Skip to content
Guerra

Il vero bilancio dei morti a Gaza

Questo articolo è reso liberamente disponibile ai lettori dall’ultimo numero di “InsideOsint”, la newsletter di InsideOver che al giornalismo tradizionale affianca la lente dell’open source intelligence. InsideOsint è pensata come uno strumento per convalidare, oltre ogni ragionevole dubbio, un’informazione o...

Questo articolo è reso liberamente disponibile ai lettori dall’ultimo numero di “InsideOsint”, la newsletter di InsideOver che al giornalismo tradizionale affianca la lente dell’open source intelligence. InsideOsint è pensata come uno strumento per convalidare, oltre ogni ragionevole dubbio, un’informazione o uno scenario.

Negli ultimi mesi, i dati ufficiali sui morti a Gaza, diffusi dal Ministero della Salute della Striscia, sono stati oggetto di attenzione e contestazioni da parte di ricercatori, giornalisti e analisti. Numerosi studi indipendenti, organizzazioni umanitarie e agenzie delle Nazioni Unite concordano su un punto fondamentale: il numero reale delle vittime è verosimilmente molto, molto più alto di quanto riportato ufficialmente.

Secondo i dati più recenti (giugno 2025), il Ministero della Salute di Gaza ha riportato oltre 62.000 morti dall’inizio del genocidio nell’ottobre 2023. Sebbene Israele abbia contestato in passato la veridicità di queste cifre, esse sono state considerate attendibili da fonti come l’intelligence israeliana, l’ONU e l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Uno studio pubblicato su The Lancet ha evidenziato come le morti riportate siano probabilmente una sottostima significativa, a causa di distruzione delle infrastrutture ospedaliere e dei sistemi di raccolta dati, dell’affidamento crescente a fonti secondarie come media locali e primi soccorritori e dell’aumento di corpi non identificati. A questo di aggiunge l’impossibilità di recuperare migliaia di corpi ancora sotto le macerie (stime di più di 13 mesi fa parlavano di oltre più di 10.000 corpi sotto le macerie, anche questo numero però oggi diventa fortemente sottostimato e da adeguare).

I dispersi e i bambini non registrati

In varie inchieste giornalistiche e rapporti delle ONG, si segnala un numero crescente di bambini dispersi. Molti di questi non risultano né tra i vivi né tra i morti. Il collasso del sistema sanitario e l’impossibilità di registrare le vittime rende molto probabile che migliaia di minorenni non siano mai stati inseriti nei registri ufficiali delle morti ufficiali.

Un rapporto di Save the Children, risalente ad aprile 2024, stima che oltre 20.000 bambini nella Striscia di Gaza risultino attualmente dispersi, scomparsi, detenuti o sepolti sotto le macerie. Essendo questa stima vecchia di un anno, è ragionevole ipotizzare che, considerando l’intensificarsi del genocidio e il continuo degrado delle condizioni umanitarie, il numero reale di bambini dispersi oggi possa essere aumentato esponenzialmente, forse anche raddoppiato o triplicato, superando quindi i 40.000-60.000 casi di minorenni morti e non conteggiati nei numeri ufficiali.

Questa cifra drammatica evidenzia un fenomeno tragico e sistematico: bambini senza alcuna registrazione ufficiale, spesso senza documenti o testimoni, che scompaiono nel caos dei bombardamenti, nelle distruzioni degli edifici e nelle difficili evacuazioni.

La difficoltà di identificare e registrare questi minori è aggravata dall’assenza di un sistema efficace di database e dal collasso delle infrastrutture civili e sanitarie. Molti potrebbero essere già deceduti senza che la loro morte sia stata documentata, altri ancora potrebbero essere in stato di detenzione.

I dati ufficiali sottostimano la realtà per diversi motivi 

Con il 45% degli edifici distrutti, decine di migliaia di persone potrebbero essere ancora sepolte e i loro corpi irrecuperabili. Non esistono database attivi o funzionanti in tempo reale per incrociare i nomi dei dispersi con quelli dei deceduti. Molte vittime muoiono fuori dagli ospedali, spesso senza testimoni, in zone isolate o assediate. Bambini gravemente malnutriti o malati cronici che muoiono per mancanza di cure non rientrano nel conteggio “bellico”.

