La guerra in Ucraina è già da tempo anche una guerra di droni. L’uso dei velivoli senza pilota, la cui efficacia era stata già vista in altri conflitti recenti come quello del Nagorno Karabakh, potrebbe rivelarsi uno dei fattori decisivi delle battaglie. E, di conseguenza, risulta anche decisivo cercare in qualche modo di abbatterli. Costi quel che costi.
Tra le file ucraine nei giorni scorsi sono usciti video in cui vengono mostrati rudimentali e artigianali armi volte a contrastare i droni. In particolare, in più di un’occasione sono stati usati almeno sei fucili Ak-74 legati e azionati in simultanea per colpire i velivoli. I risultati non sembrano essere stati soddisfacenti, stando ai video pubblicati sui social, ma l’inedita arma anti drone dimostra l’importanza data da entrambe le parti nell’elaborazione di strategie volte a mitigare il potenziale distruttivo degli aerei senza pilota.
Mezzi di fortuna per ostacolare i droni
L’aviazione nell’attuale conflitto in Ucraina è stata messa fuori uso già nei primi giorni di guerra. Mosca da subito ha dovuto affrontare lo spettro dei missili antiaerei girati a Kiev dall’occidente, con conseguente impossibilità di usare i propri aerei e di avere il totale controllo dello spazio aereo ucraino. Dall’altra parte, l’aviazione ucraina non è mai stata in grado di fronteggiare quella russa, motivo per il quale Volodymyr Zelensky ha più volte chiesto alla Nato anche il trasferimento di caccia. A guadagnarsi la scena sui cieli sopra le città ucraine sono quindi stati i droni. Più economici, più facili da trasportare e soprattutto più sopportabili a livello politico visto che non si rischia di perdere uomini durante le varie azioni.
Da questo punto di vista, sono stati gli ucraini a trovarsi in una posizione di vantaggio grazie soprattutto ai Bayraktar, i droni turchi vanto dell’industria militare di Erdogan. I russi stanno provando a recuperare terreno usando i droni girati invece dall’Iran. Adesso la sfida sembra essere legata quindi alle strategie volte a neutralizzare i velivoli senza pilota. È in questo contesto che sono emersi dall’Ucraina i video relativi ai fucili legati e usati contemporaneamente per abbattere i droni russi.
L’arma è senza dubbio rudimentale, ma proprio per questo potrebbe comportare dei vantaggi. In primo luogo, i fucili utilizzati sono gli Ak-74, ossia quelli più diffusi nei magazzini e negli arsenali dell’esercito di Kiev. Dunque, gli ucraini hanno molta dimestichezza nell’uso e ne hanno a disposizione importanti quantità. In secondo luogo, questa particolare arma anti drone è molto semplice da costruire e da trasportare. Occorre, per l’appunto, legare sei fucili e montarli in un telaio interno. A sorreggerli c’è poi un comune treppiedi. In alto è situato il mirino, al centro invece un sistema di innesco collegato a tutti e sei i fucili. Il vantaggio principale è dato ovviamente dalla possibilità di aumentare la potenza di fuoco da usare contro il bersaglio.
Tuttavia per il momento i risultati sarebbero stati assai modesti. Nei video circolati in rete, in nessuna occasione il rudimentale strumento anti drone è riuscito ad abbattere il velivolo. Sui vari social filo Kiev però, si scommette in un loro potenziamento e in un perfezionamento dell’arma.
Armi per una guerra d’attrito
La comparsa sul campo di una simile arma contribuisce anche a raccontare molto dell’attuale andamento del conflitto. La guerra non si sta combattendo solo con mezzi pesanti. Le cronache, non solo militari ma anche politiche, negli ultimi mesi hanno raccontato dei tentativi ucraini di avere sempre più armi sofisticate dall’occidente, sempre più missili a media/lunga gittata e sempre più mezzi blindati. Dall’altra parte, l’industria bellica di Mosca prova a fornire all’esercito più armi e più munizioni. La guerra però per adesso è principalmente di attrito, si combatte nelle trincee e lungo linee del fronte dove spesso si sta a contatto con il nemico.
Dunque, più volte sono gli stessi soldati sul campo a ideare nuove armi o nuovi strumenti. Rudimentali, come nel caso illustrato, ma su cui vengono riposte le speranze di poter trovare anche un minimo vantaggio sull’avversario. Quella dei fucili legati tra loro non è l’unica arma rudimentale in tal senso. Nei mesi scorsi ha fatto la sua apparizione anche la console da gaming portatile Steam Deck, usata dagli ucraini per controllare da remoto le torrette mitragliatrici automatizzate “Shabyla”.