Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

ponti nell’immaginario collettivo rappresentano da sempre un simbolo di pace e dell’unione tra le nazioni. In Cina ce n’è uno allo studio che però potrebbe invece essere il segnale di una guerra imminente. È stato presentato dal governo della Repubblica popolare cinese dall’allora primo ministro Li Keqiang il 24 febbraio 2021, per una curiosa coincidenza esattamente un anno prima dello scoppio del conflitto in Ucraina. Nascosto tra le pagine del Piano Nazionale Generale della Rete di Trasporti è comparso il progetto di un’autostrada e di una linea sottomarina per treni ad alta velocità che dovrebbe collegare la città cinese di Fuzhou, nella provincia del Fujian, a Taipei. L’infrastruttura prevista taglierebbe così lo stretto di Taiwan e sarebbe lunga non meno di 130 chilometri, un’impresa titanica che è stata confermata dalle autorità di Pechino nel luglio 2022 ed è stata definita dal quotidiano governativo Global Times come un’opera che “porterà il popolo di Taiwan fuori dalla povertà”.  

La data prevista per la fine dei lavori di costruzione del super-ponte è il 2035, un’indicazione temporale che per molti analisti farebbe pensare ad una più ravvicinata riunificazione della provincia ribelle con la Cina continentale. Sarebbe infatti impensabile immaginare il via libera da parte del governo dell’isola ad un’opera che potrebbe essere utilizzata dai militari dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese (Pla) per il trasporto di truppe ed armamenti. Taipei ha già commentato il piano cinese come un “racconto di science fiction” ma, dietro lo scherno, è palpabile la preoccupazione per le intenzioni di Pechino. 

Non è la prima volta che il presidente Xi Jinping ricorre alla costruzione di infrastrutture per rafforzare la sua visione di un paese pronto a scalzare gli Stati Uniti dal podio delle superpotenze. Nel dicembre 2020 sono terminati i lavori del ponte di 16 chilometri che unisce la Cina a Pingtan, una piccola isola nello stretto di Taiwan. Nel 2018 Xi ha presieduto inoltre all’inaugurazione di uno dei collegamenti stradali e ferroviari tra i più lunghi al mondo che unisce Hong Kong e Macao alla terraferma. Appena un anno e mezzo dopo la sua inaugurazione la Cina ha imposto all’ex colonia britannica una legge sulla sicurezza che ha sancito il pieno controllo di Pechino sulla regione amministrativa speciale.  

Il valore emblematico dei ponti è evidente anche nel conflitto in corso in Ucraina. Il ponte di Kerch che unisce la Crimea alla Russia è stato inaugurato dal presidente Vladimir Putin nel 2018, quattro anni dopo l’occupazione della penisola. I continui attacchi, l’ultimo appena qualche giorno fa, mostrano quanto esso sia considerato dagli ucraini un odiato simbolo dell’occupazione russa.   

Dal suo arrivo al potere Xi Jinping ha più volte ribadito che la questione di Taiwan “non può essere passata da una generazione all’altra” lasciando intendere che durante il suo mandato il problema relativo allo status dell’isola di Formosa dovrà essere risolto una volta per tutte. Per Xi questo sarebbe un modo per completare la sua eredità politica, prendere il posto tra i padri della Cina contemporanea accanto a Mao Zedong e Deng Xiaoping e chiudere il lungo capitolo delle umiliazioni subite per mano delle potenze occidentali. Che il tutto debba avvenire il prima possibile è confermato dalle stime dell’intelligence americana secondo cui il leader cinese avrebbe dato l’ordine ai vertici militari di prepararsi all’annessione dell’isola entro il 2027.

Joseph Wu, ministro degli esteri di Taiwan, concorda sulla previsione fatta dagli 007 di Washington ma per il generale dell’aeronautica Usa Mike Minihan il conflitto potrebbe essere ancora più vicino e i bombardamenti potrebbero cominciare prima della fine del 2025. Le elezioni previste a Taipei ad inizio anno prossimo e una possibile vittoria del Kuomintang, adesso all’opposizione e con posizioni più concilianti nei confronti di Pechino, saranno determinanti per capire se il ponte che i cinesi vogliono costruire sarà il suggello di una pace fredda o di una caldissima guerra. 

Foto in copertina: ponte di Pingtan in Cina.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto