Non lontano da San Pietroburgo, una stazione radio fantasma chiamata Uvb -76 e conosciuta dall’occidente come “the buzzer” e dai russi come “žužžalka”, continua a trasmettere su frequenze ad onda corta 4.625 kHz e 6.998 kHz. Il callsign o identificativo di tale segnale è detto MDZhB o ZhUOZ, la sua frequenza è costante e composta da un suono di sirena sordo ripetuto con cadenza tra le 21 e 34 volte. Un suono che non sembra essere un loop pre-registrato e che ha una
durata di 1,2 secondi, intervallato da pause di 1 – 1,3 secondi. Il suono, una o due volte la settimana, viene interrotto da voci che
elencano una serie di nomi come: “Olga, Mikhail, Tatiana, Lenin, Racheta, monolite”, per poi continuare la sua routine, ininterrotta da quasi 40 anni. Sebbene alcuna presenza è stata confermata al funzionamento della radio, differenti interpretazioni fanno pensare ad un molteplice uso di tale stazione. La prima di queste teorie fa riferimento ad un canale aperto fruibile dalle cellule dormienti dell’intelligence ed un sistema criptato di connessione per i sottomarini, la seconda invece ad impulsi inviati alla ionosfera comprensivi di comunicazioni riservate a forme extraterrestri. Infine, ma secondo molti la più plausibile, si tratterebbe di un programma strategico di difesa denominato “dead hand”, ovvero la mano morta.
Dead Hand ed il “Sistema Perimeter”
Tale teoria chiama in causa un sistema operativo dotato di un codice
Grau che adotta la cosiddetta “fail-deadly”, ovvero una strategia di deterrenza e risposta nucleare atta alla mutua distruzione qualora i sensori rilevassero un attacco al suolo russo. Una risposta “automatica” pronta ad innescare missili balistici intercontinentali mediante un comando pre-impostato abile ad attivare tutti i presidi strategici militari delle forze armate russe.
Il Dead Hand è inquadrato in russo come “Sistema Perimeter”, esso è organizzato come strumento di back-up,
qualora il sistema di comando Kazbek
collassasse o fosse stato attaccato insieme alle altre unità strategiche di difesa missilistiche. Il suo funzionamento consiste nell’invio di un missile pilota detto “15P011”, dotato di testata 15B99 istruita all’apertura delle basi di lancio ed alle loro attivazioni. Perimeter è armato con il codice GRAU-15E601. Il termine Grau indica la “Direzione Generale dei missili e dell’artiglieria del Ministero della Difesa russa”, essa ha la competenza di assegnare gli “indici o codici” di armamento alle munizioni dell’esercito.Come comunicano i segnali?
La scrittura criptica che mette in comunicazione la fonte dei segnali con le unità militari periferiche è detto monolita, (монолит). Il fine dell’invio è testare la reazione all’emissione del codice, per valutare i tempi di reazione di una eventuale mobilitazione delle forze armate. I monoliti esprimono un comando attraverso parole e cambiano il loro significato nel tempo anche utilizzando la stessa espressione, differentemente accade per i sistemi di sicurezza come Srv, Fsb e Gru, che invece adottano un codice numerico proprio per non confondersi con altre tipologie di operazioni. Secondo da quanto si evinca invece nel “Manuale della Comunicazione Radio per le forze armate dell’Urss”, sembrerebbe che le informazioni venissero scisse in classi di priorità ed una volta recepite, esse erano stampante con colori identificativi che ne indicavano l’urgenza. La trasmissione avveniva in modalità aperta ed in forma abbreviata. Attualmente, proprio nella stessa forma e modalità, questa tipologia di segnali e codici – per esempio i colori – sembra diffondersi nell’etere dando quasi l’idea di provenire da un’altra dimensione.
Il mistero sopravvive tra realtà e leggenda
Ma sebbene tutto resti ancora avvolto nel mistero, destando l’interesse di media internazionali come anche la Bbc, le frequenze della radio fantasma continuano a trasmettere senza che alcuna evidenza possa confermare il coinvolgimento di un’attività militare ufficiale. Anche se, in un’intervista rilasciata su Pravda.ru, l’ex Capo di Stato Maggiore delle forze russe, il generale Yesin, ha lasciato trapelare alcune preoccupazioni su un sistema di risposta automatica conosciuto come “Perimeter”, palesando vive perplessità sul ritiro degli Stati Uniti dal Trattato INF, che regola l’eliminazione dei missili a corto e medio raggio.