La Corea del Sud fa saltare il rinnovo degli accordi sulla Sicurezza ed Intelligence denominato Gsomia, all’interno del proprio asse con Giappone e Stati Uniti. Le motivazioni formali fanno riferimento alle nuove condizioni sulle restrizioni economiche varate dai nipponici, dichiarando che tali accordi “non sono più in linea con l’interesse nazionale”.

La Guerra fredda Usa – Russia in Corea

Il 9 agosto 1945, in conseguenza della Conferenza di Jalta, l’Unione sovietica invase la Corea dopo aver dichiarato guerra al Giappone. Le forze statunitensi chiesero alla Russia di fermare l’avanzata al 38° parallelo Nord per insediarsi nella parte Sud che comprendeva anche la capitale Seul. Il 24 agosto l’Armata Rossa stabilì a Pyongyang un governo militare, mentre l’8 Settembre le forze americane s’insediarono nella zona meridionale, creando di fatto una penisola spaccata in due blocchi. Nella parte sovietica, l’attuale Corea del Nord, la politica dominante era sostenuta da Kim Il-Sung, già in servizio militare dal 1941 sotto l’esercito russo, mentre nella parte Sud dall’anticomunista Rhee Seungman, primo presidente della Corea del Sud. Entrambi i blocchi sostenevano le proprie politiche, tanto che gli Stati Uniti chiesero alle Nazioni unite d’intervenire, il che portò alla formazione della Commissione temporanea Onu sulla Corea, chiamata Untocok, nel 1947. Tale azione comportò il formale abbandono del territorio da entrambi i blocchi. Le truppe sovietiche lasciarono la parte Nord il 10 dicembre 1948, mentre le forze americane l’anno successivo rimanendo ad addestrare i militari sudcoreani. Di lì le guerre d’intelligence tra le parti per il monitoraggio dei territori.

Rok e Gsomia Agreement

Nella politica di difesa della zona Sud della Corea, che vedeva l’asse Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti, furono firmati patti sulla condivisione d’intelligence per la tutela della sicurezza e degli interessi economici (Mutual Defense). Il primo di quali fu il Republic of Korea Agreement. Il sistema di classificazione di suddetto accordo divide i segreti militari in tre livelli: primo livello – basso pericolo-; secondo livello – medio pericolo e terzo livello, alto pericolo.

Una delle problematiche che ha innescato l’attuale abbandono dei patti d’intelligence da parte della Corea del Sud potrebbe essere proprio dettata dalla diversa classificazione dei livelli di segretezza condivisa tra Seul e Tokyo. Infatti, tali differenze creerebbero degli svantaggi strategici e di riflesso economici per i sudcoreani, in quanto il Giappone già usufruisce di altri tipi d’informazioni sulla sicurezza, perché direttamente assistito dagli Usa. La linea operativa del sistema Rok si è concentrata sullo sviluppo e competenze in termini di segnale radar, immagini, intelligenza vocale, sistemi Gps. Ma i nuovi piani nucleari della Corea del Nord, atti a destabilizzare il patto trilaterale Rok, hanno portato al Mou e al Gsomia. Il primo si riferisce solo ad armi nucleari e missili, mentre il secondo si estende a qualsiasi minaccia da parte nordcoreana. Il Mou, Memorandum of Understanding, fu firmato tra vice ministri, non tra i governi, il che comporta una formula contrattuale non giuridicamente vincolante. Questo memorandum limita e stabilisce che la Corea e il Giappone devono condividere le informazioni d’intelligence militare attraverso gli Stati Uniti, invece di poter cooperare direttamente. Uno degli obiettivi dello Gsomia è l’introduzione di quattro satelliti radar ad apertura sintetica (Sar) e un satellite a infrarossi ottici, prefissato per il 2022.

Tali accordi hanno già fornito importanti informazioni sulla base sottomarina della Corea del Nord, sulla base missilistica, sulla balistica, su missili balistici sottomarino-terrestri, detti anche (Slbm, Submarine-launched ballistic missile), tutti dati raccolti dai cinque satelliti da ricognizione del Giappone. Inoltre, coordinate, informazioni e manovre sui 24 sottomarini elettrici diesel classe Romeo e sui sottomarini di classe Sang-O, ( dotati di 19 postazioni per equipaggio e destinati ad operazioni d’infiltrazioni ed assalto zone costiere).

Asia-Pacifico con il sistema “Hub-and-Spokes”

L’armamento dell’interdipendenze e delle Hub si rivela il nodo centrale della politica estera statunitense anche nel Pacifico. Infatti, l’altra proiezione di tale armamento lo si riscontra anche nell’articolo 6 e 9 dello Gsomia. Gli stessi, secondo i principi in materia di protezione dell’intelligence, decretano che nessuno dei due paesi è autorizzato a divulgare o fornire informazioni relative a entrambe le parti, a governi, a persona fisica, ad aziende, a organizzazioni o istituzioni di un paese terzo e che tali informazioni non potranno essere utilizzate per scopi diversi dalla condivisione interna.

L’articolo 9 decreta che tutte le informazioni d’interscambio dovranno essere limitate solo alla comunicazione intergovernativa, per cui alcuni credono che queste limitazioni fossero strette, oggi, al governo sudcoreano. Si suppone, altresì, che la costituzione di tali strategie statunitensi siano state attuate più per il contenimento dei sistemi di controinformazione cinesi, che per fronteggiare le minacce nordcoreane. In effetti, la Repubblica popolare di Pechino teme da tempo l’assedio dell’armamento statunitense Hub and Spokes, in quanto, prima del Rok, sei paesi hanno già firmato Gsomia con il Giappone, ovvero ,Gran Bretagna, Italia, Australia, Francia, India e Stati Uniti.