L’esercito israeliano ha attaccato una serie di obiettivi militari nel sud della Siria, precisamente nel Governatorato di Suwayda. Il portavoce dell’Idf (Forse di Difesa Israeliane) ha dichiarato che questa operazione era stata necessaria per gli attacchi dell’esercito siriano alla minoranza drusa che vive nelle aree meridionali della nazione mediorientale.
L’aviazione di Tel Aviv ha colpito un quartier generale dell’esercito siriano e alcuni depositi di armi in diversi campi di addestramento delle forze di Damasco. Il governo del presidente alShara non ha rilasciato alcun commento su questi fatti, ma non ha smentito che ci siano ancora molte tensioni nelle province del sud. Una milizia drusa indipendente ha raccontato sui social gli eventi dichiarando che nove persone sono state uccise in circostanze non specificate, dodici persone sono state arrestate ad un posto di blocco e altre sette sono state rapite e che ci sarebbe stato un attacco con razzi e droni su alcuni villaggi.
L’esercito israeliano ha detto che “non permetteranno che venga fatto del male ai drusi in Siria e continueranno ad agire per proteggerli” e che “continueranno a monitorare gli sviluppi nel sud della Siria e agiranno in conformità con le direttive della leadership politica”. Tel Aviv nell’estate scorsa era intervenuta più volte per difendere la minoranza drusa siriana, che era stata duramente attaccata da gruppi beduini sunniti armati da alcuni elementi del governo di Damasco. Al Shara per evitare una pericolosa escalation aveva inviato le forze speciali per riprendere il controllo del territorio, ma la situazione era rimasta tesissima ed i drusi avevano denunciati omicidi e rapimenti continui. Anche in Israele vive una comunità drusa, ma qui è totalmente integrata e fa anche parte dell’esercito con un battaglione dedicato.
Chi sono i drusi
I drusi sono un gruppo etno-religioso che vive in Siria, Libano, Israele e Giordania e non ha mai avuto nessun tipo di velleità di indipendenza o creazione di uno stato proprio. Sotto il regime degli Assad questa comunità era stata marginalizzata e perseguitata, ma anche con il nuovo governo la situazione non appare essere migliorata. La notizia di questo attacchi non è stata riportata dai principali media siriani e i dettagli relativi agli scontri rimangono ancora poco chiari. Le autorità di Damasco hanno affermato di garantire pari diritti a tutti i segmenti della popolazione, compresa la comunità drusa che non viene discriminata e che Israele usa le accuse riguardanti i drusi come pretesto per interferire negli affari interni della Siria.
L’obiettivo di Israele: creare cuscinetto
La questione appare però ancore più complessa perché Tel Aviv vuole creare un cuscinetto sul confine che possa proteggere i villaggi sulle alture del Golan, strappate alla Siria nella guerra dei sei giorni del 1967. Mentre infuria la guerra in Libano gli Stati Uniti ed Israele avrebbero fatto pressioni sul presidente al Shara perché intervenisse militarmente contro il movimento sciita di Hezbollah. Anche se l’ambasciatore statunitense in Turchia ed inviato speciale per la Siria, Tom Barrack, ha ufficialmente smentito che Washington avrebbe chiesto questo intervento in Libano, ci sono stati diversi incontri fra vertici militari. Damasco dopo un po di indecisione avrebbe rifiutato, perché la Turchia si sarebbe opposta totalmente e l’attuale governo siriano resta molto legato ad Ankara.
L’influenza turca su Damasco
I turchi hanno un’influenza sempre più marcata sul regime damasceno ed hanno appena firmato un accordo di cooperazione militare e addestramento del nuovo esercito. Anche Tel Aviv vuole aumentare il suo peso sulla nuova Siria che non ha escluso di poter aderire agli Accordi di Abramo per il riconoscimento di Israele, seguendo la falsariga di diverse nazioni arabe. Lo scacchiere mediorientale si sta complicando e la guerra in Iran e Libano, con lo Yemen pronto ad intervenire, potrebbe coinvolgere e travolgere altre nazioni come la Giordania e soprattutto la Siria, che sta ancora cercando un equilibrio dopo il crollo del regime di Assad e la presa di potere degli ex miliziani di al Qaeda.