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La Corea del Nord ha lanciato il missile balistico intercontinentale Hwasong-15. L’annuncio è stato dato dalla tv di Stato del Paese poche ore dopo il lancio avvenuto da Sain Ni. In base alla telemetria disponibile, il nuovo ICBM ha coperto una distanza di 950 chilometri, raggiungendo un’altitudine massima di 4.475 chilometri. Il missile ha volato per circa 50 minuti prima di precipitare nella zona economica esclusiva del Giappone. Il NORAD, North American Aerospace Defense Command, conferma che il missile non ha mai rappresentato una minaccia per gli Stati Uniti ed i suoi alleati. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato informato mentre il missile era ancora in volo. Smentite le iniziali stime del Giappone che collocavano l’altitudine del missile inferiore ai 4000 km. L’ultimo test della Corea del Nord risaliva al 15 settembre scorso, quando ad essere lanciato fu un missile balistico intermedio KN-17. Per l’anno in corso, Pyongyang ha lanciato 23 missili in sedici test confermati.

I dati di volo del Hwasong-15

Il Hwasong-15 è probabilmente il missile più potente mai testato dalla Corea del Nord. L’esempio della Stazione Spaziale Internazionale è utile per capire i progressi di Pyongyang che sono senza dubbio costanti. Il Hwasong-15 ha raggiunto un’altitudine di 4.500 chilometri: la Stazione Spaziale Internazionale si trova a circa 250 miglia sopra la Terra. Lanciato volutamente ad angolo ripido, l’HS-15 ha dimostrato migliori capacità rispetto ai precedenti sistema d’arma testati. In base all’attuale telemetria, se il Hwasong-15 venisse lanciato su una traiettoria standard avrebbe un raggio di oltre ottomila miglia. Una portata utile cioè per raggiungere Washington e qualsiasi parte degli Stati Uniti continentali. Tuttavia sia la miniaturizzazione delle testate che il ciclo di rientro non sono state ancora dimostrate. Secondo Pyongyang, il missile “può essere armato con una testata nucleare super-pesante in grado di colpire l’intero continente americano”. Il leader Kim Jong Un ha dichiarato con orgoglio che “la Corea del Nord ha raggiunto il suo obiettivo di diventare una potenza missilistica a difesa della sovranità ed integrità territoriale del paese”.

Il ciclo missilistico

Il ciclo missilistico è diviso in tre fasi: spinta, manovra nello spazio e terminale. Un missile balistico intercontinentale dopo la fase di propulsione e spinta, raggiunge l’orbita terrestre per rilasciare il veicolo di rientro principale, la punta del missile. Quest’ultima, una volta posizionata tramite navigazione inerziale, rilascia le testate che colpiscono gli obiettivi rientrando dall’atmosfera terrestre. Oltre alla gittata massima, un missile deve anche essere in grado di trasportare una testata, sopravvivere al rientro nell’atmosfera e colpire un bersaglio con precisione. Il processo prevede la schermatura della testata dalle alte temperature generate dal rientro nell’atmosfera terrestre ad una velocità di 7 km al secondo. La miniaturizzazione non è mai stata verificata in modo indipendente dall’Occidente e non vi è alcuna prova della standardizzazione delle testate nucleari per il trasporto su vettori intercontinentali come il KN-08.

L’evoluzione della tecnologia MRV

La tecnologia Multiple reentry vehicle, Mrv, si basa sulla capacità di conferire ai missili balistici un maggiore letalità, pur mantenendone invariato il numero. Le testate Mrv conferiscono al missile la capacità di colpire con diversi vettori un singolo bersaglio. Il concetto si è poi evoluto nelle testate Mirv o Multiple independently targetable reentry vehicle. Le testate Mirv, a differenza delle Mrv, colpiscono diversi bersagli invece di massimizzare la loro efficacia su un solo obiettivo. Le testate Marv o Maneuverable reentry vehicle, infine, rappresentano l’ultima evoluzione delle Mirv. Le Marv sono ritenute in grado modificare il proprio percorso in volo con brusche manovre così da ingannare i sistemi anti-balistici. Russia, Cina e Stati Uniti continuano lo sviluppo delle testate Marv, anche se quasi tutti gli sforzi sono ormai concentrati negli asset ipersonici. Le piattaforme ipersoniche, che entreranno in servizio tra 10/15 anni, riscriveranno il modo stesso di concepire una difesa antimissile. La Corea del Nord entro il prossimo anno potrebbe essere in grado di armare i propri Icbm con una singola testata nucleare.

Il missile HS-15, evoluzione dell’HS-14?

Il missile Hwasong-15 potrebbe essere un aggiornamento evolutivo dell’ICBM HS-14. La pausa tattica imposta da settembre potrebbe essersi resa necessaria per ottimizzare i disegni precedenti, con la possibile implementazione di un terzo stadio a combustibile solido nei disegni originali. Se il Hwasong-15 fosse davvero l’evoluzione dell’HS-14, avrebbe pienamente senso.

