L’intelligence israeliana ha confermato l’eliminazione dell’anello di collegamento tra l’Iran e Hamas, il comandante Hamed Hamdan Khudari, responsabile dell’attività di finanziamento dell’enclave islamista della Striscia di Gaza. Khudari, trentaquattro anni, riportato da parte della stampa con il nome di Al-Khodori, controllava una rete di cambi di valutata che portavano nell’enclave palestinese il denaro destinato a finanziare i gruppi armati e inviato dall’Iran. Israele torna così alla tattica delle “eliminazioni mirate”. Hamas invece rincara la dose delle minacce dopo quelle lanciate ieri di voler colpire gli obiettivi più sensibili dello stato israeliano.
L’ufficiale di collegamento di Hamas è stato eliminato durante uno dei numerosi raid aerei lanciati contro la striscia di Gaza da un drone armato, che, individuato l’obiettivo “high-value“, ha sganciato un missile tele-guidato sull’auto che trasportava Khudari, ferendo altre tre persone. Il ministero della Salute dell’enclave palestinese ha confermato la notizia dell’uccisione riportata dai media israeliani. “Le attività’ finanziarie di Khudari – spiega in una nota la Forza di Difesa israeliana (Idf) – hanno contribuito in maniera significativa all’avanzamento delle attività terroristiche e al rafforzamento militare dei gruppi terroristici nella Striscia di Gaza”. Per questo l’intelligence militare ha deciso di tornare alla tattica delle “eliminazioni mirate”, inviando droni da combattimento sulla Striscia “a caccia” di obiettivi chiave nella rete di comando di Hamas.
Khudari personalità estremamente vicina al nuovo leader di Hamas, Yahya Sinwar, era il diretto collegamento con l’Iran con l’enclave palestinese e i suoi gruppi armati, e secondo il portavoce dell’Idf rappresentava “la punta di diamante dell’infiltrazione iraniana a Gaza”. Hamas ha replicato alle dichiarazioni israeliani avvertendo: ” Israele ha compiuto un grave errore con la sua eliminazione”. Minacciando che a questo assassinio seguiranno attacchi ancora più duri di quelli che si sono registrati negli ultimi giorni e che hanno visto cadere sul confine della Striscia di Gaza oltre 600 razzi, dei quali almeno un centinaio sono andati a segno sul territorio israeliano, 150 secondo i report israeliani sono stati intercettati da sistema anti-aereo Iron Dome. La maggior parte si sono abbattuti sulla barriera di separazione. Fino ad ora questa escalation di violenza tra Israele e l’enclave palestinese ha causato la morte di tre israeliani, e il ferimento di altri 62, e nove vittime palestinesi, tra le quali sei miliziani e tre civili, di cui una donna incinta e sua nipote di appena 14 mesi. Israele ha negato la sua responsabilità nella morte di queste ultime. I raid aerei lanciati dallo Stato Ebraico hanno colpito oltre 200 obiettivi “militari” nel territorio controllato dai palestinesi secondo i report divulgati dall’Idf.
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