La geopolitica della corsa allo spazio
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La situazione si fa sempre più intricata. I dubbi e le indiscrezioni che, ormai da giorni, stanno aleggiando su Russia e Cina non fanno altro che alimentare l’incertezza e dare adito a nuove ipotesi. L’ultima voce, respinta in toto da Pechino e bollata come “disinformazione”, riguarda la presunta richiesta che Mosca avrebbe recapitato al gigante asiatico per ricevere un non meglio specificato supporto militare per le operazioni che il Cremlino sta effettuando in Ucraina. Dopo qualche ora, sono arrivati i primi dettagli.

Secondo quanto riportato dalla Cnn, la Russia non avrebbe chiesto alla Cina solo armi e assistenza militare, ma anche cibo per le sue truppe sotto forma di pasti preconfezionati pronti all’uso. Una richiesta del genere, ha sottolineato la stessa Cnn, solleverebbe dubbi sulla preparazione dell’esercito russo per la missione contro Kiev. Non è da escludere, sostengono alcune fonti, che il cibo possa effettivamente essere una richiesta che la Cina sarebbe disposta a soddisfare, in quanto si tratterebbe di una forma di sostegno non particolarmente provocatoria agli occhi dell’Occidente. Ma in quale altro modo la Russia potrebbe ricevere sostegno dal Dragone?

Il possibile sostegno di Pechino

Innanzitutto è doveroso sottolineare un aspetto: non sappiamo né se Mosca ha davvero chiesto aiuto a Pechino né, tanto meno, se il Dragone – nel caso – sarà disposto a fornire aiuto militare al partner russo. Fatta questa premessa, possiamo tuttavia provare a ipotizzare il tipo di sostegno cinese. Il Financial Times ha fatto presente che la Russia avrebbe chiesto alla Cina missili terra-aria, droni, apparecchiature relative all’intelligence, veicoli corazzati e veicoli utilizzati per la logistica e il supporto. Repubblica ha posto l’attenzione sulla protezione dei convogli russi che Mosca potrebbe affidare ai droni armati cinesi Wing Loong. A proposito di droni, gli ucraini impiegano i turchi Bayraktar, letteralmente una spina nel fianco per le truppe del Cremlino; ecco che potrebbero arrivare in aiuto strumenti cinesi per disturbare le frequenze che pilotano a distanza i droni.

Allo stesso tempo bisogna sottolineare come Pechino non abbia alcuna intenzione di finire bersaglio delle sanzioni occidentali, né rischiare che la propria tecnologia militare possa esser trasmessa ai suoi nemici (pensiamo all’India, che con la Russia ha buoni rapporti) o, peggio, di esser trascinata direttamente nel conflitto. Certo è che gli Stati Uniti hanno minacciato gravi conseguenze nel caso in cui il gigante asiatico dovesse supportare militarmente il Cremlino.

Il Pentagono, ha fatto sapere ai giornalisti un funzionario della Difesa statunitense, non a caso sta monitorando l’azione della Cina. Secondo la stessa fonte, il governo Usa ha visto la Cina “dare sostanzialmente tacita approvazione” all’azione russa “rifiutando di aderire alle sanzioni, incolpando l’Occidente e gli Stati Uniti per l’assistenza che abbiamo fornito all’Ucraina e affermando di voler vedere un risultato pacifico ma essenzialmente non facendo nulla per raggiungerlo”. Mosca e Pechino hanno entrambe smentito questa versione.

Munizioni e pezzi di ricambio

Tornando al tavolo delle ipotesi, la Cina potrebbe consegnare alla Russia munizioni o pezzi di ricambio. Pechino “probabilmente vuole evitare la vendita di armi di alto profilo o ad alto costo alla Russia nel mezzo di un conflitto che esporrebbe il governo a sanzioni internazionali”, ha affermato alla Associated Press Drew Thompson, un ex funzionario del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Semmai, i cinesi potrebbero essere più disposti a fornire, come detto, pezzi di ricambio, materiali di consumo, munizioni e articoli che non contravvengono alle sanzioni. In ogni caso, ha aggiunto lo stesso Thompson, la Cina potrebbe plausibilmente vendere alla Russia alcuni dei suoi razzi, se sono compatibili con i sistemi russi, oppure condividere la sorveglianza e l’intelligence. C’è, però, da considerare un particolare non da poco: per la Russia potrebbe essere impossibile integrare gli armamenti cinesi nelle sue forze armate con un preavviso così minimo. In questa fase del conflitto i dubbi restano mentre le indiscrezioni si moltiplicano.

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