Un gravissimo incidente è stato sfiorato a settembre sulle acque del Mar Nero, quando un caccia Su-27 russo ha puntato e quasi abbattuto un aereo spia britannico operante nella regione. Lo rivelano i documenti del Pentagono recentemente desecretati. L’incidente, al cui confronto l’abbattimento di un drone Usa a marzo sarebbe apparso come qualcosa di ridotto, è avvenuto a settembre e, per un errore nella catena di comando e di comunicazione, si è sfiorato un vero e proprio atto di guerra.
Il 29 settembre 2022, per la precisione, secondo quanto rivelano i documenti Usa a essere messo sotto tiro sarebbe stato un aereo di sorveglianza RC-135 Rivet Joint della Royal Air Force che stava viaggiando a Sud della linea russa di controllo del Mar Nero ed è stato messo sotto tiro da una pattuglia aerea di Mosca. Un missile aveva sfiorato il RC-135, secondo quanto aveva rivelato ai Comuni il Ministro della Difesa del governo britannico di Liz Truss, Ben Wallace. Il quale ricopre ancora oggi la carica con Rishi Sunak e ha comunicato proprio il fatto che si sarebbe trattato di un incidente senza colpe da parte russa.
Quanto scrive il New York Times, però, sembra contraddire Wallace. “Secondo due funzionari della difesa degli Stati Uniti, il pilota russo” del Su-27 aveva interpretato male “ciò che un operatore radar a terra gli stava dicendo e pensava di avere il permesso di sparare” contro un velivolo ritenuto ostile, probabilmente ucraino. Il pilota, che aveva puntato dritto sull’aereo britannico, “ha sparato, ma il missile non è stato lanciato correttamente e ha mancato il bersaglio”. La Difesa britannica ha comunicato al Guardian di non ritenere corretta questa ricostruzione e sottolineato che Wallace ha espresso le sue preoccupazioni per l’accaduto direttamente al Ministro della Difesa russo Sergei Shoigu.
La realtà dei fatti è complessa da ricostruire, e certamente passa per capire cosa ci facesse un aereo spia britannico vicino alle acque territoriali russe in Crimea. La spiegazione è semplice: si trattava con ogni probabilità di un’attività di signal intelligence volta a acquisire informazioni, dati e immagini sulle posizioni russe o addirittura a intercettare comunicazioni tra i centri di comando. Com’è noto, infatti, le spie dell’Anglosfera sostengono attivamente con le informazioni l’Ucraina e Londra è in prima fila per costruire i set di dati da garantire a Kiev. In quest’ottica, il leak dei documenti Usa mostra come siano i britannici a spingersi oltre ogni limite nella corsa al sostegno al Paese invaso. Tanto da portare gli stessi americani a supporre solo cosa può accadere nei punti di contatto in cui Nato e Russia vengono a contatto.
Il fatto stesso che Wallace a settembre abbia chiuso rapidamente l’incidente è emblematico. Il Ministro della Difesa conservatore è un noto falco contro Mosca e attorno a questo incidente avrebbe, volendolo, potuto ricamare un fronte di critiche e accuse alla Russia e alle sue strategie. Ma la “guerra ombra” che implica gli aerei spia non va portata alla ribalta. I leak del Pentagono stanno creando questo problema. Che mostra del resto i livelli diversi di impegno delle nazioni occidentali nel contrasto alla Russia, che nessuno tra i big prende più seriamente di Mosca.
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