La geopolitica della corsa allo spazio
LEGGI IL MAGAZINE IN INGLESE

La guerra in Ucraina è anche una guerra combattuta lungo il corso dei fiumi. Nelle prime settimane di conflitto, a rappresentare la chiave per comprendere i limiti dell’avanzata russa era il Dnepr, che scorre dividendo quasi a metà il territorio ucraino bagnando anche la capitale Kiev. Poi, dopo che l’assedio a Kiev è terminato e allontanato l’assedio da Zaporizhzhya e Dnipro, la linea del nuovo “Piave”, come l’hanno definito Guido Olimpio e Andrea Marinelli sul Corriere della Sera, è diventata quella del Siverskyi Donets, il principale corso d’acqua del Donbass. Qui, dove nei mesi si sono combattuti diversi scontri tra le forze ucraine e quelle russe, si gioca una partita fondamentale. Il fiume, che dall’area di Belgorod in Russia scorre per l’Ucraina orientale fino a riversarsi nel Mar Nero una volta rientrato in Russia, è un limite naturalmente che sembra disegnare una vera e propria area strategica. I russi vogliono il pieno controllo della regione a est del fiume. A ovest, gli ucraini combattono strenuamente, sapendo che quello deve essere il limite estremo di qualsiasi avanzata di Mosca.

Per il Cremlino, il Siverskyi Donets è un ritorno al passato. Quel fiume ha sempre rappresentato qualcosa di più di un semplice corso d’acqua, diventando per molti secoli una barriera alle scorrerie dei cosacchi e di qualsiasi nemico provasse a penetrare da sud una volta conquistata la Crimea e dato vita alla Nuova Russia. Nell’Unione Sovietica, scrivono gli storici, il fiume era diventato invece non più uno strumento difensivo contro le forze nemiche ma un prezioso aiuto per l’industria del Donbass. Lì, nel cuore pulsante dell’economia sovietica, l’acqua del fiume serviva a rifornire siti siderurgici, centrali elettriche, industrie di vario tipo e coltivazioni. Un elemento essenziale per tutta la regione, al punto da essere considerato tale anche durante le prime fasi della grande battaglia per il Donbass iniziata nel 2014. La stessa Osce, l’Organizzazione che ha avuto i mano il monitoraggio del conflitto tra le due parti, ha fatto uno studio tecnico sull’importanza del bacino idrico del Siverskyi Donets e l’impatto della guerra su di esso.

Oggi, questo corso d’acqua è diventato una delle grandi chiavi di lettura per comprendere il destino del conflitto. L’operazione militare speciale di Vladimir Putin, infatti, si trova nel pieno della cosiddetta “fase due”, cioè il consolidamento delle posizioni nelle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk. Il Siverskyi Donets, per ovvi motivi, non può dunque che essere considerato elemento imprescindibile per questa graduale messa in sicurezza delle regioni filorusse. Lo ha capito anche l’intelligence britannica, che nel solito report quotidiano sull’avanzata russa in Ucraina, ha detto che “il settore centrale, lungo 90 km, della prima linea russa nel Donbass si trova a ovest del fiume Siverskyy Donets e, nei prossimi mesi, le operazioni per attraversare il fiume saranno probabilmente tra i fattori determinanti più importanti nel corso della guerra”.

Secondo la Difesa di Londra, “per raggiungere il successo nell’attuale fase operativa della sua offensiva nel Donbass, la Russia dovrà completare ambiziose azioni di attraversamento del fiume sotto il fuoco nemico”. Nei giorni precedenti, l’allarme era stato lanciato anche dal governatore ucraino di Donetsk, Pavlo Kyrylenko, che in una diretta sui canali ucraini riportata da AdnKronos aveva parlato del “rischio che i russi cerchino di nuovo di attraversare il fiume Seversky Donets. Lo sappiamo e il comando delle forze armate sta adottando tutte le misure necessarie”. Mentre  il portavoce del ministero della Difesa ucraino, Oleksandr Motuzyanyk, aveva parlato poche ore prima del fatto che i comandi di Mosca cercassero punti deboli lungo le rive del Siverskyi Donets per rilanciare l’avanzata verso ovest. La feroce battaglia che si sta combattendo a Severodonetsk, bagnato da quel corso d’acqua vitale per la strategia russa e quella ucraina, conferma che il fiume è il centro di tutta la sfida per la vittoria in Donbass. Sfida che, come riportato da Ukrainska Pravda, il presidente Volodymyr Zelensky ritiene essenziale “per dare un’indicazione di chi dominerà (sul campo) nelle prossime settimane”.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.