In questi ultimi due giorni si sta registrando attività ucraina lungo il fronte sud, in particolare nella zona della città di Orikhiv e Velyka Novoselivka lungo l’asse di Tokmak. Fonti russe hanno rilasciato immagini di droni che, secondo quanto riferito, mostrano attacchi in forze ucraini condotti ieri vicino alla città di Orikhiv nella regione di Zaporizhzhia. Nelle foto diffuse sembrano esserci almeno 2 carri armati Leopard 2A4 insieme a una serie di Apc (Armoured Personnel Carrier) tra cui i veicoli corazzati americani M113 mostrati sotto il fuoco dell’artiglieria russa con più mezzi che sembrano essere stati distrutti.
Queste foto, se vere, sono la prima conferma visiva che i Leopard 2 vengono utilizzati dalle forze ucraine, sebbene non si riesca a capire se i carri armati siano stati danneggiati o distrutti dalla reazione russa. Le riprese sono confermate e confermabili da rilevamenti satellitari in banda infrarossa, che mostrano nella stessa area, e intorno a Vasilyevka, diversi punti di “fuoco” concentrati.
Nella zona della città di Velyka Novoselivka, più a est rispetto a Orikhiv e a una 70ina in linea d’aria a sudovest di Donetsk, si registrano altri pesanti scontri a fuoco che, secondo quanto riferito da funzionari statunitensi, hanno permesso agli ucraini di avanzare per 5-10 chilometri nelle linee avversarie: affermazioni che sono state confermate da fonti russe e da una seconda analisi sempre da noi effettuata sfruttando immagini satellitari all’infrarosso che mostrano gli esiti dei combattimenti avvenuti tra a una decina di chilometri a ovest di Velyka Novoselivka. Gli scontri, osservando rilevamenti da satelliti nello spettro ottico, sembrano essere cominciati lunedì ma non è chiaro se si sia trattato solo di un attacco di alleggerimento o di un’azione più in forze. I russi affermano che queste unità sono la 23esima, 31esima e 37esima brigata, ma solo la 37esima sembra confermata a causa della presenza di Amx-10 e veicoli Mastiff Mrap (Mine-Resistant Ambush Protected).

Gli ucraini hanno quindi attaccato il saliente di Velyka Novoselivka da tutti i lati con azioni concentrate intorno ai villaggi di Novodarivka a est, Novodonetske a ovest e la cresta vicino a Neskuchne e Storozheve nel mezzo. In effetti, l’azione offensiva più pesante si è probabilmente svolta su entrambe le sponde del fiume Mokri Yaly, a Urozhaine e Neskuchne-Storozheve, permettendo agli ucraini di stabilirsi su delle colline che dominano l’area. L’azione però sembra essere in via di esaurimento per via della reazione russa, e perché per il momento non sono stati segnalati scontri lungo le linee difensive russe più meridionali: ricordiamo che in questa parte del fronte l’esercito russo ha stabilito una lunga linea di fortificazioni su più linee (almeno 3) che si estendono per alcune decine di chilometri. I combattimenti quindi si svolgono nelle posizioni avanzate delle difese russe e le perdite ucraine sono dovute soprattutto dalle mine e dal tiro di artiglieria. La conquista delle alture di Storozheve permette agli ucraini di avere una buona posizione per continuare le operazioni offensive ma queste dovranno per forza essere effettuate in forze perché davanti a loro si trovano ancora almeno due linee di fortificazioni russe, coi reparti migliori schierati solo nell’ultima.
Attualmente è difficile capire se, in linea generale, stiamo assistendo alla tanto propagandata nuova controffensiva ucraina: per il momento possiamo solo dire che le due linee principali di attacco sono quelle nella regione di Zaporizhzhia e di Velyka Novoselivka.
Guardando una carta geografica però è interessante notare che le due località spezzano in tre la linea del fronte (considerando che a ovest della direttiva di attacco di Orikhiv c’è il fiume Dnipro) e pertanto è possibile che si tratti di una ricognizione in forze che si evolverà, a seconda della reazione russa, in una vera e propria controffensiva ammassando e concentrando il resto dei reparti di fanteria meccanizzata e corazzati.
Quanto sta accadendo in queste ultime 48 ore mette in nuova luce quanto accaduto alla diga di Nova Khakovka: la distruzione finale dello sbarramento, già danneggiato nel corso del conflitto in atto, potrebbe essere stato un diversivo ucraino per scompaginare le linee russe in quel settore (già deboli) e creare scompiglio nei comandi del settore occidentale, quindi creare terreno fertile per l’avanzata verso sud nella regione di Zaporizhzhia. Del resto, ribaltando il ragionamento, gli ucraini potrebbero aver deciso di attaccare proprio per via della distruzione della diga da parte russa (spiegabile con la volontà di allungare ulteriormente la larghezza di quella barriera geografica), ma il fatto che la maggior parte dell’area allagata si trovi sulla sponda controllata dai russi, per via della particolare geografia del territorio, ci fa propendere per il momento più sulla prima ipotesi. Certo esistono piccoli ulteriori dettagli che possono far pensare a una paternità russa, come l’iniziale affermazione da parte di Mosca che la diga fosse collassata da sola, ma la sua distruzione, in questo momento, sembra aver favorito l’esercito ucraino.

