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Secondo rapporti di varie fonti russe non ufficiali, nella regione di Kharkiv, in Ucraina, sono comparsi campi minati costituiti dalle nuove mine antiuomo POM-3 “Medallion”.

Si tratta dell’evoluzione recente di una mina precedentemente in uso risalente al periodo sovietico, la POM-2, che incorpora migliorie che ne aumentano la letalità. Le POM-3, infatti, aggiungono un sensore sismico che sarebbe in grado di far esplodere l’ordigno al passaggio di un uomo riconoscendone il passo rispetto a quello di un animale, ma soprattutto hanno un meccanismo che, all’attivazione, fa saltare la mina dal suolo sino a un’altezza compresa tra un metro e un metro e mezzo dove avviene l’esplosione, che è capace di spargere schegge in un raggio letale di 8-12 metri.

Le mine, così come quelle del modello precedente, possono essere posizionate manualmente oppure distribuite da veicoli lanciatori tipo UMZ e UMZ-G, da elicotteri e da MLRS (Multiple Launcher Rocket System) come i BM-21 Grad e i 9K58 Smerch. Esternamente la “Medallion”, in posizione di trasporto, è un cilindro metallico con un diametro di circa 6-7 centimetri e un’altezza di circa 20, tali dimensioni consentono l’installazione di mine in sistemi di estrazione a distanza, che includono “cassette” del tipo PKM con cartuccia KPOM-3 con sei mine. Le cassette, se attivate a terra da un singolo soldato, hanno una portata di circa 30/35 metri. Un mezzo come UMZ o un elicottero è in grado di stendere un tappeto di mine, che scendono appese a un piccolo paracadute. Durante la discesa viene estratto un “punteruolo” che si conficca nel terreno e che è collegato al chip sismico che, oltre a attivare l’ordigno al passaggio di una persona, ne impedisce la rimozione manuale: la POM-3, infatti, se spostata, sollevata dal suolo, o inclinata a un angolo maggiore di 3-7 gradi, esplode automaticamente.



Si tratta di un ordigno “intelligente”, in quanto il detonatore, dopo un certo lasso di tempo che si può preimpostare, attiva la mina automaticamente in modo da non lasciarla inesplosa.

La POM-3 non è la prima mina ad attivazione sismica: la prima arma antiuomo russa con un sensore sismico è stata la NVU-P Okhota, in grado di rilevare un nemico in avvicinamento attraverso le vibrazioni dei suoi passi e far esplodere a turno fino a cinque mine antiuomo filoguidate. La capacità di determinare il tipo di fonte di vibrazioni del suolo ha aumentato significativamente l’efficienza del dispositivo. Ad esempio, in Afghanistan, i Mujaheddin spesso guidavano un gregge di pecore attraverso un campo minato, liberando così un passaggio. La mina Okhota, e altre armi che utilizzano un sensore sismico con apparecchiature elettroniche di elaborazione, non reagiscono in alcun modo ai passi del bestiame e ad altri bersagli che differiscono dagli esseri umani.

La componente elettronica della POM-3 ha diverse nuove interessanti caratteristiche. Fonti russe affermano che esiste la possibilità non solo dell’attivazione remota, ma anche del controllo remoto dei fusibili. Pertanto, senza avere un contatto diretto con le mine, l’operatore può impostare i parametri principali di utilizzo dell’ordigno, come il tempo di autodistruzione o la modalità di funzionamento, e sembra che ci sia anche la possibilità di disattivare le mine riportandole in posizione di trasporto. In questo caso gli ordigni possono essere raccolti, ripiegati e successivamente riposizionati altrove.

Da documentari della TV russa trasmessi nel 2015, sappiamo che la POM-3, al fine di aumentare la capacità letale dei suoi frammenti e ridurre gli angoli ciechi, è dotata di una testata di nuovo design. Invece di una giacca di frammentazione unica a forma di cilindro con scanalature o submunizioni già pronte, vengono utilizzati una serie di semilavorati. La carica esplosiva principale e il detonatore sono installati all’interno di una struttura composta da un gran numero di anelli particolari, a forma di ingranaggi. Si presume che il nome “Medallion” risalga proprio a questa particolare soluzione costruttiva.

Le posizioni dei campi minati e il numero di mine utilizzate in Ucraina sono ancora sconosciute. Tuttavia possiamo immaginare che un gran numero di mine “intelligenti” sia apparso vicino alle posizioni delle formazioni ucraine per limitare seriamente la capacità del nemico di manovrare, ritirarsi o avanzare.





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