Le ultime notizie che arrivano dall’Ucraina segnalano che uno dei fronti più bollenti di questa “fase due” del conflitto riguarda l’isola dei Serpenti. Dell’isolotto del Mar Nero occidentale ne abbiamo sentito parlare sin dall’inizio della cosiddetta “operazione militare speciale”, quando il bombardamento della guarnigione ucraina da parte della Flotta del Mar Nero venne accompagnato da quell’ormai famosa comunicazione con cui i soldati di Kiev avrebbero detto “fottetevi” ai russi. Quel fatto era stato immediatamente reso leggendario al punto da creare un vero e proprio mito smontato dallo stesso governo ucraino, che fu costretto ad ammettere nelle settimane successive che la maggior parte dei militari dell’avamposto del Mar Nero si era arresa di fronte alla soverchiante forza russa e portata sul continente. Tuttavia, l’isola dei Serpenti è sempre rimasta oggetto delle mire russe e della controffensiva ucraina anche quando tutto, in quel tratto di mare, sembrava essere deciso a favore di Mosca. Come se da quello scoglio sacro ad Achille e dove si scontrò l’impero degli zar contro gli ottomani dovessero passare i destini dell’Ucraina a ogni costo.

In effetti, come abbiamo potuto approfondire diverse volte, l’isola, per quanto minuscola, rappresenta un  centro nevralgico per chiunque voglia controllare il Mar Nero occidentale, in particolare le rotte che collegano i porti ucraini dell’area. E questo si è compreso anche per le continue notizie che sono arrivate, e continuano a giungere, da quel settore marittimo. L’incrociatore Moskva, ammiraglia della Flotta del Nero, si trovava non molto distante da quell’isola quando fu colpito presumibilmente da missile Neptune. La fregata Admiral Makarov, col suo fantomatico incendio a bordo, si trovava proprio tra la costa ucraina e quella di Zmiïnyj (l’isola dei Serpenti). Motovedette Raptor russe, tra cui quella “da parata” usata durante le visite di Vladimir Putin, sono stato prese di mira dalla Marina e dall’Aviazione ucraina con l’utilizzo dei famigerati droni turchi Bayraktar TB2.

Il colonnello Ihor Bedzai, vice comandante dell’aviazione navale ucraina, è stato ucciso insieme all’equipaggio del suo elicottero Mil Mi-14, colpito da un missile russo, sembra proprio durante un’operazione per riprendere il controllo dell’isola dei Serpenti. E stando a quanto riportato dalla Bbc, il ministero della Difesa russo ha riferito che le forze di Mosca hanno sventato molteplici tentativi da parte delle unità di Kiev per riconquistare l’isola attraverso assalti aerei e navali. “I corpi di 24 militari ucraini morti sono stati lasciati sulla riva dell’isola dei Serpenti”, ha scritto il portavoce della Difesa Igor Konashenkov su Telegram. Già nei giorni precedenti la Russia aveva detto che in uno degli assalti delle forze ucraine “sono stati abbattuti quattro aerei da combattimento e 29 droni nemici e colpiti oltre 50 sabotatori in volo”. Insieme a queste, erano state centrate anche “tre navi d’assalto anfibio classe Project 58181 Centaur, che trasportavano truppe della Marina ucraina”. Gli ucraini, da parte loro, rivendicano invece la distruzione delle batterie contraeree russe sull’isola e l’affondamento delle navi utilizzate per rifornire l’avamposto di Mosca sull’isola.

Per comprendere l’importanza di questo fronte in questa delicata fase del conflitto ucraino, arrivano poi le dichiarazioni da parte dell’intelligence britannica. Affermazioni che non vanno sottovalutate vista la continua attenzione dei servizi di Londra per quanto avviene nel Mar Nero e in generale su tutti i camp idi battaglia dell’Ucraina. Il consueto rapporto dell’intelligence di Sua Maestà racconta che “i combattimenti continuano sull’Isola, con la Russia che cerca ripetutamente di rinforzare la sua guarnigione. L’Ucraina ha colpito con successo le difese aeree russe e le navi di rifornimento con i droni Bayraktar“. Sempre secondo il report di Londra, “le navi di rifornimento di Mosca hanno una protezione minima nel Mar Nero occidentale, a seguito della ritirata della Marina russa in Crimea successiva alla perdita del Moskva“. Infine, il ministero della Difesa britannico lancia un segnale da non sottovalutare, ovvero descrive quale possa essere ‘obiettivo russo: “Gli attuali sforzi della Russia per aumentare le sue forze sull’Isola dei Serpenti offrono all’Ucraina più opportunità di impegnare le truppe russe. Ma se Mosca consolida la sua posizione sull’isola con una difesa aerea strategica e missili da crociera per la difesa costiera, potrebbe dominare il Mar Nero nord-occidentale”.

Le dichiarazione da parte dell’intelligence Uk, che sono apparse non solo estremamente dettagliate ma anche aderenti ai piani del governo inglese, lasciano intendere che Londra sia molto concentrata su quello specchio d’acqua. La tradizione britannica sul controllo dei mari e sul pericolo di aree marittime completamente chiuse alle sue forze o al commercio è un tema che ritorna ciclicamente e che riappare anche sul fronte del Mar Nero. Ma segnala anche i motivi per cui non si può sottovalutare quella furiosa battaglia che si combatte sull’isola dei Serpenti. Se i servizi inglesi e l’intelligence Nato si concentrano su Zmiiny e sulle coste del Mar Nero, e se russi e ucraini non cedono, evidentemente quell’isola ha un significato cruciale per la prossima fase della guerra di Putin contro Kiev.

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.