Secondo un’inchiesta del The Guardian pubblicata l’8 aprile 2024, “decine di migliaia” di persone nella Striscia di Gaza risultano scomparse. L’International Committee of the Red Cross (ICRC) ha registrato oltre 7.000 segnalazioni di persone scomparse tramite la sua hotline, ma gli esperti ritengono che il numero reale sia molto più alto, forse persino decine di migliaia.

Le modalità sono drammatiche e ricorrenti: intere famiglie si disperdono durante raid aerei e bombardamenti; mentre alcuni superstiti riemergono, molti restano nel caos, bloccati da infrastrutture distrutte. Molti dispersi sono probabilmente seppelliti sotto le macerie, con morti non contate o non identificate. Bambini e anziani, spesso senza documenti o testimoni, scompaiono in zone isolate o durante lo spostamento verso i rifugi. Anche questa categoria di persone viene esclusa dai conteggi ufficiali delle vittime civili, contribuendo a una sottostima massiccia del vero numero.

Le morti indirette: una stima moltiplicata

Il genocidio non uccide solo tramite bombe e proiettili. Le conseguenze indirette (fame, malattie, mancanza di acqua, cure mediche e riparo) sono spesso più letali nel lungo periodo. Come spiegava The Lancet a giugno 2024, in altri contesti simili, il numero di morti indirette varia da 3 a 15 volte il numero ufficiale delle morti dirette. Abbiamo provato a applicare lo stesso metodo di The Lancet, aggiornandolo con i dati delle morti ufficiali registrate a Gaza un anno dopo:

  • Morti ufficiali dirette ufficiali giugno 2025: 62.000
  • Morti indirette (stima conservativa x3): 186.000
  • Morti indirette (media x5): 310.000
  • Morti indirette (massima x15): 930.000

Anche con una stima intermedia, la cifra supererebbe i 300.000 morti totali.

A rafforzare questa tesi è anche un rapporto pubblicato da ReliefWeb, portale informativo dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari. Secondo tale rapporto, circa il 10% della popolazione della Striscia di Gaza risulta ucciso, ferito o disperso. Questo dato, in linea con la popolazione stimata di 2,2 milioni di abitanti, implica che oltre 220.000 persone sono state direttamente colpite dal genocidio, una cifra coerente con le stime estese che includono le morti indirette.

350.000 persone mancanti?

Un altro elemento che ha alimentato le ipotesi di una sottostima grave del numero di vittime proviene da uno studio accademico pubblicato sulla piattaforma di Harvard a giugno 2025 incentrato sulle dinamiche della distribuzione degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.

Sebbene lo studio non affronti direttamente il bilancio delle vittime, un’immagine inclusa nel documento riporta i dati demografici delle tre principali zone umanitarie. Incrociando quei numeri con le stime ufficiali della popolazione complessiva, risulta mancante un numero superiore a 350.000 persone. Alcuni analisti e attivisti hanno interpretato questo vuoto come un possibile riflesso del numero reale dei morti nella Striscia. Tuttavia, lo studio non copre tutte le aree di Gaza e non fornisce dati sulle zone al di fuori dei tre grandi corridoi umanitari, quindi questa discrepanza non può essere considerata una prova definitiva, ma rappresenta un ulteriore campanello d’allarme.

Noi di InsideOver abbiamo provato a costruire un modello grafico che partisse dal dato dei 186.000 morti stimati da The Lancet a giugno 2024. Il dato interessante è che, stimando una crescita esponenziale del numero dei morti, in linea con gli attacchi di Israele, la distruzione totale delle infrastrutture mediche (+95% ospedali distrutti) e il blocco degli aiuti umanitari, la proiezione su base esponenziale ci dice che il numero di morti potrebbe essere assai vicino a 340.000 morti, numero simile con quello stimato nello studio pubblicato su Harvard.

Ricostruzioni come questa sono ciò che fornisce un valore in più al nostro modo di raccontare il mondo. In un momento in cui la stampa internazionale non può accedere alla Striscia di Gaza, sondare i social media è un’operazione esenziale per costruire prove dei crimini di guerra di Israele. Supportaci anche tu, scegli di abbonarti subito ad Insideover. Ti lascio qui il link ai piani di abbonamento

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Tassonomie

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.