Mentre sotto il profilo diplomatico la situazione appare in costante evoluzione, specie dopo l’ingresso degli Usa sulla scena, a livello militare si registrano in Libia nelle ultime ore importanti novità con lo scontro che adesso pare essersi spostato nuovamente nel Fezzan. A farne le spese il territorio che si trova a ridosso dello stabilimento di El Feel, uno dei più importanti gestiti dall’Eni. Non proprio una buona notizia per l’Italia.

Gli scontri nel sud della Libia

Tutto è iniziato quando, nelle prime ore del mattino di questo mercoledì, alcuni scontri armati sono stati segnalati nei pressi della cittadina di Murzuq, nella parte sud occidentale del Fezzan. Si tratta di una regione desertica, intervallata da alcune alture e da alcuni centri non distanti dal confine algerino. Sotto le distese di sabbia che caratterizzano questo territorio, sono diversi i giacimenti di petrolio. È proprio nel sud della Libia che si riversano i maggiori interessi legati allo sfruttamento del greggio del paese nordafricano. E nei pressi di Murzuq vi è il campo petrolifero di El Feel. Dopo quello di Sharara, il più grande della Libia posto sempre nel Fezzan, El Feel rappresenta il giacimento maggiormente utilizzato.

Un impianto che fa gola alle varie milizie che si contendono il territorio. Il 21 febbraio scorso, nell’ottica di una generale avanzata in tutto il Fezzan, il Libyan National Army guidato da Haftar ha conquistato il campo di El Feel. E questo a pochi giorni dalla conquista anche del sopra citato giacimento di Sharara. Una situazione che ha dato all’uomo forte della Cirenaica il controllo di quasi 2/3 della Libia e, probabilmente, anche il pretesto per iniziare l’attacco su Tripoli il 4 aprile scorso. La situazione adesso sembrerebbe ribaltatasi: gli scontri iniziati questo mercoledì mattina hanno fatto avanzare le forze fedeli al governo di Al Sarraj. Con Murzuq nelle mani del Gna, le milizie hanno fatto il proprio ingresso, secondo le ultime ricostruzioni, anche nel campo di El Feel. A rivendicare il possesso di El Feel è la Forza di Protezione del Sud della Libia, guidata dal comandante Hasan Mousa, fedele ad Al Sarraj.

Produzione sospesa ad El Feel

Per l’Italia le ultime evoluzioni sul campo rappresentano gioie e dolori allo stesso tempo. Da un lato il fatto che il campo gestito dall’Eni non sia più in mano ad Haftar potrebbe essere un bene. Tuttavia, gli scontri potrebbero causare danni agli impianti e già in queste ore è stata annunciata la sospensione delle attività. Ad annunciarlo è la Noc, la National Oil Company, la società di Stato della Libia che gestisce con una joint venture El Feel assieme all’Eni: “Ci sono stati raid aerei all’ingresso del giacimento di El-Feel e contro un compound usato dal personale della Noc – ha affermato il presidente della compagnia petrolifera, Mustafa Sanalla – Lo staff della Noc è al sicuro, ma non può riprendere le normali attività. La produzione resta ferma fino alla cessazione delle attività militari e al ritiro di tutto il personale militare dall’area di operazioni della Noc”.

Il Libyan National Army di Haftar, a causa del dirottamento di molte sue truppe verso Tripoli, ha lasciato parzialmente scoperto il fronte del Fezzan. Questo ha causato un ritorno dell’instabilità nella regione ed ora sta incentivando gli uomini più vicini ad Al Sarraj a riprendere il territorio. Una situazione che dunque rischia di mettere a repentaglio gli interessi italiani nella regione. Nelle scorse ore il numero uno dell’Eni, Claudio Descalzi, non ha nascosto in un’intervista all’Ansa le proprie preoccupazioni per l’attuale situazione in Libia.

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