Insidewar – La Corea celebra i suoi caduti e ci ricorda cosa succede in guerra

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Guerra /

Care lettrici, cari lettori

La Corea del Nord ha pianto i suoi caduti, e il leader supremo Kim Jong-un, mostrandosi devoto a quelli che ha definito “eroi e martiri“, ha definitivamente e formalmente confermato attraverso le immagine quelle informazioni che l’intelligence di Seul aveva diffuso nell’autunno del 2024, quando comunicò all’SBU di Kiev che diverse brigate delle truppe scelte dell’Armata del Popolo coreano erano “pronte a partire” per essere schierare a fianco dell’Esercito Russo nel conflitto che aveva riportato la guerra anche nella oblast di Kursk.

Di fronte ai ritratti dei giovani caduti, Kim si è inchinato per rendere loro omaggio, abbracciando solennemente, e forse scenograficamente, le famiglie dei martini che sono andati a combattere una battaglia che non gli apparteneva, in una terra che forse i loro cari non vedranno mai: quella che divide la Russia dall’Ucraina. Questo ci spinge ad affrontare delle riflessioni, oltre a riportare nel dettaglio le informazioni strettamente collegate a questi eventi.

Nel trentasettesimo appuntamento con InsideWar, la newsletter di InsideOver dedicata all’approfondimento e all’analisi del profilo prettamente “militare” della geopolitica, ci siamo occupati della lezione che ci ha stranamente impartito Pyongyang, a me specialmente, che ricordo in qualche modo la mia esperienza in Corea del Nord. Lasciandoci interrogare sulle intenzione di Paesi Volenterosi nel continuo dietrofront del Taycoon americano, senza il quale ogni resistenza a priori sembra dimostrarsi non soltanto pericolosa, ma vana..

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