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Nuova Delhi è incerta sulla necessità di dotare la propria Marina di una nuova “super portaerei”. Il ministero della Difesa indiano non ha ancora concesso l’approvazione per la costruzione della portaerei da 65mila tonnellate che era già stato pianificato nel programma di armamento, e che porterebbe la flotta dell’Indian Navy a possedere due vettoriclasse Vikrant.

Secondo quanto riportato dai media indiani il ministero della Difesa non ha ancora dato “luce verde” per l’acquisizione di quella che dovrebbe essere varata come Ins Vishal ( Ins, Indian Naval Ship ndr). La mancata emissione della cosiddetta “nota di accettazione della necessità” – il primo passo ufficiale necessario per acquisire armamenti per la Difesa- sta rallentando il programma. I motivi principali di questo ritardo vanno ritrovati nelle difficoltà progettuali di questa unità sviluppate interamente in India –  dalla Cochin Shipyard Limited –  e la riduzione di budget imposti alla Marina indiana.

La Ins Vishal, portaerei convenzionale di 262 metri  con sistema di lancio e recupero di aeromobili Catobar (Catapult Assisted Take Off But Arrested Recovery) fa parte del “Piano di visibilità delle capacità marittime della Marina indiana”, progetto che prevede la creazione di tre “Strike group” (o gruppi da battaglia) che possano contare su vettori portaeromobili. Secondo programma due gruppi verrebbe dispiegati sulle coste orientali e occidentali dell’India, e il terzo sarebbe tenuto come riserva.

La INS Vishal dovrebbe essere in grado di trasportare fino a 55 aeromobili, suddivisi in 35 jet da combattimento ad ala fissa e 20 velivoli ad ala rotante. Il ponte, dotato di sistema Catobar a differenza della sua gemella Vikrant, dotata del sistema Stobar, Short Take-Off But Arrested Recovery, presumibilmente includerà la nuova tecnologia Emals sviluppata dalla statunitense General Atomics: un sistema di catapulte “elettromagnetico” per il lancio dei velivoli imbarcati destinato ai vettori della classe Gerald R. Ford della US Navy.

I piani iniziali della Vishal prevedevano inoltre l’impiego della propulsione nucleare, ma vennero scartati in seguito al rapporto del Bhabha Atomic Research Center, il principale centro di ricerca nucleare indiano con sede a Mumbai, che avrebbe impiegato dai 15 ai 20 anni a sviluppare un reattore nucleare abbastanza grande per garantire la propulsione di una nave con un dislocamento di 65mila onnellate. Secondo i programmi della Difesa la Vishal sarebbe dovuta entrare in forza all’Indian Navy nella seconda metà del 2020 o nel 2030.

Procede invece la ricerca ufficiale di un nuovo caccia multiruolo imbarcato da schierare sulla Vikrant. Già nel 2016 la Marina indiana annunciò la sua intenzione di non schierare variante navalizzata Tejas Light combat aircraft (Lca) sviluppato dalla Hindustan Aeronautics Limited Combat Aircraft. Nonostante la riduzione di budget possa riprendere in considerazione l’impiego della versione potenziata e alleggerita del caccia, il Tejas Mark II.

Ad oggi i tre principali contendenti per formare il nucleo del futuro gruppo aereo dell’Indian Naval Air Arm sono il Super Hornet F / A-18 sviluppato dalla statunitense Boeing (il velivolo di punta imbarcato su tutte le portaerei dell’Us Navy), la versione navalizzata del Dassault Rafale francese, la ‘M’ in forza sulla portaerei Charles de Gaulle, e la versione navalizzata del MiG-29 ‘K’ di fabbricazione russa.

Se l’acquisizione della Ins Vishal venisse approvato, e venisse a confermata la dotazione del sistema di lancio e recupero Catobar, l’opzione dei jet russi decadrebbe, e porterebbe con buone probabilità l’acquisizione di una flotta di Hornet/Super Hornet. Il sistema Stobar previsto sulla Ins Vikrant invece lascerà il posto ai jet russi.

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