In Libia infuria la battaglia: Tripoli bersagliata dall’artiglieria

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI
Guerra /

Né il coronavirus e nemmeno le festività legate al Ramadan: niente sta fermando la guerra in Libia, nessun elemento sta al momento contribuendo a sospendere un conflitto che anzi, al contrario, sembra entrato in una delle fasi più intense degli ultimi anni. Dopo la conquista di Sabratha da parte delle milizie del Gna, le forze cioè legate al governo guidato dal premier Fayez Al Sarraj, e dopo che queste ultime stanno provando a conquistare la strategica città di Tahruna, nelle ultime ore è arrivata la risposta del generale Haftar. Giorno dopo giorno, le già fragili speranze di vedere attuato un percorso politico in Libia stanno diventando evanescenti al pari dei granelli di sabbia del Sahara esposti al vento.

Tripoli sotto i colpi di artiglieria

La mattinata di questo mercoledì è partita per gli abitanti della capitale con la sveglia data dal rumore di diverse esplosioni, avvertite soprattutto nelle zone limitrofe ai quartieri meridionali. Del resto, è proprio qui che corrono le linee del fronte che dal 4 aprile 2019, da quando cioè è iniziato l’attacco di Haftar su Tripoli, caratterizzano il triste scenario di guerra della metropoli libica. A confermare le notizie riguardanti i nuovi bombardamenti, è stato il canale 218Tv. Secondo i giornalisti dell’emittente, i quartieri sotto l’attacco dei colpi di artiglieria sono stati soprattutto quelli di Al Sawani bin Adam, Al Kuraimia e Ramla. Già dalle prime luci dell’alba, sono state avvertite le esplosioni riconducibili alla battaglia in corso nella periferia meridionale di Tripoli.

Fonti locali hanno precisato che i colpi di artiglieria sono stati sparati da entrambi i lati del fronte. Per diverse ore, si è avuto un intenso scambio tra le forze vicine al governo di Al Sarraj e quelle fedeli invece al generale Haftar. Quest’ultimo sta provando negli ultimi giorni a reagire dopo le improvvise avanzate dei rivali a Sabratha: le forze legate al Gna hanno conquistato diversi punti lungo la costa ad ovest di Tripoli, sotto la spinta soprattutto delle sigle islamiste filo turche portate in Libia dal governo di Ankara, alleato di Al Sarraj. Il Libyan National Army di Haftar, ha quindi tutto l’interesse a frenare le iniziative militari del Gna anche a Tripoli: da qui si spiegherebbe quindi l’escalation militare di queste ore attorno la capitale.

La battaglia in Tripolitania

Ma nell’ovest del Paese non si combatte soltanto a Tripoli. Come detto, l’epicentro della battaglia da qualche giorno si è spostato a Tarhuna, lì dove le milizie legate ad Al Sarraj stanno provando a cingere sotto assedio la città. Si tratta di una località strategica, roccaforte di Haftar in Tripolitania e sede della Settima Brigata guidata dai fratelli Al Kani, vicini all’uomo forte della Cirenaica. Per questo qui si stanno concentrando gli sforzi di entrambe le parti: è importante per il Gna prenderla, ancor più importante per il Libyan National Army difenderla. Secondo le ultime notizie, dopo le avanzate delle prime ore nelle aree circostanti da parte degli uomini filo Al Sarraj, la situazione adesso dovrebbe essere maggiormente sotto controllo da parte delle forze di Haftar.

E intanto l’esercito guidato dal generale da Bengasi, ha rivendicato proprio in questo mercoledì l’abbattimento di almeno tre droni turchi. Ad annunciarlo, in particolare, è stato il portavoce del Libyan National Army, Ahmed Al Mismari. Secondo quest’ultimo, un mezzo senza pilota è stato abbattuto nei pressi di Tahruna, un altro invece nelle vicinanze di Bani Walid ed infine un terzo drone è stato colpito nel quartiere tripolino di Khallet al Furjan. Un ulteriore segno dell’escalation raggiunta dal conflitto.