La Cina sta dando una “seconda vita” ai carri armati di vecchia generazione sovietici convertendoli in veicoli autonomi governabili in remoto.

I vecchi tank medi Type 59 del People’s Liberation Army  – copia del carro armato sovietico T-54/55 – che entrò nella fila dell’esercito cinese nel 1959 verranno dotati di tecnologie di ultima generazione per  comporre divisione di motorizzate “autonome” governabili da terminali in remoto: questo darà una nuova vita ai vecchi veicoli corazzati da 40 tonnellate di 9 metri con corazze decisamente vulnerabili ai  sabot che altrimenti andrebbero considerati del tutto obsoleti in uno scontro terrestre. Privi d’equipaggio (4 uomini: capocarro, pilota, cannoniere e servente/radiofonista), questi antiquati carri armati potranno comunque rendersi utili, annullando le perdite umane e scontrandosi contro forze terrestri che non schierino mezzi di ultima generazione.

Come gli Ugv – unmanned ground vehicle – elaborati da Russia e Stati Uniti, i tank cinesi verrano pilotati con l’ausilio di videocamere che permetteranno agli operatori di condurre il carro armato in remoto sul campo di battaglia attraverso il joystick del terminale, individuando i bersagli e ingaggiandoli con i pezzi d’artiglieria da 105 mm montati dal Type 59.

Già dotati di corazze reattive negli ultimi aggiornamenti adoperati dal Pla, l’ulteriore aggiornamento consentirà a queste divisioni corazzate “autonome” una maggiore autonomia. Un problema che potrebbe riscontrarsi nel progetto cinese però, è proprio quello di ricaricare il pezzo da 105 mm che monta il carro armato, cui si dovrà ovviare con sistemi automatizza “autoloader” dei quali ancora non si hanno notizie. In assenza di questo sistema i Type 59 “robotici” resterebbero soltanto degli ottimi mezzi per esercitazione: bersagli per munizionamento anticarro o per simulazioni di manovre terrestri.

Un altro mezzo corazzato al centro del programma di riconversione per il pilotaggio in remoto dall’Esercito Popolare di Liberazione cinese è l’armoured personnel carrier Type 63. Entrato in servizio negli anni ’60 in diverse varianti che comprendono unità cingolate da ricognizione, ospedale, e anticarro, anche questa classe di mezzi è stato modificata per essere condotta in remoto da terminale, dotata di sensori frontali,  videocamere, sistema Lidar –Laser Imaging Detection and Ranging – e radar per la navigazione. 

Secondo quando analizzato, dal 2014 ad oggi sono state divulgate diverse immagini di tank e mezzi corazzati dotati di sistemi Lidar, che hanno confermato la ricerca condotta da Pechino che intende sviluppare come le altre potenze un piccolo esercito robotizzato da poter schierare nei conflitti terrestri. Nonostante il carro armato robot Type-59 sia da considerarsi per ora un mezzo “non combattente”, è solo questione di tempo prima che l’esercito cinese possegga, come le altre super potenze, una gamma di veicoli Uvg armati.