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Lo scorso 7 ottobre il Ministero della Difesa russo aveva divulgato un video in cui si mostrava un test di un missile ipersonico Zircon lanciato da una fregata che incrociava nelle acque del Mar Bianco. Come vi abbiamo raccontato, il Cremlino aveva affermato che il missile aveva efficacemente colpito il suo bersaglio, rappresentato da un natante nel Mar di Barents, dopo un volo di circa 450 chilometri alla velocità di Mach 8.

Nella corsa all’ipersonico, che è stata intrapresa da Europa, Stati Uniti, Cina, India e Russia, Mosca sembra quella più avanti e sta per far entrare in servizio il missile 3M22 Zircon nella sua Marina Militare, la Voenno-morskoj Flot (Vmf). Una vasta gamma di sottomarini e unità di superficie è previsto che imbarcherà il nuovo missile antinave, tra cui i sottomarini tipo Ssgn classe Oscar II, i nuovi Yasen, le già citate fregate classe Admiral Gorshkov e gli incrociatori classe Kirov (Orlan per i russi).

Ora però, un analista afferma che quel test di ottobre, in realtà, non era di un missile Zircon ma di un altro tipo di vettore antinave. Il filmato diffuso dal Cremlino, infatti, sembra mostrare un missile P-800 Oniks, e l’autore, H.I. Sutton afferma di poterlo dimostrare.

Secondo lui, infatti, ci sono due indizi. Il primo è che il missile mostrato mentre si solleva dal sistema di lancio verticale (Vls – Vertical Launch System) ha le caratteristiche di un Oniks: ha un “cappuccio” sull’ogiva del missile che si assottiglia a malapena. Il secondo indizio riguarda la sequenza di lancio, con l’insolito vettore di spinta del muso, che sarebbe la stessa dell’Oniks.

Il P-800 Oniks è un missile abbastanza insolito, spiega Sutton, poiché ha una presa d’aria anulare proprio sull’ogiva. Questo, oltre a conferirgli una configurazione relativamente tozza, richiede un particolare tappo posto sulla stessa durante le fasi iniziali del lancio. Quest’ultimo ha ugelli di spinta vettoriale che servono a mettere il missile in posizione di volo dopo essere stato sparato verticalmente facendoli compiere un brusco beccheggio ad alto angolo prima che il propulsore principale entri in azione. Il tappo viene staccato quando il missile si allontana. Un sistema di lancio molto peculiare, che si differenzia molto da quello del missile Kalibr ma ricorda quello del sistema antinave Bastion, che potrebbe essere dotato, in futuro, proprio del missile Zircon.

Il nuovo ipersonico russo dovrebbe avere un muso molto più affusolato e probabilmente non simmetrico nel profilo, mentre il missile lanciato che si vede nel video non sembra affatto avere le stesse caratteristiche. Sutton ritiene, pertanto, che o quello che sappiamo sull’aspetto e il profilo di volo del 3M22 è totalmente sbagliato, oppure quello che abbiamo visto nel filmato non è uno Zircon. Tutto ciò, ovviamente, non significa che la Russia non stia sviluppando e schierando il nuovo missile antinave ipersonico, ma solo che potrebbe essere un caso di disinformazione orchestrato ad arte dal Cremlino per mettere pressione sull’opinione pubblica occidentale.

Del resto, sebbene siano cambiati i tempi, certe tattiche in uso ai tempi dell’Unione Sovietica non sono mai cambiate: Mosca, soprattutto oggi, utilizza ancora la desinformatsiya (disinformazione), ovvero la diffusione di notizie false o tendenziose effettuata sia con trasmissioni radiotelevisive sia a mezzo stampa. La disinformazione può essere attuata ad hoc, come in questo caso con un filmato, oppure sfruttando disertori o agenti che fanno il doppio gioco ed è una delle componenti delle cosiddette “misure attive” dell’intelligence.

Non sarebbe pertanto strano trovarsi davanti ad un caso di desinformatsiya: stiamo vivendo in un periodo storico dove, tra le grandi potenze (nella fattispecie Russia, Usa e Cina), i sempre maggiori contrasti si risolvono nella dottrina della guerra ibrida (Hybrid Warfare), postulata dal generale Gerasimov già nel 2013 (nota in occidente come New Generation Warfare), che prevede l’utilizzo di mezzi economici, cibernetici, diplomatici, di informazione (quindi risorse civili) insieme ad attività di forze armate regolari, speciali e irregolari per contrastare l’attività del nemico.

Il missile 3M22 è però una realtà. Il vettore è stato testato per la prima volta a marzo del 2016 e secondo le fonti russe potrebbe arrivare alla velocità di Mach 9. La velocità di crociera viene raggiunta dopo che un booster a propellente solido lo accelera a velocità supersonica, momento in cui il motore scramjet entra in funzione portandolo alla velocità stabilita. La sua gittata è stimata in 250/500 chilometri seguendo un profilo di volo lo-lo mentre si ritiene possa aumentare a 740 in caso di hi-lo, ma secondo i media russi arriverebbe anche a 1000 chilometri effettuando una traiettoria semi-balistica.

Lo Zircon è solo l’ultimo nato nel campo degli ipersonici russi: il missile Kh-47M2 Kinzhal è stato il primo ad entrare in servizio nelle Vks (Vozdušno-kosmičeskie Sily), le forze aerospaziali russe, seguito poco dopo dal veicolo di rientro tipo Hgv (Hypersonic Glide Vehicle) Avangard, che andrà ad equipaggiare i missili balistici intercontinentali pesanti Rs-28 Sarmat.

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