebbe ricevere almeno sei delle fregate classe Admiral Gorshkov entro il 2027.

Sicuramente i programmi per la Marina che non saranno abbandonati saranno quelli missilistici. La Russia, grazie all’esperienza fatta con i Kalibr, si concentrerà sullo sviluppo di nuove armi come il missile ipersonico Zirkon e sul miglioramento di quelle già in servizio: proprio il Kalibr ha infatti dimostrato come una piccola unità navale, una fregata ma anche una corvetta, possa avere un sistema missilistico standoff antinave e da attacco terrestre molto efficiente in grado di rappresentare una seria minaccia per la Nato e gli Stati Uniti. Da questo punto di vista la Siria è stata ancora il campo di prova per le armi russe quando missili di questo tipo hanno colpito obiettivi dell’Is partendo da corvette della classe Buyan in navigazione nel Mar Caspio.