La Corea del Nord e i preparativi per la guerra: la mossa di Kim che alza la tensione

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Kim Jong Un ha ordinato un importante avvicendamento al vertice dell’esercito della Corea del Nord, licenziando il capo di stato maggiore delle forze armate nazionali, Pak Su Il, e sostituendolo con il vice maresciallo Ri Yong Gil, appena sette mesi dopo avergli conferito l’incarico. Nella stessa riunione della Commissione militare centrale, ovvero l’organo che si occupa delle questioni militari nordcoreani e che Kim presiede, il Grande Leader ha inoltre chiesto ai militari di intensificare i preparativi di guerra “in maniera decisa”.

Un traguardo da raggiungere, ad esempio, aumentando la produzione di armi e conducendo un numero ancora più grande di esercitazioni. Che Pyongyang stia tentando l’ennesimo bluff per attirare l’attenzione della comunità internazionale? Ipotesi da non escludere. Anche se questa volta Kim ha dato la sensazione di fare sul serio. Intanto perché il leader nordcoreano ha promosso il generale Ri Yong Gil al posto di Pak. E poi perché, con una sigaretta in mano, ha parlato ai partecipanti dell’incontro militare evocando “grandi azioni militari” contro la Corea del Sud.

La Korean Central News Agency, l’agenzia del Nord, ha sottolineato come l’ordine del giorno della riunione sia arrivato pochi giorni dopo l’ispezione da parte di Kim in alcune fabbriche di armi del Paese. È probabile che il presidentissimo non fosse soddisfatto di qualcosa, e da lí potrebbe esser derivata la sua doppia, drastica, scelta. I punti focali del discorso Kim, entrambi destinati alle alte sfere dell’esercito, stando ai resoconti ufficiali sarebbero due: “Dedicarsi a preparativi completi per la guerra” e “garantire la perfetta prontezza militare per una guerra”. La notizia ha destato particolare preoccupazione in Asia, dove Corea del Sud e Giappone, alleati Usa nella regione, stanno monitorando le mosse di Kim con grande attenzione.

La vicenda è inoltre arrivata in un momento particolare: mentre Seoul e Washington si preparano per tenere importanti esercitazioni congiunte alla fine di questo mese. Le stesse che il Nord considera prove per un’invasione. E per le quali ha ripetutamente avvertito che potrebbe innescare un’azione “travolgente”. Non sappiamo quando, quale e in che termini, ma la minaccia è arrivata forte e chiara tra i corridoi della Casa Bianca. 

La riunione e il licenziamento 

Durante la riunione, Kim ha licenziato il capo di stato maggiore Pak Su Il, sostituendolo con il vice maresciallo Ri Yong Gil, che in passato aveva servito come ministro della Difesa, come comandante delle forze convenzionali e come capo di stato maggiore dell’esercito. Nel 2016, il licenziamento di Ri dalla carica di capo di Stato maggiore e la sua assenza pubblica avevano alimentato voci di una sua esecuzione, rivelatesi poi infondate (come spesso accade quando vengono scritte notizie sulla Corea del Nord).

Pak potrebbe essere stato licenziato “perché non ha dimostrato una competenza sufficiente nel campo delle operazioni militari”, ha spiegato al Japan Times Cheong Seong-chang, ricercatore presso l’Istituto Sejong. “Kim Jong Un ha mostrato la tendenza a sostituire rapidamente i funzionari se giudicati privi della capacità di controllare e svolgere i loro compiti”, ha aggiunto l’esperto. Per quanto riguarda la modifica specifica, Ri potrebbe essere stata ritenuta la “persona più adatta” per sostituire Pak, poiché in precedenza aveva già ricoperto tale posizione. 

Le richieste di Kim

Kim ha inoltre chiesto a “tutti gli stabilimenti industriali di munizioni di andare avanti con la produzione di massa di varie armi e attrezzature”, hanno fatto sapere i media nordcoreani. Il leader di Pyongyang ha anche chiesto ai suoi militari di condurre esercitazioni di guerra reali per testare in modo efficiente le ultime armi e attrezzature appena sfornate (forse anche i droni mostrati a Sergej Shoigu). Il quotidiano nordcoreano Rodong Sinmun ha diffuso alcune immagini emblematiche. Mostrano Kim davanti a quella che sembrerebbe essere una mappa di Seoul.

Nelle foto, la cartina era volutamente sfocata ma i luoghi indicati dal presidente del Nord dovrebbero coincidere con la regione metropolitana che circonda la capitale sudcoreana di Seoul, dove vive la metà dei 51 milioni di persone della Corea del Sud, e un’area intorno alla città centrale di Daejeon, la posizione del quartier generale dell’esercito sudcoreano. Lee Sung Joon, portavoce del Joint Chiefs of Staff della Corea del Sud, ha dichiarato che le autorità di intelligence statunitensi e sudcoreane stanno osservando Pyongyang con attenzione. I due blocchi, insomma, si studiano a vicenda. Nessuno dà però l’impressione di capire l’altro.