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Guerra

Iraq, nasce la prima maison di guerra

Le mani delle donne corrono lungo la stoffa ispezionando a fondo orli e rifiniture. Scelgono i capi, li etichettano e li confezionano. Siamo a Suleimania, nel nord dell’Iraq, all’interno di un laboratorio sartoriale unico. Nato dall’idea della giovane Zrebar Hawrami....

Le mani delle donne corrono lungo la stoffa ispezionando a fondo orli e rifiniture. Scelgono i capi, li etichettano e li confezionano. Siamo a Suleimania, nel nord dell’Iraq, all’interno di un laboratorio sartoriale unico. Nato dall’idea della giovane Zrebar Hawrami. Sembrerebbe una maison come le altre se, tutt’intorno, i ritagli di tessuto mimetici non parlassero il linguaggio della guerra.nuova stripProprio così, nel capoluogo dell’omonimo governatorato curdo, è nata la prima “maison di guerra”. Ad annunciarlo con orgoglio ad Al Jazeera è Zrebar, ventitreenne ex conduttrice televisiva, titolare dell’azienda. La giovane ha lasciato il suo lavoro e venduto la macchina per dedicarsi a questo progetto. Nel suo laboratorio, aperto da qualche mese, vengono realizzate ventuno tipi di uniformi.Non si tratta di business. “Questo è il risultato di un sogno e del mio orgoglio nazionalista”, ha raccontato all’emittente qatariota la donna che adesso veste a prezzi più convenienti – circa 20 dollari in meno ad uniforme – le curde che combattono lo Stato islamico sia in Sira che in Iraq.In seguito all’aumento delle adesioni femminili alle formazioni combattenti, infatti, il Governo Regionale del Kurdistan non è più in grado di soddisfare la richiesta di divise, sinora importate dalla Cina, e di affrontare i costi. La linea di Zrebar, contraddistinta da un’etichetta che raffigura una yazida, “garantisce qualità ed economicità” degli indumenti studiati appositamente per vestire le numerose combattenti che fronteggiano i tagliagole dell’Isis.È un modo per sostenere la battaglia contro il terrorismo ma, a giudicare dalla cura con cui vengono confezionati i suoi modelli, anche per celebrare la femminilità nonostante la guerra. In perfetta armonia con le linee di eyeliner con cui Peshmerga e volontarie delle Unità di protezione delle donne (Ypj), omologhe in rosa delle Unità di protezione popolare (Ypg), si incorniciano gli occhi prima di entrare in azione.





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