SEO PER IL GIORNALISMO ENTRA NELLA NEWSROOM ACADEMY

Una vera e propria tregua nel Donbass è sempre più lontana. Nelle ultime ore, infatti, Kiev avrebbe dispiegato sulla linea di contatto, che divide le truppe ucraine dai miliziani separatisti, diverse unità dell’esercito ucraino reduci dal programma di addestramento della Nato.Per approfondire: Donbass, perché la tregua non reggeL’invio di rinforzi sulla linea di contatto da parte di Kiev, preoccupa la Russia, che teme che le manovre militari del governo ucraino siano preludio di una nuova offensiva verso le regioni separatiste del Donbass. Mosca è “preoccupata per il ridispiegamento delle unità ucraine addestrate dagli istruttori Nato”, ha dichiarato, infatti, l’ambasciatore russo presso l’Alleanza, Aleksandr Grushko, in un’intervista al quotidiano russo Kommersant. I programmi di assistenza della Nato in Ucraina, secondo l’ambasciatore russo, non aiutano a raggiungere una soluzione pacifica del conflitto, e in una fase di stallo nell’implementazione dei negoziati e dell’accordo sul cessate il fuoco raggiunto nel febbraio del 2015, “fanno il gioco del partito della guerra e fomentano la sensazione di una possibile vendetta militare tra le forze di Kiev”.L’escalation della violenza delle ultime settimane rischia di vanificare gli sforzi per l’applicazione degli accordi di Minsk. E il vice ministro degli Esteri di Mosca, Grigory Karasin, è convinto che “l’esercito ucraino stia preparando un’operazione militare”. Per il ministro ci sarebbero già “tutti i segnali” di una eventualità del genere. Una provocazione da parte di Kiev in questo senso sarà considerata “inammissibile” da Mosca, ha quindi scritto lo stesso Karasin in una nota consegnata agli ambasciatori di Francia e Germania in Russia. Azioni di questo tipo, fanno sapere, infatti, dal ministero degli esteri russo, sarebbero “in grado di annullare gli sforzi compiuti anche dal quartetto Normandia per risolvere la crisi”.

Come dimostrano anche le segnalazioni che arrivano dalla Missione di Monitoraggio Speciale dell’Osce in Ucraina, lo scenario militare sta prevaricando quello diplomatico in Donbass. Le misure contenute negli accordi di Minsk, dal rispetto del cessate il fuoco, al ritiro dell’artiglieria pesante dalla linea del fronte, dallo scambio di tutti i  prigionieri, alle riforme costituzionali da parte di Kiev, stentano ad essere implementate. Parallelamente, la situazione sul piano militare si è aggravata e la tregua è sempre più in forse, come dimostrano le violazioni del cessate il fuoco che raggiungono ogni giorno cifre record.Per approfondire: Sotto le bombe di KievAnche per questo motivo la situazione in Ucraina è stata uno dei temi al centro del  colloquio telefonico della giornata di giovedì tra il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, e il presidente russo Valdimir Putin, il quale ha sottolineato proprio l’importanza dell’adempimento degli accordi di Minsk da parte ucraina, creando un canale di dialogo diretto con le regioni separatiste di Donetsk e Lugansk al fine di garantire, attraverso le riforme e le elezioni, lo status speciale alle due regioni separatiste.
Per l’ambasciatore russo alla Nato, inoltre, l’attività dell’Alleanza in Europa orientale sta “offrendo alla Russia un’agenda provocatoria, alla quale Mosca non è interessata”. Nella stessa intervista a Kommersant, Grushko ha quindi espresso preoccupazione sul fatto che il percorso politico della Nato in Europa orientale sta assumendo i contorni di una vero e proprio piano militare al quale la Russia dovrà opporre “inevitabilmente politiche ostili”. Anche se, secondo quanto ha ribadito l’ambasciatore russo presso l’Alleanza Atlantica, non esiste nessuna “minaccia da Est”. La cancelliera tedesca Angela Merkel, alla vigilia del summit della Nato a Varsavia, al contrario, continua ad essere convinta che sarebbe invece proprio la Russia ad essere “responsabile per la perdita di fiducia della Nato a causa del conflitto in Ucraina”.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.