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Un presunto attacco terroristico ai danni di una petroliera iraniana nei pressi del porto saudita di Gedda ha subito fatto scattare l’allarme in un’area già carica di tensioni. Secondo quanto riportato dall’agenzia Iran News Students Agency, che ha citato direttamente la National Iranian Tanker Co, una forte esplosione ha danneggiato gravemente la petroliera Sabity. L’equipaggio è incolume ma l’imbarcazione, a causa di due serbatoi rotti, starebbe perdendo petrolio in mare aperto.

Le notizie sono ancora confuse e i tecnici devono ancora ricostruire l’esatta dinamica delle esplosioni, anche se dalle prime indiscrezioni si parla già di un attacco terroristico causato dal lancio di alcuni missili. L’emittente Al Jaazera ha aggiunto ulteriori dettagli sulla posizione della petroliera, che si troverebbe adesso a 60 miglia al largo di Gedda, nel Mar Rosso.

Un attacco terroristico?

La pista più probabile, come detto, è quella di un attentato terroristico. L’Iran non ha ancora incolpato nessuno per quello che ha tutte le sembianze di essere un attacco missilistico. Le autorità iraniane hanno comunque aperto un’indagine per fare luce su quanto accaduto. Certo è che l’incidente arriva all’indomani delle ripetute scintille tra Teheran e il tandem Arabia Saudita-Stati Uniti, con questi ultimi Paesi che avevano accusato il primo di aver agito in combutta con i ribelli yemeniti Houthi per attaccare le strutture petrolifere saudite Aramco con missili e droni.

Due versioni contrastanti

Le conseguenze delle esplosioni devono ancora essere pesate. Da una parte c’è chi sostiene a gran voce che la situazione a bordo della petroliera è sotto controllo, che nessuno è rimasto ferito e che la Sabity sta solo perdendo petrolio in seguito a un danno strutturale ai serbatoi. Altre voci smentiscono la compagnia statale iraniana e parlano invece di due esplosioni e di un incendio a bordo. In ogni caso, le quotazioni del petrolio sono aumentate a causa del presunto attentato, con i contratti sul greggio Wti in scadenza a novembre che passano a 54,2 dollari l’oncia e il Brent che passa a 60,03.

La lista dei sospetti

Come fa notare il sito web Tankertrackers, la nave cisterna stava trasportando circa un milione di barili di petrolio e, aggiunge Al Jaazera, stava probabilmente facendo rotta verso la Siria. Quello di oggi è il terzo episodio avvenuto negli ultimi sei mesi in cui una petroliera iraniana è rimasta vittima di un attacco o incidente. Gli attacchi misteriosi non hanno ancora un mandante ufficiale ma ci sono diversi nomi sulla lista dei sospetti.

Al primo posto troviamo l’Arabia Saudita, sia per l’atavico odio che Riad prova nei confronti di Teheran sia per le recenti questioni geopolitiche in Yemen e nel Golfo; a seguire troviamo gli Stati Uniti, anche se è difficile pensare che Washington possa esporsi in primo piano in attacchi del genere.La quinta flotta della Marina americana incaricata di coprire l’area del Medio Oriente ha dichiarato di essere a conoscenza dell’incidente ma non ha fornito alcun commento. Non è, infine, da escludere del tutto la pista che porta alla Turchia, con Ankara che ha appena iniziato un’operazione militare in Siria che riguarda indirettamente anche l’Iran.