Skip to content
Guerra

Un (nuovo) assassinio scuote la Siria

Nessuna rivendicazione ufficiale rilasciata, né tanto meno una ricostruzione esatta dell’accaduto emersa a distanza di diverse ore: l’unica cosa certa al momento è che, in un sobborgo di Damasco, un alto ufficiale iraniano delle Guardie della Rivoluzione è rimasto ucciso....
Funerale miliziano Hezbollah (La Presse)

Nessuna rivendicazione ufficiale rilasciata, né tanto meno una ricostruzione esatta dell’accaduto emersa a distanza di diverse ore: l’unica cosa certa al momento è che, in un sobborgo di Damasco, un alto ufficiale iraniano delle Guardie della Rivoluzione è rimasto ucciso. A darne notizia è stata sia l’agenzia Fars che l’osservatorio siriano per i diritti umani. Il comandante in questione era Farhad Dabirian, uno dei principali veterani tra gli iraniani impegnati in Siria. Un altro duro colpo per Teheran, giunto due mesi dopo l’uccisione del generale Soleimani da parte di un raid Usa a Baghdad. 

Chi era Farhad Dabirian

Il generale era in Siria già da diversi anni, almeno così si apprende da quanto raccontato dalla stessa stampa iraniana. Nel marzo 2016 e nel marzo 2017, vale a dire nelle due circostanze in cui l’esercito siriano è riuscito a strappare Palmira all’Isis, Dabirian ha partecipato ad entrambe le battaglie ponendosi tra i principali comandanti iraniani chiamati a dare supporto alle forze fedeli al governo di Damasco. Dopo che la bandiera siriana è tornata a sventolare sulle rovine dell’antica “perla del deserto”, Dabirian è rimasto a Palmira in qualità di comandante delle forze iraniane nella città posta al centro della Siria.

Tra le forze speciali delle Guardie della Rivoluzione, Dabirian era tra gli uomini più rispettati e preparati. Di sicuro, si trattava di una delle personalità più vocate nel seguire quelle che erano le direttive, sia politiche che militari, del generale Solemaini. Ma non solo: dalla Siria, il generale ucciso nelle scorse ore era ritenuto molto vicino anche al leader degli Hezbollah libanesi, Hassan Nasrallah. Dunque, il suo ruolo non era legato soltanto a Palmira, bensì anche a quello relativo al delicato collegamento tra i pasdaran iraniani ed il movimento sciita presente nel paese dei cedri ed impegnato in Siria. Ed è forse quest’ultimo aspetto ad essere stato preso di mira da chi lo ha ucciso.

Non chiara la dinamica

Al momento non sono stati però forniti dettagli circa le modalità della morte e soprattutto nessuno ha rivendicato il gesto. Secondo l’agenzia Fars, Dabirian sarebbero morto nella zona del santuario di Sayeda Zainab, a sud di Damasco. L’osservatorio siriano dei diritti umani, ha specificato che l’uccisione sarebbe avvenuta per mano di un raid israeliano che ha centrato un convoglio in cui a bordo, oltre a Dabirian, vi erano altri quattro importanti militari iraniani di cui però non sono state fornite le generalità.

Tuttavia, dal governo dello Stato ebraico e dall’aviazione israeliana non è stato fatto alcun cenno circa l’effettuazione di alcuni raid in Siria nelle scorse ore. Anche da Damasco, il governo siriano non ha reso noto di aver subito attacchi nella zona della capitale. Allo stesso tempo, nessun gruppo ha rivendicato azioni nei confronti del generale iraniano rimasto ucciso. Una dinamica non chiara che conferma una certa confusione attuale all’interno del contesto siriano, unita ad una situazione di importante tensione che ha coinvolto ancora una volta l’Iran.





Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.