Dietro la controffensiva di Raqqa, con cui lo Stato Islamico ha improvvisamente rovesciato le sorti dell’avanzata siriana, costringendo l’esercito regolare ad arretrare di 40 chilometri, potrebbe esserci stato anche l’utilizzo di gas velenosi.Per approfondire: Isis passa al contrattacco in SiriaA sostenerlo è Al Masdar News, secondo cui “lo Stato Islamico dell’Iraq e della Siria ha bombardato le truppe governative, in ritirata dalle aree nel sud-ovest Raqqa, con razzi fatti in casa contenenti gas nervino”. Sputniknews, citando un corrispondente del canale televisivo Al Mayadin, ha rivelato che l’agente tossico utilizzato nella provincia di Raqqa sarebbe il famigerato gas nervino di tipo VX.Rapidissimo e letale, questo tipo di gas – insieme a tabun, soman e sarin – è uno dei più diffusi. Difficoltà respiratorie, dolori addominali, vomito, perdita involontaria di urina e defecazione, sono solo alcune delle conseguenze che investono le vittime del gas nervino. Ad attendere i soggetti esposti ad un alto dosaggio, anche convulsioni e perdita di coscienza. In molti casi, tuttavia, l’avvelenamento uccide così velocemente da non lasciare ai sintomi il tempo di manifestarsi.Per approfondire: La propaganda dell’Isis che seduce stragistiDaesh non è nuovo a questo tipo di attacchi. La minaccia chimica aleggia sin dagli esordi della guerra terroristica in Siria. L’episodio più eclatante, il 21 agosto del 2013, nei sobborghi di Ghuta ad est di Damasco, causò la morte di circa 1.300 persone.L’attacco, il più grave verificatosi dal 1988 – anno in cui nella città curda di Halabja l’esercito iracheno utilizzò gas al cianuro –, venne inizialmente addebitato a Bashar al Assad dal dossier di Washington sull’uso di armi chimiche.Per approfondire: Dopo il ferimento del Califfo è psicosi nell’IsisSolo grazie all’inchiesta di Seymour Hersh, premio Pulitzer e decano del giornalismo investigativo americano, venne fuori la verità: ad usare il gas velenoso erano stati i cosiddetti “ribelli”.Secondo la fonte riservata dell’Intelligence britannica interpellata da Hersh, il sarin usato nella strage di Ghuta non proveniva dagli arsenali del governo siriano ma era stato fornito ai miliziani di Jabhat al Nusra dalla Turchia di Erdogan per giustificare l’intervento americano nello scacchiere siriano.A distanza di quasi tre anni da quei fatti, sembra che per le bandiere nere i canali di approvvigionamento del gas nervino siano ancora aperti.