Pyongyang ha lanciato il suo primo ICBM lo scorso quattro luglio. Il secondo test effettuato il 28 luglio è stato effettuato per dimostrare al mondo il potenziale raggio d’azione utile del missile Hwasong-14. Nel primo test il Hwasong 14 lanciato da Panghyon su piattaforma sganciata MAZKT79211, ha raggiunto un’altitudine di 2.500 chilometri (picco a 2802 Km secondo il Nord) percorrendo una distanza di 930 chilometri prima di schiantarsi nel Mare del Giappone all’interno della zona economica esclusiva di Tokyo. Il tempo di volo confermato è stato di 40 minuti circa. Ciò significa che ad una traiettoria balistica ottimizzata, il Hwasong-14 potrebbe volare per 7.000 km. Tali dati, collocarono la maggior parte dell’Alaska o le Hawaii (dipende dalla traiettoria impostata) nel potenziale raggio utile del missile di Pyongyang. E’ ritenuto il primo missile nordcoreano potenzialmente in grado di raggiungere l’America del Nord.

Nel secondo test il Hwasong 14 avrebbe volato per 45 minuti, cinque minuti in più del precedente, raggiungendo un’altitudine stimata di 3.700 km per una distanza di circa 1.000 chilometri. Confermata la traiettoria alta che ha limitato il possibile raggio operativo del missile che si è poi schiantato ad ovest dell’isola di Hokkaido. Per STRATCOM si trattava di un missile balistico intercontinentale lanciato dalla remota provincia di Jagang. Confrontando i dati della massima altitudine riportata ed il tempo di volo, il missile avrebbe potuto colpire potenzialmente obiettivi ad una distanza stimata di oltre diecimila km. Entro tale raggio e calcolando le variabili come la dimensione ed il peso del carico utile trasportato, si trovano Los Angeles, Denver e Chicago.

Il Hwasong-14

Il Hwasong-14 è una versione a due stadi del missile balistico Hwasong-12 a livello intermedio (IRBM), che la Corea del Nord ha lanciato per la prima volta lo scorso maggio scorso. Il sistema Hwasong-12 è un missile a due stadi a propellente liquido. Il punto sui lanciatori è fondamentale. I lanci precedenti confermano che i razzi a singolo stadio a combustibile liquido della Corea del Nord hanno un tasso di successo pari all’80%. I razzi a due stadi con autonomia di diecimila km (quindi con meccanismo di separazione), hanno raggiunto un tasso di successo pari al 60%. I razzi a tre stadi (dodicimila km), infine, hanno una percentuale di successo inferiore al 40%.

Il primo stadio del missile Hwasong-14 sembrerebbe essere identico alla versione IRBM, con quattro propulsori Vernier per la stabilità e la guida chiaramente visibili dalle foto ufficiali diramate dal regime. Scarse le informazioni sul secondo stadio, ma i retrorazzi sui due moduli identificati durante il primo test, confermano i progressi significativi della Corea del Nord nella tecnologia ICBM. I precedenti missili erano propulsi da una coppia di motori a razzo in tandem. Configurazione diversa per il Hwasong-14. Cambiare il sistema di propulsione in un missile balistico è un’operazione importante. Richiede una significativa modifica delle strutture e dei software missilistici. Il risultato, in molti casi, equivale ad un nuovo missile. Il successo dei due test conferma un design robusto.

Da rilevare che oltre alla gittata massima, un missile deve anche essere in grado di trasportare una testata, sopravvivere al rientro nell’atmosfera e colpire un bersaglio con precisione. Solo perché i la Corea del Nord afferma di colpire una città americana non significa che potrebbe farlo (e sarebbe comunque un suicidio). Gli asset del Nord sono destinati alla dissuasione nei confronti di qualsiasi cambio di regime da parte degli Stati Uniti.

Cosa vuole la Corea del Nord

La dinastia Kim chiede il rispetto internazionale e cerca, soprattutto, di sopravvivere. Il rispetto internazionale (come avvenuto con il Pakistan ad esempio) si basa sul riconoscimento a potenza nucleare così da reimpostare le relazioni con i diretti antagonisti come la Corea del Sud e gli Stati Uniti. Il graduale aumento della pressione militare sul regime nordcoreano per ottenere un risultato politico, nella speranza che non precipiti in un conflitto reale, è un elemento debole e pericoloso per la politica degli Stati Uniti. Kim Jong-un non intende dichiarare guerra agli Stati Uniti, ma spera di impedire a Washington un attacco preventivo a protezione della dinastia regnante.

Otto giorni fa la Corea del Nord è stata reinserita dopo nove anni nella blacklist degli Stati che Washington considera come sponsor del terrorismo. La designazione consente agli Stati Uniti di imporre maggiori sanzioni.

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