I piani per colpire la Russia erano pronti. Sul tavolo c’erano diverse ipotesi, tra cui quella di sferrare un attacco con esplosivo contro la base navale del Cremlino di Novorossiysk, sul Mar Nero. Alla fine, ad un passo dalla loro realizzazione, gli “attacchi di massa” preparati dall’Ucraina per colpire la Russia, lo scorso febbraio, in concomitanza con l’anniversario di un anno dallo scoppio della guerra, sono stati bloccati sul nascere dagli Stati Uniti.
Gli Usa, che nel frattempo avevano monitorato segretamente i colloqui dei funzionari di Kiev ed erano a conoscenza dei piani, avrebbero convinto l’intelligence militare ucraina (Gur) a rimandare gli attacchi, temendo un’aggressiva reazione russa.
Sono queste le ultime, clamorose indiscrezioni contenute in un documento riservato dalla Cia, presumibilmente facente parte dei numerosi file top secret condivisi online da Jack Teixeira, un ex aviere della Massachusetts Air National Guard, adesso arrestato. Il report della Cia, secondo cui il Gur aveva accettato, su richiesta di Washington, di rinviare gli attacchi contro Mosca, non spiegano con precisione chi sia intervenuto, né perché gli ucraini abbiano accettato di fermarsi.
Emergono, invece, almeno tre notizie rilevanti:
- a pianificare gli attacchi mai partiti ci sarebbe stato Kyrylo Budanov, capo del Gur nel mirino delle autorità russe;
- gli Stati Uniti hanno monitorato, in gran segreto, le comunicazioni del partner ucraino;
- la strategia che stava orchestrando Kiev ha infastidito, e non poco, i funzionari di Washington.
I piani di Kiev e l’intervento Usa
Secondo i documenti della Cia, visionati dal Washington Post, Budanov aveva incaricato uno dei suoi ufficiali di “prepararsi per gli attacchi di massa del 24 febbraio con tutto ciò che il Gur aveva (a disposizione, ndr)”. Quella pianificata da Kiev, o almeno dall’intelligence militare del Paese, avrebbe dovuto essere un’operazione, in gran parte simbolica, per dimostrare la capacità dell’Ucraina di colpire in profondità, all’interno del territorio nemico. Il tutto, tra l’altro, lo scorso 24 febbraio, ad un anno esatto dall’inizio della cosiddetta “operazione militare speciale” del Cremlino.
La Casa Bianca temeva da tempo che i blitz e i raid all’interno del territorio russo potessero provocare la dura reazione di Vladimir Putin. E così è successo qualcosa. Non è chiaro di preciso cosa, ma è noto che il 22 febbraio la Cia ha diffuso un rapporto top secret, spiegando che il Gur aveva appena deciso di rinviare gli attacchi.
Nel caso in cui l’intera vicenda dovesse trovare riscontro, lo scenario che emerge è emblematico della tensione sotterranea tra Kiev e Washington. Con gli ucraini desiderosi di portare il combattimento in casa della Russia, frenati dagli statunitensi che, dal canto loro, avrebbero cercato in tutti i modi di evitare l’escalation, o peggio, lo scontro diretto tra le forze Usa e quelle russe.
Frenare l’Ucraina
Per quale motivo gli Stati Uniti avrebbero convinto l’Ucraina a non attaccare la Russia? Alcuni funzionari statunitensi considerano le offensive contro Mosca, a maggior ragione se realizzate con armi fornite dagli Usa, come operazioni altamente rischiose e minacciose, che potrebbero offrire a Putin il pretesto per ricorrere all’uso di armi nucleari tattiche.
Va ricordato tuttavia che nella Federazione russa continuano in ogni caso a verificarsi misteriose esplosioni e attacchi con droni. E che le operazioni sul suolo straniero rientrano, teoricamente, nella sfera di competenza del Gur capitanato da Budanov, un ambizioso generale di 37 anni e astro nascente dell’esercito ucraino. Il super falco di Kiev non ha mai riconosciuto una responsabilità della sua agenzia, ma ha più volte avvertito che i blitz continueranno.
Mosca, intanto, lo ha giudicato responsabile e ha emesso un mandato di cattura al suo indirizzo. In privato, funzionari statunitensi ed europei esprimono la loro ammirazione per Budanov, anche se, sottovoce, affermano che la sua audacia a volte li rende nervosi.
Altri documenti top secret insistono sul fatto che l’Ucraina ambisca ad allargare il campo di battaglia fino a coinvolgere il territorio russo, mentre l’agenzia di Budanov avrebbe pianificato di attaccare il gruppo Wagner in Mali, dove l’organizzazione mercenaria fornisce assistenza di sicurezza al governo maliano e addestramento per i suoi militari, e attacchi segreti contro le forze russe in Siria, contando sull’aiuto curdo. Quest’ultima mossa sarebbe stata stoppata da Volodymyr Zelensky in persona.
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